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30 luglio 2015 4 30 /07 /luglio /2015 22:44

Pubblico la seconda parte del rapporto di minoranza che ho allestito. Sulla seduta del CC del 13 luglio tornerò con un post speciale, ma solo a fine agosto.

Tiziano

II. La variante pianificatoria del Piano Particolareggiato di Villa Argentina

II.A La richiesta della popolazione tramite la petizione «Un Magnifico Parco per il Magnifico Borgo» e la mozione «Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina»; la presa di posizione del Municipio.

Nell'autunno del 2008 sul pianoro del fondo mappale no. 3043 furono erette le modinature corrispondenti all'ingombro di sei palazzine, facendo seguito al taglio di tutti gli alberi secolari presenti sul fondo avvenuto durante l'inverno 2008-2009 con anche il parziale abbattimento dei muri perimetrali e perfino di una parte di quello del belvedere, protetto a livello di Piano particolareggiato.

Per contrastare questo progetto speculativo e per chiedere la ricostituzione del Parco nella sua estensione massima originale si costituì nel gennaio 2009 il Comitato Parco di Villa Argentina, che promosse la petizione «Un Magnifico Parco per il Magnifico Borgo», che raccolse, tra marzo e aprile del 2009, 2'870 adesioni di cittadini dei vari Quartieri del Comune di Mendrisio; essa chiedeva al Municipio di Mendrisio di «istituire immediatamente una zona di pianificazione volta ad impedire l’edificazione del fondo n. 3043, di elaborare una variante di Piano Regolatore per inserire questo terreno in una zona di svago e, nei tempi e nei modi più opportuni, di acquistarlo per metterlo a disposizione della cittadinanza quale area pregiata di svago, unitamente al resto del Parco di Villa Argentina».

Per dare ulteriore forza alle richieste contenute nella petizione, nell'autunno 2009 l'avv. Rossano Bervini presentò la mozione «Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina» che fu sottoscritta dai capigruppo di tutti i partiti rappresentati in Consiglio comunale; essa riprendeva nella sostanza la richiesta della petizione, chiedendo in particolare di «inserire il fondo mappale 3043 RFD di Mendrisio in zona AP-EP attrezzature ed edifici pubblici con vincolo di zona verde-svago, per metterlo a disposizione della cittadinanza quale area pregiata unitamente al resto del Parco di Villa Argentina già di proprietà pubblica».

Il Municipio con Rapporto preliminare sulla mozione «Ricostituiamo il parco di Villa Argentina» datato 6 maggio 2010 scrisse le seguenti considerazioni: «(…) Di certo vi è la magnificenza, la bellezza e l'attaccamento della popolazione per il Parco e la Villa Argentina la cui integrità non è mai stata minacciata o contestata [!]. Prova ne sia che l'elenco dei giardini storici della Svizzera (ICOMOS) supportato anche dal Dipartimento del territorio (…) descrivono e censiscono dettagliatamente solamente il "vero" parco che circonda la Villa (esclusa quindi la parte alta, oggetto della recente domanda di costruzione). Ad ulteriore comprova di questo fatto, anche la rappresentazione grafica, sia del parco di Villa Argentina, che della Casa Torriani, indica il limite del parco lungo il primo muro retrostante gli edifici. Per la parte di sedime a monte del muro di delimitazione sul retro degli edifici non viene spesa una sola parola di menzione che la possa mettere in relazione con il parco, anche solamente in misura secondaria. (…). Questa disquisizione non vuole negare a priori la possibilità di mantenere verde quest'area, ma semplicemente di valutarla come tale, senza sovrapporle il "pathos" del parco di Villa Argentina e tantomeno dell'opera dell'arch. Croci. Fatta questa operazione di onestà intellettuale si può valutare quest'area con i criteri e i parametri di una comune area verde ed interrogarsi, senza sensi di colpa e patemi d'animo, sull'effettivo valore concreto e sulla qualità di questo sedime come semplice area di svago»; «sarebbe fuorviante da un lato attribuire un valore storico artistico, botanico o turistico che sia a un lembo di sedime che non lo ha mai avuto (…); i parchi di Mendrisio sono le aree verdi del Monte Generoso e del Monte San Giorgio, ben visibili da ogni punto della città e facilmente raggiungibili anche a piedi in una manciata di minuti».

La posizione municipale mostra due cose: in primo luogo la confusione tra un elenco (semplice fotografia fisica di un bene culturale in un preciso momento storico) e un inventario (studio approfondito e scientifico svolto da un esperto del settore, nella fattispecie uno storico dei giardini), come specificato nella nota 10 e oltretutto la scheda dell'elenco nulla dice su «"vero" parco» e il Dipartimento del territorio aveva protetto tutto il Parco nel 1985; in secondo luogo non solo la scarsa conoscenza del patrimonio storico-artistico esistente nel quartiere di Mendrisio ma anche una deliberata volontà da parte del Municipio di non prendere in considerazione i documenti in suo possesso – decreto 1985 del Dipartimento dell'ambiente di tutela dell'intero Parco quale monumento storico, Relazione dell’arch. Reinhart del 1988 e due relazioni con documentazione fotografica (scomparsa!) dell’arch. Righetti del 1993 – e richiamati sia dal Comitato Parco di Villa Argentina sia dall'avv. Rossano Bervini nella sua mozione.

È necessario avere presenti queste considerazioni municipali poiché aiutano a comprendere la variante in esame; infatti se nella variante pianificatoria 2014, ora sottoposta all'esame del Legislativo, il Municipio sembra formalmente sposare la necessità di preservare un parco di valore, nella sostanza il concetto «sedime come semplice area di svago» rimane ben presente e fa da architrave al Messaggio municipale, portandolo a sostenere l'opportunità di inserire edifici (universitari, ma anche se fossero di altro genere non avrebbe alcuna importanza).

L'esame della mozione Bervini fu demandato a una Commissione ad hoc il cui rapporto di maggioranza (5: PLR, IaS, Lega UDC e indipendenti, Verdi), relatore il Presidente della Commissione stessa Massimo Borella, fu favorevole alle richieste della mozione, mentre quello di minoranza (3: PPD) chiese il rigetto della stessa.

A seguito di questo inaspettato risultato il Municipio licenziò il MM no. 83 del 27 maggio 2011 che così motivò la posizione parzialmente favorevole alla mozione: «Il verde urbano è un elemento dell’ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio. Infatti, questo elemento favorisce il riequilibrio ambientale delle Città. Questi obiettivi sono pure presenti nelle linee guida dello sviluppo della città ed in particolare nelle linee strategiche Comune città viva e Comune attento all’ambiente. L’auspicabile conservazione del parco si pone quindi, quale elemento di grande importanza ai fini del miglioramento della qualità di vita. Le aree verdi devono proporsi come oasi entro gli ambiti urbani (…). I giardini storici sono culturalmente connessi con lo sviluppo delle Città e testimoni del passato. Costituiscono un elemento di grande valore del nostro patrimonio storico-culturale e di conseguenza vanno anche correttamente tutelati e gestiti. La Città come tale, al suo centro, richiama l’opportunità di esaminare la necessità di estendere il parco urbano (…). La possibile estensione del parco di Villa Argentina risponde a diversi obiettivi: 1. garantire la conservazione di un parco unico nel suo genere; 2. estendere uno spazio verde all’interno di un comparto centrale ad alto contenuto pubblico. In caso di accettazione dell’atto parlamentare, il Municipio dovrà dare avvio ad una variante di Piano regolatore per poter inserire il bene da tutelare quale AP-EP. Prendendo spunto dalla discussione generale avvenuta durante l’esame della mozione da parte della Commissione ad hoc e rilevabile dai verbali di seduta; riferita in particolare alla differenziazione dei possibili usi di tale superficie, nonché della volontà di valorizzare l’area anche con possibili soluzioni (ottimali) che vadano al di là della semplice operazione di costituzione di un parco, il Municipio ritiene a questo punto di poter sostenere parzialmente i contenuti della mozione. L’Esecutivo suggerisce pertanto che la variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina dovrà essere oggetto di attento studio e ponderazione circa l’opportunità di permettere su tale area anche la costruzione, almeno parzialmente, di edifici a contenuto pubblico, vista la sua particolare ubicazione e la pianificazione unitaria della zona. Le nuove norme dovranno tenere in debita considerazione gli studi specialistici già effettuati dall’Arch. Fabio Reinhart in merito alle possibilità e ai modi di edificazione dell’area di Villa Argentina con interventi architettonici arricchenti l’area nel suo insieme e che sappiano mettere in risalto la destinazione e fruizione a carattere pubblico del parco e di tutto il comparto oggi dedicato all’istruzione. In questo senso, sarebbe poco opportuno limitarsi fin dall’inizio ad una pianificazione avente quale unico scopo, l’utilizzo quale area verde. L’Esecutivo ritiene pertanto opportuno che la variante pianificatoria debba rispondere ai sopraccitati aspetti, allo scopo di garantire la massima fruibilità e integrazione del parco pubblico e allo stesso tempo tener in debita considerazione eventuali esigenze di sviluppo sul lungo termine del comparto, dove sono insediati l’Accademia di architettura e una sede del nostro Istituto scolastico». In realtà il rapporto di maggioranza chiedeva di accogliere la mozione e quindi la sua richiesta essenziale: «inserire il fondo mappale 3043 RFD di Mendrisio in zona AP-EP attrezzature ed edifici pubblici con vincolo di zona verde-svago, per metterlo a disposizione della cittadinanza quale area pregiata unitamente al resto del Parco di Villa Argentina già di proprietà pubblica», altro che «volontà di valorizzare l’area anche con possibili soluzioni (ottimali) che vadano al di là della semplice operazione di costituzione di un parco», come è scritto nel MM, che stravolge l'esito del lavoro commissionale.

II.B. Il mandato approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 5 settembre 2011 e il suo mancato rispetto da parte del Municipio

Come sopra riportato la premessa contenuta nel messaggio municipale no. 83 consisteva nel fatto che «(…) la variante del PP di Villa Argentina dovrà essere oggetto di attento studio e ponderazione circa l’opportunità di permettere su tale area anche la costruzione, almeno parzialmente, di edifici a contenuto pubblico, vista la sua particolare ubicazione e la pianificazione unitaria della zona. Le nuove norme dovranno tenere in debita considerazione gli studi specialistici già effettuati dall’arch. Fabio Reinhart in merito alle possibilità e ai modi di edificazione dell’area di Villa Argentina con interventi architettonici arricchenti l’area nel suo insieme (…)».

Pertanto il Consiglio comunale approvando il MM ha conferito un chiaro mandato al Municipio: la variante avrebbe dovuto essere il risultato di un «attento studio e ponderazione» circa la possibilità di lasciare edificare o no. Inoltre, durante il dibattito in CC i rappresentanti di Verdi e PLR specificarono che si concepivano edifici/attrezzature unicamente al servizio dell'uso di Parco (coerentemente col rapporto di maggioranza della Commissione ad hoc). Ora, per rispettare questo mandato e per pianificare un'area pregiata che ingloba un Parco definito monumento storico e artistico, il Municipio avrebbe dovuto incaricare uno specialista (storico dei giardini) per approfondire gli studi di valenza storico-artistica, botanica, paesaggistica e pianificatoria elaborati dagli architetti Righetti e Reinhart, come da loro stessi suggerito e come chiese il Comitato Parco di Villa Argentina.

Ciò non è avvenuto e quindi è venuto meno il rispetto della premessa contenuta nel MM che convinse tutti i gruppi a sostenerlo, pur con i distinguo sopra citati.

II.C. Il mandato attribuito dal Municipio al pianificatore comunale

In realtà, il Municipio di Mendrisio ha voluto mantenere prioritariamente le possibilità edificatorie e sostenere la strategia di sviluppo dell'Accademia:

- lo evidenzia l'Esame preliminare del Dipartimento del territorio: «l'obiettivo prioritario della variante in esame è quello di sostenere la strategia di sviluppo del Campus universitario di Mendrisio»;

- lo testimonia il Rapporto di pianificazione (settembre 2014) della Studi Associati SA, in cui si può leggere: «la necessità di crescita del Campus universitario offre l’opportunità di riconquistare l’estensione originale [del parco] ricollegando le superfici a monte con la Villa definendo contemporaneamente la direzione dello sviluppo del Campus universitario stesso» (p. 21);

- lo confermano le decisioni del Municipio in merito al conferimento del mandato pianificatorio alla Studi Associati SA; la risoluzione municipale no. 6791 del 27.9.2011 (richiesta in sede commissionale) così recita: «Dicastero Ambiente e Territorio/ Conferimento mandato Studi Associati SA Lugano per elaborazione variante Piano Particolareggiato di Villa Argentina (PPVA) Si prende atto che il Municipio con risoluzione municipale n. 6322 del 26 luglio 2011 e su proposta Dicastero Ambiente e Territotrio, ha deciso di dare avvio alla procedura di variante del Piano Particolareggiato di Villa Argentina necessaria all'ampliamento del Campus dell'Accademia. Su richiesta della Direzione dell'Ufficio tecnico comunale, gli Studi Associati SA di Lugano hanno quantificato una spesa di onorario forfetario di fr. 15'000.- (IVA inclusa) per l'elaborazione della variante. Su preavviso del Dicastero Ambiente e Territorio, si risolve di conferire il mandato, procedura ad incarico diretto, agli Studi Associati SA di Lugano per l'elaborazione della variante al Piano Particolareggiato di Villa Argentina, per un onorario forfetario di complessivi fr. 15'000.- (IVA compresa). La spesa viene addebitata alla gestione corrente, voce contabile n. 600.318.061 “Spese adeguamento PR”».

Da questa risoluzione municipale emergono due dati essenziali:

- 1. Il Municipio aveva deciso di dare avvio alla variante pianificatoria del PP di Villa Argentina per sostenere lo sviluppo del Campus dell'Accademia prima ancora che il Consiglio comunale decidesse il 5 settembre 2011 di approvare il MM no. 83;

- 2. Il conferimento alla Studi Associati SA deliberato il 27 settembre 2011 non conteneva alcuna indicazione circa la necessità di procedere a un «attento studio e ponderazione circa l’opportunità di permettere su tale area anche la costruzione, almeno parzialmente, di edifici a contenuto pubblico».

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