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15 dicembre 2015 2 15 /12 /dicembre /2015 22:08

Pubblico l'intervento di ieri in Consiglio comunale poiché è una testimonianza su cosa vuole dire per me fare politica. i colleghi non si degnano di leggere i documenti citati dai messaggi municipali, troppa fatica. così si arriva ai fatti del Pozzo Polenta e nessun politico, che ha approvato i Piani regolatori criminali nei quali ci troviamo prigionieri e che permettono di costruire in prossimità dei pozzi di captazione dell'acqua potabile, si assume una minima responsabilità.

Anche i giornali hanno lo loro bella dose di responsabilità: sono superficiali nell'informare i cittadini delle decisioni criminali prese dai politici; salvo poi fare i titoloni quando avvengono i disastri (programmati ...).

Senza una stampa libera, critica, forte non c'è informazione seria e approfondita e non ci sono cittadini coscienti dei loro diritti e dei loro doveri e quindi non vi è vera democrazia.

Tiziano

Intervento del 14.12.2015 sul MM N. 79/2015 - Nuova strada industriale Mendrisio – Rancate. Richiesta di un credito di aggiornamento di fr. 1'140'000.— per adeguamento costo di costruzione; di fr. 860'000.— per le canalizzazioni come da PGS; di fr. 500’000.— quale partecipazione ai costi di spostamento del gasdotto principale Chiasso – Lugano

Signor Presidente, signori Sindaco e Municipali, signore e signori Consiglieri comunali,

Il gruppo dei Verdi voterà contro questo messaggio anche se la parte maggiore dei crediti di finanziamento è stata votata negli scorsi anni dai CC di Mendrisio e di Rancate.

La nostra quindi è una testimonianza della visione che hanno i Verdi dell’ambiente che ci ospita e dei preziosissimi beni naturali – acqua, terra e aria - che ci permettono di vivere.

La nostra opposizione ha due ragioni principali:

1. la prima ragione è la più banale: il dato di fatto che nuove strade generano nuovo traffico. non ripropongo i dati presenti nel rapporto di minoranza sulle previsioni di traffico con lo scenario futuro S1+ (2020), vale a dire dopo che saranno realizzate le tre grandi opere: la riorganizzazione dello svincolo autostradale; la realizzazione di via Penate e della strada industriale; l’attuazione della variante di PR di San Martino.

Ma per evitare il collasso del nucleo di Rancate previsto dal Rapporto dell’Esame sull’Impatto Ambientale il gruppo dei Verdi invita il Municipio a introdurre il più celermente possibile le misure che avete indicato nella risposta alla mia interrogazione del 26 novembre 2013 «La strada industriale Mendrisio-Rancate e le varianti di PR di San Martino Penate e Rime Brech: ancora un peggioramento della vivibilità per i cittadini?», in particolare - e cito – “le misure di moderazione e di limitazione del traffico che potranno essere introdotte e, se del caso, rese più cogenti”. Riteniamo che non sia il caso di attendere l'avverarsi dello scenario funesto S1+ (2020) per introdurre queste misure.

2. la seconda ragione deriva dall’impatto ambientale che avrà la strada industriale e che è indicato con dovizia di elementi sia nel Rapporto sull’Esame sull’Impatto Ambientale (EIA) sia nell’Avviso cantonale del 1° luglio 2014 e documenti allegati. Mi riferisco in particolare a tre aspetti:

- 1. la perdita di zona agricola: per i Verdi si deve smettere di "consumare" terreno agricolo in particolare se designato come Superfici agricole per l’avvicendamento delle colture (SAC) come nella fattispecie, pagando una semplice compensazione pecuniaria: si deve invece imporre una compensazione reale con un’area di pari estensione e qualità agricola

- 2. la distanza dal bosco: la Sezione forestale ammette candidamente che «la pianificazione non è conforme alle distanze prescritte dalla legislazione forestale» ma che essendo una strada già approvata a PR essa va comunque autorizzata! L’affermazione fatta dalla Sezione forestale ci sembra piuttosto indecente visto che spetta alla stessa Sezione vigilare affinché un PR sia rispettoso della legge federale.

- 3. La questione della protezione delle acque :

- In primo luogo il ponte sul Laveggio è stato concesso in deroga alla legge federale sulla protezione delle acque

- In secondo luogo il tracciato della strada ha una lunghezza complessiva di 1200 m: una tratta di circa 900 m si trova in zona di protezione S3; una tratta di 230 m costeggia la zona di protezione S2 del pozzo di captazione dei Prati Maggi; per 100 m si trova nel settore di protezione delle acque Au.

Di conseguenza il Cantone ha imposto di Introdurre il divieto di trasporto di merci pericolose per la nuova strada industriale Mendrisio-Rancate, con eventuali permessi speciali in deroga al divieto. Però nel MM leggiamo che «per le industrie interessate dal tracciato stradale saranno regolarmente concessi/rilasciati permessi speciali da parte dall’autorità cantonale competente».

Dopo i tragici fatti riguardanti il Pozzo Polenta di Morbio, mi chiedo questo:

se dovesse essere rilasciato un permesso speciale e se dovesse avvenire un incidente lungo la tratta di 230 metri che costeggia la zona di protezione S2 del pozzo dei Prati Maggi e se il pozzo in questione dovesse essere abbandonato chi pagherà per questo crimine? Molto probabilmente soltanto l’autista del mezzo che trasporta merci pericolose.

Non verrebbero coinvolti né i funzionari del Cantone e della Confederazione che hanno rilasciato il permesso speciale e approvato il tracciato né i politici che hanno pianificato il tracciato e la zona industriale in un luogo così prezioso e fragile.

Quel tracciato è troppo rischioso e quindi ci opponiamo.

Tiziano Fontana capogruppo i Verdi in CC

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