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14 gennaio 2018 7 14 /01 /gennaio /2018 23:01

Ripropongo un articolo che mi aveva pubblicato il settimanale AGRICOLTORE TICINESE il 23 gennaio 2012. Non ha perso attualità.

Tiziano

Sviluppo territoriale, terre fertili e Campagna Adorna
Agricoltore Ticinese, 23-01-2012

Le dinamiche mondiali, nazionali e regionali suggeriscono una svolta radicale nell’approccio al territorio e alle terre non ancora edificate, in particolare a quelle agricole (inserite però in zona edificabile), che rischiano di essere cementificate in pochi anni.
A livello mondiale constatiamo in primo luogo il “problema della crescente invivibilità del nostro pianeta”, denunciato per esempio dal prof. Giovanni Sartori sul Corriere della Sera, con la “rarefazione delle risorse naturali” (siccità, desertificazione, popolazioni affamate e via dicendo). In secondo luogo il problema dell’accaparramento delle terre agricole (il cosiddetto land grabbing) in Asia, Africa, America Latina ed Europa dell’Est, aggravatosi negli ultimi due anni in seguito alla crisi dei prezzi dei generi alimentari (2007-2008): un fenomeno denunciato da tempo da diverse organizzazioni non governative, quali Grain, Oxfam, Swissaid. Gli attori di questa corsa all'acquisto o all'affitto di terre fertili sono sia gli Stati, come la Cina e l’Arabia Saudita, con lo scopo di sfamare le proprie popolazioni, sia le imprese multinazionali, le banche e i fondi d’investimento, per motivi speculativi. Di conseguenza il valore commerciale della terra sta aumentando vertiginosamente, così come il prezzo del cibo: da qui le rivolte di popolazioni affamate e disperate. Questi due problemi, invivibilità del pianeta Terra e accaparramento delle terre coltivabili, sono correlati e rendono di fatto le terre fertili un bene di valore inestimabile, perché sempre più conteso, mercificato e consumato.
A livello nazionale “l'espansione disordinata degli insediamenti e la distruzione dei terreni coltivi sono problemi insoluti della pianificazione del territorio svizzera”: così si esprime l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) nel suo Rapporto sulla Politica agricola 2014-2017, riprendendo la posizione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), secondo cui “il grado di sostenibilità dello sviluppo territoriale in Svizzera non è sufficiente”. Infatti, l'insostenibilità dell'urbanizzazione degli ultimi trent’anni è oggi riconosciuta da tutti: “in Svizzera, secondo le analisi dell’ARE, si registra una perdita di 76 mq di terreno agricolo al minuto”. Da queste analisi si deduce che finora non vi è stata un'autorità politica, né a livello federale e né a livello cantonale, capace di far rispettare i principi sanciti dalla Costituzione federale (art. 75) che prevede “un’appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e (…) un ordinato insediamento del territorio”. Di fatto le "autonomie" sia cantonali sia comunali il più delle volte hanno seguito visioni particolaristiche e limitate. In Ticino, come in altri Cantoni svizzeri e Paesi occidentali, si cementifica a un ritmo forsennato.
A livello regionale, per restare al Mendrisiotto, lo studio strategico ‘Alto Mendrisiotto insieme con energia dialogo e passione’ afferma che il territorio in questione “(…) è teatro negli ultimi decenni di un processo di crescita non sostenibile (…); tra il 1985 e il 1997 sono scomparsi ben 140 ha [1'400'000 mq] di territorio agricolo (ovvero il 14%) mentre le superfici d’insediamento sono aumentate al ritmo di oltre 2 mq ogni dieci minuti.(…) Ciò che preoccupa in prospettiva sono le riserve di terreni edificabili già oggi esistenti che consentirebbero il raddoppio della popolazione”. Queste analisi accrescono l'importanza del rapporto della Sezione dello sviluppo territoriale (dicembre 2009) concernente la pianificazione del comparto di Valera secondo cui “(…) un elemento non considerato nella proposta, ma meritevole di essere esaminato, è il recupero di superfici agricole che contribuirebbero a rafforzare l'immagine paesaggistica di spazio non costruito”. Ora, alla funzione paesaggistica, svolta da quei terreni, deve essere associata la funzione agricola, che è primaria. Tutta l'area di Valera e della Campagna Adorna dovranno essere preservate da una nuova invasione di cemento e dovranno mantenere la vocazione agricola: i terreni ancora coltivati, ma che si trovano in zona edificabile, dovranno essere dezonati e posti in zona verde. Ci sono zone ormai irrimediabilmente perse ma altre ancora recuperabili, perché inserite in un contesto di pregio, come Valera e la Campagna Adorna, nei cui confronti la politica deve cambiare i propri obiettivi.
In un prossimo futuro le terre fertili acquisteranno un'importanza e un prezzo molto più elevati degli attuali, essendo sempre più rare ma indispensabili alla nostra sopravvivenza. Qualsiasi costo sarà comunque inferiore al valore che una comunità responsabile dovrebbe riconoscere naturalmente al proprio territorio, un bene comune vitale.

Tiziano Fontana

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