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18 febbraio 2018 7 18 /02 /febbraio /2018 18:10

Pubblico l'articolo apparso sul Corriere del Ticino di giovedì 15 febbraio.

Ho inviato il medesimo scritto al settimanale l'Informatore che ha ripreso alcuni passaggi in un articolo dedicato a Università, ex OBV e Parco: ho scritto alla redazione con l'invito di pubblicarlo integralmente per rispetto ai 2870 cittadini che hanno sottoscritto la petizione del 2009, ma finora niente: vedremo se hanno paura del libero confronto oppure se avranno il coraggio di pubblicarlo.

Tiziano

Il Parco di Villa Argentina

 

In questi giorni la variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina è formalmente entrata in vigore.

Fortunatamente non è la variante approvata dalla maggioranza del Consiglio comunale durante la seduta del 13 luglio 2015, bensì quella modificata dal Consiglio di Stato nel 2017, a seguito della parziale approvazione dei ricorsi di sette membri del Comitato Parco di Villa Argentina e della Società ticinese per l'arte e la natura (STAN). Si tratta quindi di una versione migliore di quella voluta da Municipio (all'unanimità) e dalla maggioranza del Consiglio comunale.

Il Consiglio di Stato infatti, accogliendo parzialmente i ricorsi, ha imposto al Comune alcuni punti importanti: 1) la proposta di estensione della protezione quale bene culturale di interesse cantonale su una vasta porzione (più dei due terzi) della parte superiore del parco di Villa Argentina (corrispondente al fondo mapp. 3043 oggi di proprietà privata che comprende: area collinare con il muro del belvedere, area pianeggiante retrostante, altri muri perimetrali originali): questo primo aspetto è per noi essenziale e riprende in parte la tutela completa del Parco adottata nel 1985; 2) l'estensione del perimetro di rispetto cantonale a tutela del complesso di Villa Argentina e del Vecchio Ospedale; 3) alcune modifiche puntuali dell’articolo 7 delle Norme di attuazione per il comparto B (parco-giardino attorno alla villa, tutelato come bene culturale di interesse cantonale fin dal 1987) e per il comparto F (l'USI-Accademia dovrà rispettare gli indici e i parametri edilizi previsti per quel settore, senza godere di eccezioni come invece proposte dal Municipio e accettate dalla maggioranza del Consiglio comunale); 4) tutela dei muri perimetrali della parte collinare.

Queste sostanziali modifiche sottomettono alla Legge sui beni culturali qualsiasi intervento nel comparto di Villa Argentina: una garanzia per diminuire il più possibile la minaccia di interventi sconsiderati in quest'area di grandissimo valore culturale, artistico, paesaggistico e sociale.

Possiamo allora dire che finalmente il Parco storico di Villa Argentina è salvo da interventi distruttori, come 2'780 cittadini di Mendrisio hanno chiesto sottoscrivendo la petizione «Un magnifico Parco per il Magnifico borgo» nella primavera del 2009?

Purtroppo possiamo rispondere che lo è solo in parte.

Infatti, il Consiglio di Stato ha confermato la volontà di Municipio e maggioranza del Consiglio Comunale di permettere di edificare nel comparto A1 (area del mapp. 3043 di proprietà privata confinante con l’Istituto per minorenni Paolo Torriani) uno o più edifici per l'espansione del Campus universitario/dell'Accademia. In quest'area il Governo ha però, almeno, imposto la tutela dei muri di cinta del comparto, onde escludere la loro completa demolizione (permessa invece dalla proposta pianificatoria municipale). Ricordo che proprio su parte di quell'area destinata a essere cementificata dall'Università della Svizzera italiana con un intervento di sbancamento collinare, che sarà devastante paesaggisticamente vista la morfologia del terreno, il Comitato Parco di Villa Argentina ha proposto con il bellissimo progetto dell'arch. paesaggista Heiner Rodel l'insediamento di orti comunali e scolastici con il mantenimento di un edificio di servizio di modeste dimensioni avente la medesima volumetria del rudere agricolo ancora oggi esistente.

Il Consiglio di Stato nella sua decisione ha evitato anche di confrontarsi con il contenuto della presa di posizione degli esperti del Gruppo di lavoro per la conservazione dei giardini storici della sezione svizzera dell'associazione ICOMOS (associazione internazionale di esperti che hanno elaborato la Carta dei giardini storici), prodotta dai ricorrenti quale ulteriore mezzo di approfondimento e valutazione della variante e del valore del Parco storico. Procedendo in tal modo non ha scritto una bella pagina di cultura del territorio e di difesa dei beni culturali.

Ora, con l'iter pianificatorio terminato, sono necessari due passi decisivi: che il Consiglio di Stato consolidi la proposta di estensione della tutela quale bene culturale di interesse cantonale sulla parte superiore e collinare del Parco, come indicato nella sua decisione del 2017; che il Comune di Mendrisio acquisti il fondo mappale 3043.

 

Tiziano Fontana, coordinatore Comitato Parco di Villa Argentina

 

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