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5 settembre 2012 3 05 /09 /settembre /2012 22:50

Pubblico uno scritto che prende lo spunto da una bellissima lettera scritta da una signora che si definisce "nonna nostalgica" alla prof.sa Vegetti Finzi dedicata alla natura: vi consiglio di leggere Azione del 6 agosto scorso perché quelle poche righe sono un capolavoro, come lo è anche il commento della signora Vegetti Finzi.

Quest'ultima cita un libro che consiglio a tutti: Richard Louv, L'ultimo bambino nei boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura , Rizzoli, 2006. Un libro anticonformista e profondo,  la cui lettura dovrebbe essere obbligatoria per tutti i genitori, i docenti, gli educatori e i politici. 

È apparso su La Regione di oggi.

 

Silvia Vegetti Finzi, la nonna nostalgica e la natura

La professoressa Vegetti Finzi ci ha donato una fondamentale riflessione sulla natura e sul ruolo essenziale che essa riveste nello sviluppo psichico e fisico dei bambini. 

Nell’edizione del 6 agosto del settimanale Azione essa risponde a una bella lettera di una "nonna nostalgica" che raffronta la sua esperienza di vita – e di assidua interazione con la natura – a quella dei suoi nipoti, che oggi crescono privi di tale esperienza diretta.

La signora Vegetti Finzi analizza questo preoccupante squilibrio tra sviluppo cognitivo ed esperienza reale dei bambini, sottolineando che «le cose di cui i bambini hanno più bisogno sono quelle che non si comperano: l’aria, la terra, l’acqua, l’erba, le piante e gli animali».

Il contatto diretto con la natura è vitale per molti aspetti: permette ai bambini di conoscere il mondo reale e se stessi poiché, giocando liberamente, essi mettono alla prova le potenzialità e i limiti del loro corpo; sollecita lo sviluppo diffuso e armonioso di tutti i sensi, portando rilassamento e pace; reca benefici allo stato di salute mentale, fisico e spirituale, contrastando l’obesità, i disturbi da deficit di attenzione, l’iperattività, l’ansia, la noia ecc.; permette di comprendere l’interdipendenza fra esseri umani e natura.

Concludendo l’articolo Silvia Vegetti Finzi afferma che «poiché i bambini sono le prime e principali vittime di un mondo «snaturato» la «rivoluzione verde» dovrebbe impegnare innanzitutto educatori, genitori e insegnanti. Ma anche i pediatri per gli effetti positivi sulla salute e gli artisti perché ci aiutino a riscoprire la bellezza e la sacralità della Madre Terra, che ci contiene e alimenta».

Queste forti e sagge parole non possono essere liquidate come farneticazioni di tipo ambientalista, come fanno solitamente i reazionari di fronte a simili argomentazioni. Al contrario, esse meritano non solo di essere approfondite  ma di fungere da guida nelle scelte politiche, culturali, educative e di pianificazione del territorio.

Un utile approfondimento è dato dal libro citato dalla stessa prof.ssa Vegetti Finzi, L’ultimo bambino nei boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura, scritto dall’educatore statunitense Richard Louv. È un libro assai ricco di spunti e di idee anticonformiste che merita di essere letto.

Nell’acuta prefazione la signora Vegetti Finzi afferma che «(…) emergono nuove proposte, come quella di ritagliare nel nostro piccolo, civilissimo mondo, interstizi di spazio e di tempo, come i parchi urbani, per ritrovare un contatto diretto con la natura. Chiunque conosca i bambini sa bene che i loro occhi vedono in grande e che anche un giardino pubblico può essere vissuto come un bosco e uno stagno apparire vasto quanto un oceano. Purché la ricostruzione artificiale della natura tenga conto dell’atmosfera che si crea e non soltanto della quantità di spazio a disposizione. È più importante il luogo in cui il bambino s’immerge che il suo utilizzo sportivo.» (p. 11).

Questi elementi sono tra i motivi che hanno spinto il Comitato Parco di Villa Argentina a promuovere a Mendrisio, nel 2009, la petizione per la ricostituzione del Parco da destinare ad area verde a disposizione della cittadinanza. Questo obiettivo è lungi dall’essere raggiunto ma, in ossequio alla fiducia accordata da 2'870 cittadine e cittadini, ci impegneremo per impedire la cementificazione di quell’area pregiata e unica.  

 

Tiziano Fontana, coordinatore Comitato Parco di Villa Argentina 

 

 

 

 

 

 

 

 

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