Pubblico un articolo a firma Francesco Maggi capogruppo dei VERDI in Gran Consiglio.
La battaglia per i Luoghi di Hesse inizia ora, contrariamente alla convinzione della nomenklatura politico-imprenditoriale che sta saccheggiando il Ticino e si sta arricchendo sulle spalle del nostro PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE.
Tiziano
Hermann Hesse, il Ticino ed Expo 2015
Hermann Hesse non gradirebbe l'accostamento a Expo 2015, ma questo paradosso è utile per mostrare la cecità culturale e la pochezza della visione del futuro che caratterizza la parte preponderante del mondo politico e imprenditoriale ticinese.
La stampa ha riferito che il Municipio di Collina d'Oro ha dato via libera all'edificazione di nove unità abitative nel parco della Casa Rossa, dove abitò lo scrittore tra il 1931 e il 1962.
Noi amiamo Hesse per il valore universale e civile del suo messaggio: egli si definì l'avvocato del «singolo, irripetibile uomo con i suoi retaggi e le sue possibilità, le sue doti e le sue inclinazioni» in un'epoca di massificazione e totalitarismo politico-ideologico.
Se i partiti di governo in Ticino se ne infischiano di questi valori (per noi Verdi fondamentali), dovrebbero per lo meno comprendere l'importanza dal punto di vista turistico: infatti circa 20'000 visitatori – in maggioranza germanofoni – frequentano il Museo di Montagnola a lui dedicato e i luoghi prediletti dal Premio Nobel. Ora, gli estimatori di Hesse non sono semplici turisti mordi-e-fuggi, sono viaggiatori: persone che cercano nei luoghi le fonti di ispirazione e il riflesso delle opere hessiane. Il Ticino ha bisogno di viaggiatori che diventano fedeli frequentatori della nostra regione. Il loro numero potrebbe accrescersi se vi fosse un progetto culturale valido, come sarebbe la creazione del «Parco letterario Hesse», coinvolgendo Museo, Casa Camuzzi e Casa Rossa con i loro parchi, sull'esempio riuscitissimo della Fondazione Claude Monnet che gestisce la casa e il giardino dell'artista a Giverny o la Fondation vacances au coeur du patrimoine in Svizzera.
Invece di valorizzare e tutelare questo luogo unico al mondo dove visse Hesse, la nostrana nomenklatura politico-imprenditoriale si lancia in nome della presunta ricaduta turistica (in realtà affaristica) a capofitto in Expo 2015, il solito Grande Evento internazionale dietro cui si cela speculazione territoriale, corruzione politica, criminalità organizzata e saccheggio delle finanze pubbliche. Eppure, non sono i nostrani "guru" del turismo a parlare di "vincere la competizione" con altre regioni e a "vendere l'immagine del nostro territorio", come si trattasse di una merce? Se seguissimo questo ragionamento potremmo allora dire: cosa avete da offrire di più unico e irripetibile dei luoghi in cui ha vissuto Hesse?
Noi Verdi ci opponiamo alla visione affaristica del futuro del nostro Cantone, del nostro territorio e dei suoi abitanti che hanno gli altri partiti; l'ideologia utilitaristica dei nostri governanti distrugge i luoghi trasformandoli in spazi funzionali, tratta la nostra terra come luogo di soggiorno e location per super ricchi, sottopone le regioni a una concorrenza distruttiva.
Invece di spendere milioni per Expo 2015 investiamo nei nostri luoghi, unici e speciali, che distinguono il Ticino nel mondo, che fanno stare bene tutti noi che li abitiamo e sanno attirare viaggiatori fedeli.
Creare il «Parco letterario Hermann Hesse» è un atto civile doveroso e una scelta economico-turistica intelligente.
Francesco Maggi capogruppo dei Verdi in Gran Consiglio