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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Parco del Laveggio e Tita Carloni

Stamattina al museo Vela di Ligornetto - villa edificata da Vincenzo Vela e "restaurata" indegnamente nel recente passato - è stato presentato il progetto modello Parco del Laveggio. Come detto giustamente dal co-coordinatore dei Cittadini per il territorio Ivo si tratta di un progetto sulla carta; ci si trova a un bivio: o realizzarlo o lasciarlo ai posteri raccolto in un libro. Spetta ora alle autorità locali fare i passi necessari per realizzarlo. Un intervento di un architetto mi ha lasciato molto perplesso, ma ne riparlerò.

Mentre ascoltavo gli interventi ho pensato a Tita Carloni e a un suo scritto del 1999: Lungo il fiume Ticino. Lo ripropongo poiché in esso vi è il grandioso progetto di ripensare tutto il territorio ticinese e lombardo partendo dai suoi fiumi, in particolare dal Ticino. Una idea visionaria e quanto mai necessaria.

Negli interventi sentiti nessuno ha ricordato Tita, e mi è dispiaciuto. Magari, e spero, qualcuno l'ha fatto prima che io arrivassi.

Tiziano

 

Lungo il fiume Ticino

 

di Tita Carloni (AREA, 2.11.1999)

 

Se vi piace camminare in luoghi piani, andate fino al ponte di barche di Bereguardo vicino a Pavia, lasciate l'automobile e avviatevi sulle sponde del fiume Ticino. Evitate i mesi caldi perché sarete assaliti da nugoli di zanzare che vi entreranno in bocca, nel naso, sotto la camicia: un vero tormento. Ma in tutti gli altri mesi, una meraviglia: un fiume largo e veloce, meandri lenti, acque pigre piene di vita, e boschi, boschi, radure e pioppeti a perdita d'occhio. Nel fiume e sui ghiaieti numerosissimi uccelli d'ogni specie. Se avrete fortuna vedrete emergere dalle acque la testolina di una lontra che attraversa il fiume in diagonale, a causa della corrente. Tutto questo e molte altre belle cose formano il parco del Ticino, una fascia di territorio quasi intatto da Sesto Calende a Pavia (l'antica Ticinum), che grandi zone agricole separano da un'altra fascia territoriale significativa: il continuum urbano, che da Milano sale senza interruzione fino al confine svizzero e poi, per tutto il Mendrisiotto e il Luganese, fino al Ceneri.

Cose analoghe in formato minore si incontrano risalendo dalle Bolle di Magadino fino a Giubiasco e poi fino a Biasca e oltre, con una differenza fondamentale: che il Ticino ticinese è a tratti fortemente alterato, soprattutto in Riviera e in Leventina, dove depositi di ghiaia, impianti di calcestruzzo e strutture del traffico contendono il poco spazio all'ambiente fluviale.

Percorrendo questi luoghi pedibus calcantibus si ha tutto il tempo per pensare e per sognare. Mi è venuta in mente la possibilità di ricondurre tutto il fiume Ticino, da All'Acqua in val Bedretto fino allo sbocco nel Po, a una sola grande striscia di natura, ricca di piante e di animali, da contrapporre simmetricamente all'altra grande striscia dei traffici e delle costruzioni che bene o male (più male che bene) l'affianca ininterrottamente sul lato orientale.

Un simile progetto potrebbe assumere un respiro europeo, superando i vecchi e meschini confini nazionali: un grande intervento di restauro territoriale da opporre alla pratica del consumo infinito di territorio che giorno dopo giorno mettiamo in opera nella più totale incoscienza.

A chi obiettasse che si tratta di idee retrograde, che guardano verso un lontano passato, risponderei che tra noi e gli uomini del Medioevo c'è una differenza. Quando tutta l'Europa era coperta di boschi e i viandanti erano terrorizzati dall'idea di perdervisi, si scolpivano sui portali delle cattedrali bestiari terribili fatti di galli basilischi, di liocorni e di sirene a due code, per esorcizzare la paura della natura.

Noi oggi sappiamo (meglio, dovremmo sapere) che se c'è qualcosa di cui aver paura per il futuro non sono certo le selve e gli animali che ancora le popolano, ma l'inarrestabile aggressività umana. Anche nei confronti del territorio.

 

 

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