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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Il valore della nostra terra (I)

Il valore della nostra Terra (I)

Nell’attuale società i grandi attori economici tendono a trasformare tutto in merce: ne sono pure coinvolti i beni comuni, tra i quali la terra, elemento primario. Questo è tangibile anche nel nostro Cantone.

Nel Mendrisiotto come altrove sono emersi negli ultimi decenni numerosi gravi problemi legati alla qualità di vita: inquinamento dell’aria, di falde freatiche, di corsi d’acqua, del suolo; caos viario; incremento di malattie alle vie respiratorie; cementificazione di feconde terre agricole; moltiplicazione di centri commerciali; espansione urbana senza regole e incoerenze pianificatorie tra i diversi Comuni; scomparsa di aziende agricole, edifici ville e giardini storici. Di conseguenza ci si pone spontaneamente qualche domanda: quale valore diamo alla nostra vita e, a stretta conseguenza, alla nostra terra in generale, al territorio in cui viviamo in particolare, cui essa è legata e dipendente per il proprio benessere o malessere fisico e spirituale?

 

Osservando i vari scempi compiuti ovunque nell’ultimo ventennio si può dedurre che coloro che l’hanno reso possibile (politici, imprenditori e pianificatori in primo luogo) considerano di secondaria importanza la qualità di vita dei cittadini, dal momento che spesso i progetti sono stati inseriti senza armonia nel contesto circostante, secondo una visione miope che li autocondanna. Eppure è doveroso ricordare che, qui da noi, autorevoli politici, benché isolati, si manifestarono a difesa del territorio sia a livello cantonale sia a livello locale, per esempio con l’opposizione all’insediamento dei depositi per lo stoccaggio di idrocarburi nella zona Valera. Spesso però tali voci non furono considerate o in nome di una particolare idea di progresso, o per conformismo mentale, o per interessi di ristretti gruppi di potere.

 

Oggi si gioca una partita fondamentale avente per oggetto il territorio ticinese e in particolare le zone ancora verdi o con destinazione da definire: nel Mendrisiotto il comparto di Valera ne è l’esempio lampante. Nel 2010 la stampa riferì della bocciatura da parte del Dipartimento del territorio delle pianificazioni elaborate dall’ex-Comune di Rancate e da quello di Ligornetto poiché troppo legate agli interessi dei singoli Comuni; la Sezione dello sviluppo territoriale suggerì alcune piste da seguire: verifica della pianificazione territoriale e delle esigenze di tutti i settori per l’intero Mendrisiotto (una visione regionale, finalmente!); salvaguardia dei valori naturalistici e paesaggistici del Laveggio; valorizzazione delle attività agricole. Vedremo i risultati della nuova pianificazione condotta dai Municipi di Mendrisio e Ligornetto, ma quanto avvenuto (e sta avvenendo) a San Martino deve essere  un monito che le autorità politiche non possono ignorare, pena un ulteriore scollamento con i cittadini e le loro aspirazioni profonde ad avere un territorio sano per la loro salute fisica e bello da vivere, con un ritorno anche estetico al buon gusto, oggi calpestato.

 

Il comparto di Valera – con la Campagna Adorna - dovrebbe mantenere la vocazione che le è stata propria per secoli tornando a essere un’area verde con destinazione agricola e svago: la politica smaniosa di cementificare ogni angolo del territorio è insostenibile.

La nostra terra ha un valore intrinseco illimitato e non dovrebbe più essere considerata una semplice merce il cui prezzo è determinato dalle scelte pianificatorie fatte dai politici e dai tecnici: gli sconvolgimenti ambientali in atto nel mondo ci dovrebbero condurre a nuove politiche territoriali.    

 

Tiziano Fontana   

 

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