Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

Pubblicità

In difesa del paesaggio come bene comune, contro il degrado civile

care lettrici e cari lettori,

vi segnalo settimana prossima la Conferenza del prof. Salvatore Settis, Paesaggio, territorio e arte nella tradizione italiana, martedì 22 maggio 2012, ore 18.30, Lugano, Aula Magna dell’Università della Svizzera italiana

Partecipate numerosi perché il prof. Settis unisce la passione civile alla cultura: ciò che ci vuole per combattere contro il degrado sempre più mortifero che investe partiti politici e istituzioni.
 Qui di seguito l'articolo di presentazione che ho inviato ai giornali.

  

In difesa del paesaggio come bene comune,

 contro il degrado civile

Il professor Salvatore Settis, storico dell’arte e archeologo di fama mondiale e già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, terrà una conferenza martedì 22 maggio nell’ambito del ciclo dedicato dall’associazione culturale Club Plinio Verda ai Beni Comuni.

Da decenni il prof. Settis si batte in difesa del patrimonio culturale e naturale in Italia intesi come beni comuni. Questi ultimi, secondo la definizione proposta dal prof. Stefano Rodotà – che facciamo nostra – sono «beni funzionali all'esercizio di diritti fondamentali e al libero sviluppo della personalità, che devono essere salvaguardati sottraendoli alla logica distruttiva del breve periodo, proiettando la loro tutela nel mondo più lontano, abitato dalle generazioni future». Come si evince da questa definizione, la tutela del paesaggio – e più in generale del patrimonio culturale – non è principalmente un esercizio estetico, bensì ha una profonda motivazione e valenza civile, che si fonda nel passato della nostra civiltà. Infatti, come scrive il prof. Salvatore Settis «quello del bene comune è un tema non solo giuridico ma etico e civile di lunga storia e di altissime potenzialità: ricordare i precedenti, anzi le radici nel diritto romano, nell’Italia comunale o nelle leggi degli Stati preunitari non è vana erudizione. Significa, al contrario, attingere dalla storia le energie e le idee per costruire il nostro avvenire. È quando la storia degli uomini si intensifica e si mostra capace di creare un mondo nuovo che abbiamo più bisogno dei nostri padri

  

Il dibattito dedicato a questi temi ha assunto nel corso degli ultimi anni sempre più importanza anche nel nostro Cantone. Ne sono esempio quelli suscitati dal tentativo da parte della Società ticinese per l’arte e la natura di salvaguardare Villa Galli (La Romantica) e Villa Branca a Melide, dalla variante di PR dedicata ai beni culturali di Lugano (città in cui negli ultimi decenni sono state sistematicamente abbattute decine di ville e parchi ottocenteschi o di inizio del Novecento), dal tentativo di ricostituire il Parco di Villa Argentina a Mendrisio nella massima estensione oggi possibile, dall’opposizione al progetto deturpante di edificazione di palazzine a Gandria, dall’edificazione di un nuovo quartiere su un pendio nei pressi del borgo di Bré sopra Lugano, dal progetto edilizio nel giardino-parco della Casa Rossa di Hermann Hesse a Montagnola.

Sempre più cittadini si sentono toccati da questi problemi ed esprimono pubblicamente le proprie critiche sia nei confronti di politici tutt’altro che dediti alla tutela del patrimonio culturale sia di lacune legislative sempre più evidenti. Del resto anche in Ticino la Legge sullo sviluppo territoriale, approvata dal Parlamento cantonale nel giugno 2011, stabilisce all’art. 1 cpv. e) l’avere come scopo il «valorizzare il paesaggio in quanto bene comune».

  

Con la perdita materiale di edifici e luoghi si ha anche un impoverimento dell’identità personale e collettiva (tema approfondito con intelligenza su Ticinosette nel corso del 2011, in cui il giornalista Giancarlo Fornasier scrisse che «se ciò che perseguiamo è la conservazione di una solida identità (...) la difesa del territorio e la sua stratificazione storica devono rappresentare assolute priorità»). Distruggere il paesaggio naturale o le testimonianze storiche e culturali delle città comporta una perdita di significati e di senso che lasciano smarrimento e indeboliscono il senso di appartenenza a una comunità. Come espresso dal prof. Bernhard Furrer, già presidente della Commissione federale dei monumenti storici, «il patrimonio nel suo insieme ci fornisce una base sulla quale possiamo capire da dove veniamo e dove possiamo andare.( …) Nel suo insieme il patrimonio edificato testimonia della nostra storia; la sua presenza nella nostra vita di ogni giorno ci accompagna, ci dà la sicurezza della costanza. Rappresenta un bene della comunità intera: anche se un monumento è proprietà di singoli, appartiene a noi tutti come ricchezza culturale. Quindi in primo luogo la sua salvaguardia è di ordine culturale e l’esempio di altri Cantoni fa capire che non è una questione finanziaria». 

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio culturale sono beni comuni la cui difesa è innanzitutto una battaglia civile che necessita l’impegno di ogni cittadino.

Tiziano Fontana

 

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post