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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Pinkola Estés, Petrella e i sogni: come il nostro per il Parco

Lunedì 5 settembre il Consiglio comunale di Mendrisio ha preso una decisione importante che presenta incognite ma anche un passo avanti nella direzione auspicata dal Comitato Parco di Villa Argentina: sulla decisione torneremo settimana prossima. 

Vi è ancora molto lavoro da fare ma vale la pena battersi con tutte le energie e forze per realizzare i sogni che ci hanno animato e ci animano.

 

Desidero dedicare a tutte e a tutti coloro che hanno creduto nella petizione per la ricostituzione del Parco di Villa Argentina un pensiero di due autori particolarmente cari: 

 

il primo di  Clarissa Pinkola Estès presente nel suo ultimo libro pubblicato da Frassinelli, "Forte è la Donna":

 

Sogni: malgrado tutto, noi ci rialzeremo

 

Quando non si facessero più sogni audaci,

anche le azioni audaci sulla Terra cesserebbero.

 

I sogni audaci sono il carburante indispensabile

per il motore del Fare.

 

I sogni audaci sono la miccia d'oro

per la forza vitale dell'Essere.

 

Ciò che non si può sognare

non si può fare.

 

Rialzatevi!

Non impeditevi di sognare,

seminate ovunque i sogni più belli,

i sogni più audaci

sorti dall'Anima con un ruggito.

 

Clarissa Pinkola Estès

 

 

E ora il pensiero di Riccardo Petrella, professore all'Accademia di architettura a Mendrisio, tratto dal suo "Il diritto di sognare" (Sperling & Kupfer Editori):

 

"In ogni società, il possibile è ciò che i poteri in carica considerano permesso, dunque accettabile sul piano politico, economico, sociale ed etico. Rappresenta il campo di gioco ed è delimitato da leggi e regole fissate da chi, legittimamente, per scelta (elezioni) e adesione delle popolazioni, o illegittimamente, attraverso la violenza, ha il potere dell'autorità e della forza. In altre parole, l'impossibile è ciò che i grupppi dominanti considerano inaccettabile, non realizzabile.

Per questa ragione i detentori del potere hanno sempre amato dire che "la politica è l'arte del possibilie", alimentando così lo spirito di conservazione delle leggi e delle regole stabilite; queste sono considerate i soli spazi all'interno dei quali l'azione detta "efficace" è possibile, ivi compresa quella che mira al cambiamento.

  (...) non si può sterilizzare il sogno e ridurlo al "sogno del possibile": il diritto di sognare - il potere del sogno - appartiene a tutti. È ora di incoraggiare e alimentare i sogni che proiettano visioni e strategie dell'avvenire fondate sull'amicizia, la solidarietà e la giustizia, sulla cooperazione e l'uguaglianza (...)"

 

 

 

 

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