salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Pubblico un articolo che mi è piaciuto scritto dall'avv. Luca Maghetti, apparso mercoledì su La Regione. Solleva questioni che la partitocrazia imperante a Mendrisio vuole evitare che siano poste e discusse tra i cittadini.
se avessimo un giornalismo di inchiesta per approfondire certi dossier avremmo una democrazia più solida.
Tiziano
Mendrisio dove vai? (avv. Luca Maghetti)
Continua a tenere viva l’attenzione la costruzione del nuovo Centro di pronto intervento, innanzitutto per la sua dimensione mastodontica che, nell’intendimento delle autorità, dovrebbe poi essere completata con un altro volume in sostituzione del non fatiscente Ufficio tecnico, il tutto a formare, unitamente allo stabile Botta, un’immensa muratura gialla a costituire le mura della nuova Città. Non sono in grado di esprimermi sugli aspetti estetici, ma ho qualche dubbio che tale enorme massa monocroma sarà piacevole alla vista. Temo piuttosto che ci troveremo di fronte a quelle città, tipiche in Francia, concepite da architetti, che si ritrovano private d’anima proprio per l’intervento invasivo di nuove e possenti forme. Il Centro di pronto intervento tiene però banco anche per gli aspetti finanziari. È di questi giorni la notizia di un ulteriore credito chiesto dal Municipio per riempire gli spazi del Centro di pronto intervento “fase 1”, importo di circa Fr. 4 mio (3’800’000, secondo le notizie di stampa). Tale importo va ad aggiungersi al credito di oltre Fr. 1,3 milioni circa che il Consiglio comunale ha dovuto, si è detto turandosi il naso, votare per un inammissibile scatto in avanti del Municipio nella progettazione, che non era comunque ancora decisa, della cosiddetta “fase 2” che prevede, tra l’altro, un investimento di una ventina di milioni ancora. Quindi, se tutto andrà bene, la spesa complessiva sarà di circa Fr. 50’000’000 a consuntivo. Certo, perché l’Aim e l’Ufficio tecnico andranno anch’essi ridotati di nuove infrastrutture interne. Sorprende questo assordante silenzio da parte di tutti i fronti politici, a parte i Verdi, al cospetto di tale mastodontica opera ed altrettanto mastodontico investimento, il tutto per costruire edifici, senz’altro di pregio, ma che potevano, e dovevano, essere edificati con minor spesa. Penso già solo al rivestimento delle facciate che, se non erro, costa più di 1 milione di franchi per la fase 1. Ebbene, questo investimento, questa foga edilizia concentrata tutta su questo spazio, evidentemente non possono che far risaltare ancor di più la trascuratezza verso altri obiettivi. E qui la lista potrebbe essere lunghissima, già solo seguendo il cosiddetto Piano delle opere prioritarie. Penso all’arredo urbano, in particolare all’economico progetto che era stato portato avanti dal Partito liberale riguardante la sistemazione di taluni parti della città con semplici interventi di moderazione e di abbellimento. Tutto dimenticato, tutto congelato sull’altare del Centro di pronto intervento. Ma ancora più grave è la carenza di palestre ed in generale di infrastrutture sportive (a titolo di esempio il prolungamento della pista di ghiaccio sino a Carnevale non sarebbe costato che Fr. 50’000). Penso però anche a Piazza del Ponte la cui progettazione langue perché il Municipio ha detto che il Cantone non ammette che si distrugga lo stabile ex Jelmoli senza edificarne uno nuovo. Questa ha tanto l’aria di essere una presa in giro. Evidentemente se non si è presentato un progetto di una piazza, il Cantone non può approvare una semplice demolizione. Vuole che si progetti una piazza. Resto insomma persuaso che non vi sia alcun vincolo giuridico a che alla demolizione dello stabile ex Jelmoli segua necessariamente un nuovo ed invasivo stabile. Questa cosa l’aveva già detta a chiare lettere la compianta Ada Binaghi poco prima di morire. Nessuno ha sin qui raccolto il suo testimone nel portare avanti le legittime ragioni della cittadinanza di Mendrisio che vuole una vera piazza da godersi e che ha poco interesse in edifici o infrastrutture pubblici di lusso che portano poco o nulla alla qualità di vita. Ma, penso ancora ai passaggi pedonali, i cui crediti sono stati stanziati nel 2012 dal Consiglio comunale e non sono stati ancora spesi malgrado opportunamente il Municipio abbia cancellato alcuni passaggi pedonali ritenuti pericolosi. È ora urgente procedere alla sistemazione di queste cose. Queste sì che impattano sulla qualità di vita dei cittadini, non certo opere faraoniche, di lusso, il cui effetto estetico è ancora tutto da verificare. Io francamente non capisco quest’attitudine: da una parte investimenti esagerati, dall’altra economie che sembrano tanto incomprensibili.