salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
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Pubblichiamo l'articolo di Carlo Petrini apparso su La Repubblica del 28 ottobre 2011 perché merita d'essere letto. La realtà italiana non è molto differente dalla nostra per quanto attiene alla sete di cementificare il territorio che muove gruppi di potere trasversali. L'Alleanza di cui parla Petrini è fondamentale e quindi la politica deve essere orientata in un altro senso: deve essere tesa alla difesa dei Beni Comuni, tra cui vi sono la terra intesa come suolo fertile, il paesaggio, la cultura.
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Una grande alleanza per salvare il paesaggio
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Domani si apre il Forum nazionale dei comitati per la difesa del paesaggio e dei territori. Un buon viatico, ricordando una bella frase di Andrea Zanzotto «Dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi». Parole di Andrea Zanzotto, il grande poeta che ci ha da poco lasciato all´età di 90 anni. È una citazione famosa, che chi si batte contro il consumo di suolo (Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Alberto Asor Rosa, Luca Mercalli, Luca Martinelli) giustamente conosce e non esita a utilizzare.
Mi accodo buon
ultimo anch’io, a maggior ragione di fronte a cosa hanno subito la Liguria e la Toscana negli ultimi giorni, senza dimenticare come Roma è andata in tilt una settimana prima a causa di
piogge più intense della norma. Sia che si chiami in causa il cambiamento climatico, sia che si accusi l´eccessiva e disordinata cementificazione, più o meno indirettamente dietro a
queste sciagure c´è sempre la mano incauta dell´uomo. Perché il cambiamento climatico lo causiamo noi, la cementificazione selvaggia la pratichiamo noi, abusiva o legale che sia. Le
connessioni nascoste tra ciò che facciamo e certe loro brutte conseguenze sono sempre meno nascoste. E fanno male in termini di vite umane, territori cancellati, danni ingenti. Chi legge con attenzione i giornali, i più diffusi o quelli più piccoli locali, sa che i temi della difesa del suolo libero dalla cementificazione e la tutela del paesaggio sono tra quelli che stanno più a cuore ai cittadini. Normalmente gli articoli che ne parlano e che appaiono su queste pagine sono quelli che scatenano più e-mail di commento, ma soprattutto segnalazioni di cittadini che si oppongono alla costruzione di una zona industriale in un´area agricola, alla devastazione di tratti di costa, a piani regolatori scellerati, alla rovina per sempre del profilo di meravigliose colline e valli. Le denunce continuano a migliaia in tutto il Paese, dai casi più eclatanti ai piccolissimi scempi che rosicchiano minime porzioni di suolo fertile. Ora finalmente ci sarà un vero strumento per passare all´azione, entriamo nel vivo rispetto a un tema dove l´hanno sempre fatta da padrone grandi speculatori, poteri forti e l´interesse di pochi contro quelli della collettività. La campagna "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori", cui è sufficiente aderire on-line, vuole fare da amplificatore per i problemi a livello locale, ma il Forum che la promuove sta lavorando a due importanti progetti, – potenzialmente dirompenti come i referendum sull´acqua – che si lanceranno domani a Cassinetta di Lugagnano. Il primo è la richiesta da parte dei cittadini al proprio Comune di un censimento, sul proprio territorio, di tutti gli edifici pubblici e privati, civili e industriali sfitti, vuoti e inutilizzati. Soltanto prendendo in considerazione le grandi città, negli ultimi dieci anni in Italia si sono costruite 4 milioni di case, mentre pare che ce ne siano almeno 5,2 milioni di vuote. Per non parlare dei capannoni, la cui proliferazione negli ultimi anni insulta anche il più maleducato senso estetico: continuo a vederne di abbandonati ovunque, con striscioni appesi che ne implorano l´affitto. Prima di costruire altro allora capiamo che cosa c´è a disposizione, utilizziamo l´inutilizzato, smettiamola di edificare dove non si può o dove non si dovrebbe, non sacrifichiamo più suolo libero, perché è fondamentale per la nostra agricoltura e il turismo, ma anche per prevenire frane e alluvioni. Il censimento è una prima mossa, e saranno i comitati locali a pretenderlo, ma poi ci sarà un secondo strumento: il Forum sta lavorando a una legge d'iniziativa popolare per arrivare a una moratoria nazionale al consumo di suolo. La Provincia di Torino ha già fatto una legge di questo tipo, ed è uno degli esempi che cercheremo di seguire, insieme alle legislazioni tedesche e britanniche molto più restrittive delle nostre. Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, scelto per la prima Assemblea Nazionale dei Forum per la Terra e per il Paesaggio, è un altro esempio virtuoso perché ha dichiarato il suo territorio "a crescita zero", come del resto già altri piccoli comuni in Italia (e li volevano cancellare!). Non entrino in fibrillazione quelli del settore edilizio: abbiamo così tante case da ristrutturare, da buttar giù per tirarne su di nuove, di brutte da abbellire, senza contare l´enorme sforzo da fare per migliorare l´efficienza energetica che ci sarà lavoro in abbondanza per tutti nei prossimi anni. Come vediamo, ancora una volta in futuro dovremo privilegiare la qualità rispetto alla quantità, fare lavori migliori che dureranno di più nel tempo e miglioreranno la nostra vita e i luoghi in cui viviamo: c´è meno margine per speculare, ma più possibilità per guadagnarci tutti quanti qualcosa ed evitare catastrofi. Ciò che si spende per riparare a disastri come quello occorso in Liguria – ma che ormai si rincorrono mese dopo mese in ogni parte d´Italia – è di gran lunga più costoso di quanto non spenderemmo mai per un´attenta e corretta gestione del territorio. Non c´è bisogno di nuove case, non c´è bisogno di nuovi capannoni: è ora di capire che chi li fa li fa soltanto per il proprio tornaconto privato, e intanto distrugge un bene comune. Rispettiamo la proprietà privata, ma il bene comune deve avere la precedenza. Il paesaggio, forse a prima vista meno tangibile dell´acqua, è un bene comune perché tutelandolo si preservano l´ambiente, la sicurezza delle persone, le attività agricole, i suoli, la bellezza. Il privato, fatti salvi i suoi diritti, non può privare il resto della comunità di qualcosa d´insostituibile e di non rinnovabile. Il privato non può privare. |
Carlo
Petrini