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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Brevi riflessioni sul territorio

Recentemente abbiamo ascoltato interventi molto interessanti che aiutano a riflettere: in ogni epoca il Potere non gradisce né la riflessione, né il dibattito, né la cultura, che sono per definizione liberi e critici.

La speranza nasce dalla riflessione che conduce all'azione. 

Oggi non tutto è perduto: lo vediamo dalle numerose denunce e azioni concrete di cittadini e di uomini di cultura che reagiscono allo "scempio del mondo" (per usare le parole dello storico Huizinga) in atto per mano di oligarchi accecati dalla brama di potere e di soldi: se uniti, i cittadini e le associazioni riusciranno a ridare speranza e a creare un futuro diverso.   

 

 

Durante la terza Conferenza nazionale sul federalismo (Mendrisio 26 - 27 maggio) il Consigliere di Stato radicale di Ginevra Francois Longchamp ha affermato alcune cose molto giuste e che si spera siano riprese dai nostri politici locali (evidentemente non per farsi belli a parole, ma per agire concretamente):

  1. La Svizzera conosce un'urbanizzazione disordinata che sta trasformando le campagne in luoghi caotici; si assiste a una "losangelizzazione" del territorio poiché sembra sempre più come la metropoli statunitense Los Angeles e sta perdendo la sua prima ricchezza: poter offrire un paesaggio che richiamano l'armonia. [Come non pensare al dibattito sulla crisi del turismo anche in Ticino?]
  2. Un territorio è scelto da imprese di alto livello tecnologico o di alta gamma se è servito da buone  infrastrutture e se è caratterizzato  da  una buona qualità di vita, mentre interessa meno la fiscalità;
  3. La Svizzera è stata grande perché unita e mossa da comuni valori condivisi.

 

Il 28 maggio il Museo etnografico della Valle di Muggio ha presentato il volume "La scoperta del Monte Generoso"; un libro che merita d'essere letto attentamente così come il Monte Generoso merita d'essere percorso in ogni stagione e lungo ogni versante.  

 

Il neodirettore della Divisione dell'ambiente del Dipartimento del territorio, Moreno Celio, ha fatto un discorso molto intelligente e giusto (sarebbe da pubblicare interamente, ma riprendiamo unicamente alcune brevissime note):

 

L'approfondimento di un tema è essenziale e necessario - tanto più vivendo in un  momento storico caratterizzato da fretta e superficialità - come la conoscenza del passato che aiuta nel presente a prendere decisioni, a fare scelte e a elaborare visioni. Queste ultime si fondano su valori, che a volte possono anche essere in contrasto (qualità di vita, benessere, sviluppo, mobilità).

Pensando all'unità e all'identità del Ticino, messa in discussione da tempo, si comprende quanto sia importante trovare valori comuni perché si condivide il medesimo territorio (si è sulla medesima barca). 

L'attività dello Stato è schizofrenica, vi è tutto e il contrario di tutto; la natura e il paesaggio emergono sempre più  come valori difesi dalla popolazione e da politici con sincerità e vi è un'accresciuta volontà di andare verso uno sviluppo sostenibile; ciò che è importante è avere idee chiare perché lo Stato ha gli strumenti per agire.   

 

Sull'ultimo numero di Confronti l'arch. Tita Carloni parla del libro dedicato al Generoso; vi consigliamo di leggerlo: ne vale la pena. 

 

 

 

 

 

 

 

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