salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Come anticipato nell'articolo di mercoledì 27 aprile, oggi ci soffermiamo sull'interessante trasmissione "Demolition city" dedicata, in aprile, da "Falò" alla città di Lugano (da guardare sul sito internet della Rsi).
È consigliabile visionare l'intera trasmissione, per farsi un'idea delle posizioni del sindaco di Lugano e di quelle di denuncia del prof. e arch. Furrer, dell'arch. Bergossi, di P. C. Minotti e di coloro che segnalano l'impoverimento dal profilo edilizio - e quindi culturale e artistico e quindi pure turistico - della città di Lugano.
http://la1.rsi.ch/_dossiers/player.cfm?uuid=cbc5b41e-aa9c-42ad-b408-1c965946df53
È altrettanto consigliabile leggere il forum di Falò correlato, poiché troverete interessantissimi messaggi (alcuni dedicati anche a Mendrisio, che riproduciamo alla fine del presente articolo)
Ma cosa sta avvenedo a Lugano? con la revisione del Piano Regolatore - limitatamente alla variante per gli edifici storici - la lista di edifici proposta dal Cantone con oltre 120 immobili è stata depennata (circa 30) dal Comune e ora giace nelle commissioni del Consiglio comunale.
La legge sui beni culturali del 1997 assegna ai Comuni il compito di tutelare gli edifici d'importanza locale: da qui i problemi.
Proponiamo alcuni pensieri espressi dagli ospiti di Falò (NB: li abbiamo trascritti senza alcuna modifica):
sindaco di Lugano arch. Giudici: "non si può ibernare una collettività, occorre andare con logica, con prudenza e quindi con pragmatismo a salvare quello che è corretto salvare e a demolire quello che deve essere sostituito in una logica di sviluppo di una città; altrimenti se si conserva tutto una città non crescerà mai e non potrà mai mettere a disposizione delle nuove opportunità di chi vuole arrivare in città per vivere e lavorare. Bisogna tenere conto che gli edifici non sono della città sono dei privati; in un sistema liberale non si può semplicemente mettere lo stampino "tu non fai quello che potresti fare": il Piano regolatore dà determinate indicazioni e bisogna sapere che se la collettività vuole salvare o meglio proteggere questi edifici deve essere anche disposta a sborsare dei soldi perché non può essere un'operazione indolore";
"l'opinione della gente conta; bisogna tenere conto cosa significa l'emotività e cosa significa il realismo. Quindi ci sono delle costruzioni che possono essere sicuramente degne di protezione, ci sono quelle il cui sustrato edilizio nel tempo può anche non essere più consono alla vita quotidiana; quindi facciamo attenzione a non creare ghetti o conservare quello che magari col tempo per forza d'inerzia sarà destinato ugualmente ad essere sostituito";
"questo [la demolizione di un porticato medievale protetto nel Palazzo Mango, secondo il Piano regolatore] è stato un episodio abbastanza singolare e siamo rimasti tutti un po' sorpresi ma non abbiamo preso nessua decisione particolare nel passato; [perché, chiede il giornalista] perché non c'è stata nessuna segnalazione di dare una multa"
" [Villa Branca] è stata, devo dirlo senza molti rimpianti, demolita"
Durante il dibattito in studio:
"Bisogna sostituire il tessuto edilizio; quando si dice c'è qualcosa di storico ... ma cosa vuol dire storico? qualcosa di vecchio ... ma cosa vuol dire vecchio?"
"non bisogna ancorarsi nella nostalgia"; bisogna essere "realisti";
"facciamo attenzione a definire i valori sui quali concentrarsi perché se si concentra su tutto alla fine si perde la graduatoria del valore e si potrebbe banalizzare quindi vediamo quelli che hanno una forza e un significato e lasciamo più libertà laddove il Piano regolatore attuale lo permette";
arriviamo "un tema molto delicato: oggi entriamo nella logica del mantenimento di testimonianze; ahimé chi arrriva oggi è il più sfortunato, perché si trova in una magari zona edificabile a non poter utilizzare più quello che altri vicini hanno potuto utilizzare la dispsarità di trattamento che potrebbe teoricamente nascere è un elemento che dovrebbe anche farci riflettere e quindi l'aspetto venale ... determinerà un sacrificio dall'altra parte se ne vale la pena del contribuente di Lugano (...)
"non so cosa cerca il turista; io che sono nato a Lugano ho visto la città trasformarsi; quando io non ci sarò più quelli che verranno dopo di me vedranno questa città, e che confronto fanno? non possono fare confronti al massimo ci sono le cartoline (....) La città cresce, cambia, si dinamizza (...) se facciamo attenzione a non ancorarci in modo così conservatore nella nostalgia; la città cambia manteniamo però quelle testimonianze che meritano di essere mantenute ma non facciamo un'operazione di congelamento o di ibernizzazione altrimenti non avremmo fatto un buon servizio alla Città (...) per Villa Branca, visto che mi avete tirato in ballo, vorrei ricordare che Bernhard Furrer l'ho accompagnato io all'interno (...) mi ha detto "Giorgio, questa casa va demolita" testuali parole dell'amico B. F. "
arch. Bergossi (Società ticinese per l'arte e la natura e Archivio del moderno): "I beni culturali sono la nostra storia, siamo noi; se noi diamo più valore alla possibilità edificatoria, cioè alla speculazione, vuole dire che siamo interessati più a quell'aspetto che non a tutelare la nostra memoria e la nostra identità"; "si tratta di edifici della fine dell'800 e dei primi del '900 fino agli anni '50: abbiamo perplessità sulle motivazioni perché le scelte operate dal municipio valutano oltre al valore culturale intrinseco dell'oggetto anche ciò che il Piano regolatore prevede per quei determinati sedimi, quindi le possibilità edificatorie possibili su quei sedimi";
arch. Furrer (prof. Accademia di architettura di Mendrisio ed ex-Presidente della Commissione federale dei monumenti storici):
"In Ticino l'eredità costruita è stata demolita molto velocemente ed è l'effetto di una pressione immobiliare che esiste anche a Zurigo e a Ginevra ma lì la popolazione e (con la popolazione) anche la politica sono più coscienti del valore non economico ma culturale dell'eredità costruita e quindi vi è un'altra reazione"
"tutti questi edifici stralciati sono di un grande valore culturale ho visto la lista e devo dire che era giusto metterle in quella lista; altre città svizzere hanno un inventario molto più esteso di quello di Lugano, la città di Friborgo l'inventario comporta 1'500 edifici tutelati"
"in altri cantoni svizzeri questi edifici sarebbero stati tutelati già 10 o 20 anni or sono; se il piano regolatore permette al proprietario di sfruttare 3, 4 o 5 volte di più di quello che esiste allora chiaramente il suo interesse è di sfruttare quello che gli è permesso, se invece il Piano Regolatore limita lo sfruttamento su quello che esiste lì non c'è più un interesse e questo processo è stato fatto in molte città svizzere di avere un Piano regolatore che rispetta l'esistente e forse questo è uno strumento che non è mai stato usato a Lugano"
Foletti (Ufficio beni culturali): "ogni Comune è responsabile delle scelte che vuole fare"; "la Città deve decidere che tipo di volto vuole per il suo comprensorio "
Giordano Macchi (CC PLR di Lugano): "se non fosse stato fatto l'errore di permettere troppa edificabilità in quartieri pregiati di vecchie ville i proprietari non sarebbero sotto pressione di un mero calcolo economico e di realizzare il massimo dei loro profitti;
se avessimo mantenuto il livello edificatorio dell'ingombro delle ville esistenti i proprietari sarebbero i primi a voler tenere una bella villa del passato piuttosto che qualcosa di moderno, che molte volte è di dubbio gusto"
La memoria non è nostalgia: è vita e difesa di uno spazio urbano a misura d'uomo.