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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Votiamo a favore dell'iniziativa sulle residenze secondarie!

Sì all’iniziativa sulle residenze secondarie

Il tema “residenze secondarie” rientra in quello più generale dell’urbanizzazione e dell’attuale, insostenibile, consumo del suolo: si tratta di un problema mondiale che coinvolge in particolare i paesi più sviluppati e in primo luogo la Svizzera.

Come si evince dalla documentazione prodotta tanto dal Consiglio federale quanto dalla Fondazione Franz Weber/Helvetia Nostra tutti gli attori politici ed economici riconoscono che la proliferazione di residenze secondarie costituisce un problema da risolvere: le divergenze risiedono nelle soluzioni proposte.

Quella sostenuta dall’iniziativa è chiara: ogni Comune potrà avere al massimo il 20% di residenze secondarie (letti freddi). Con questa misura – imposta uniformemente in tutta la Svizzera – si cerca di porre un freno a una serie di problemi fino ad ora non contrastati dalle autorità politiche: la distruzione del paesaggio (uniformità di stili architettonici, cementificazione di luoghi particolarmente pregiati e perdita di attrattiva turistica); l’investimento di capitali stranieri nelle residenze secondarie viste come bene rifugio e l’aumento spropositato dei costi di terreni e alloggi che colpisce principalmente gli abitanti dei luoghi coinvolti; gli oneri legati alle infrastrutture necessarie per urbanizzare i terreni su cui sorgono le residenze secondarie, posti a carico dei residenti; la trasformazione di alberghi in residenze con appartamenti con conseguente perdita di posti di lavoro; la perdita di preziose terre agricole ecc. 

Invece l’Esecutivo federale propone come soluzione – invocando il rispetto del federalismo e dell’autonomia cantonale e comunale – la modifica della legge sulla pianificazione del territorio (nella versione annacquata poiché il Consiglio degli Stati riteneva che la modifica avrebbe dovuto essere «più completa e più precisa», cfr. Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale, intervento del Consigliere agli Stati Robert Cramer, 1.6.2011); in realtà si tratta di una proposta debole che lascia un margine di manovra eccessivo proprio ai responsabili principali, diretti e indiretti, degli stravolgimenti paesaggistici avvenuti negli ultimi trent’anni: i Comuni e i Cantoni.

Due argomenti degli oppositori meritano un approfondimento: il federalismo e i rustici in Ticino.

Rustici

Gli oppositori all’iniziativa hanno invocato per il Ticino, nel caso l’iniziativa fosse accolta, l’impossibilità di riattare i rustici. In realtà l’iniziativa vuole condurre a regolamentare il futuro e non a colpire il passato. Le residenze secondarie esistenti non saranno toccate; saranno invece soggette al nuovo articolo della Costituzione le zone edificabili su cui potrebbero sorgere nuove residenze secondarie. Inoltre, come stabilito da uno studio commissionato dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale e condiviso da Helvetia Nostra, l’iniziativa non fornisce una definizione della nozione “residenza secondaria”: spetterà al Parlamento stabilire tale nozione e a quello stadio saranno i parlamentari a chiarire, per esempio, che i rustici (presenti in molti Cantoni) non soggiacciono all’iniziativa. Evidentemente oggetto di quest’ultima non sono gli edifici legati al nostro patrimonio storico e culturale – da difendere – bensì quelli nuovi costruiti soprattutto secondo una logica speculativa.

Federalismo

In merito al tema dell’autonomia comunale – base del federalismo – assistiamo a un discorso contraddittorio: infatti perché essa è considerata un valore sacro e inviolabile nel caso dell’iniziativa in questione, mentre quando si parla di aggregazioni tra Comuni l’autonomia può essere limitata e ridimensionata, invocando – tra gli altri motivi – proprio la necessità di un migliore e più coerente sviluppo del territorio? Durante le serate informative sulle aggregazioni sia i responsabili cantonali sia i politici locali hanno sempre sostenuto la necessità di avere una pianificazione del territorio più ordinata, orientata da una visione più generale, meno legata alla micro realtà di un singolo Comune (e quindi agli interessi localistici) e maggiormente coordinata con il Cantone. In realtà l’attuale autonomia comunale ha fornito risultati complessivamente negativi nel campo delle residenze secondarie, in tutti i Cantoni.

Per tutti questi motivi bisogna sostenere con forza l’iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie” in votazione l’11 marzo.

Tiziano

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