salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
APPELLO PER LA SALVAGUARDIA DEL PARCO DI VILLA ARGENTINA
Villa Argentina costituisce un significativo esempio di dimora borghese ottocentesca e un unicum in Ticino poiché il progettista, arch. Antonio Croci, è riuscito a fondere la tradizione palladiana con la tradizione delle costruzioni coloniali. Alla villa si unisce inscindibilmente il suo Parco, una sapiente composizione architettonica e botanica che unisce elementi tipici dello stile rinascimentale e barocco dei giardini all'italiana (assialità, delimitazioni, scenografia e rapporto con la campagna) allo stile inglese (ampi prati verdi con vialetti e gruppi d'alberi secolari). Il Parco si compone di un giardino ornamentale e di diletto, nella parte pianeggiante attorniante la villa, e di una parte collinare, agricola, composta dai terrazzamenti coltivati, in passato, a frutteto, vigna e orti, nella quale sono inserite le strutture architettonico-scenografiche costituite dai muri di contorno e dal belvedere con le ali laterali a pergolato (queste strutture sono state parzialmente manomesse e versano in stato precario).
Nel 1985 lo Stato del Cantone Ticino sancì la tutela sulla villa e il parco poiché «costituiscono una testimonianza storica e artistica meritevole di protezione». Tale tutela integrale fu parzialmente revocata per la parte collinare del parco, permettendo in tal modo l'acquisizione pubblica della villa e della parte ornamentale del parco.
L'anno scorso il Municipio, aderendo parzialmente alla petizione "Un magnifico Parco per il Magnifico Borgo" sottoscritta da 2'870 cittadini di Mendrisio e a una mozione interpartitica, ha proposto l'acquisizione della parte collinare così da ricostituire il Parco nei suoi confini storici e ha elaborato una variante pianificatoria. Purtroppo, quest'ultima propone una potenzialità edificatoria per scopi pubblici pari a 3'000 mq di SUL.
Tale variante costituisce a nostro parere:
a) un attentato al Parco e ai suoi valori storici, artistici e paesistici, che banalizza e violenta l'anima e la caratteristica fisica dei luoghi, cancellandone l'essenza;
b) una violazione dei principi contenuti nella Carta dei giardini storici elaborata da esperti internazionali per permettere la tutela, il restauro e un uso pubblico moderno rispettoso del valore culturale e civile dei parchi, «monumenti viventi».
A seguito del processo di aggregazione comunale il Parco deve ritrovare la sua estensione massima possibile grazie all'acquisizione della parte collinare; nel contempo si deve impedire qualsiasi ulteriore edificazione estranea ai principi che governano la tutela dei parchi storici.
Ci appelliamo pertanto al Legislativo comunale affinché stralci la zona edificabile A2 prevista sul fondo no. 3043, permettendo così di salvaguardare un patrimonio unico: l'insieme storico-artistico rappresentato dal Parco e dalla Villa Argentina.
Tiziano Fontana, coordinatore Comitato Parco di Villa Argentina
Arch. del paesaggio FSAP Heiner Rodel, responsabile elenco giardini storici ICOMOS/FSAP Cantone Ticino
Arch. Fabio Reinhart, già prof. di architettura ETH Zurich
Prof. arch. Benedetto Antonini, Vicepresidente Società ticinese per l’arte e la natura (STAN)
Prof. arch. Luigi Zangheri, già presidente del Comité international des jardins historiques et paysages culturels ICOMOS-IFLA e docente di Storia del giardino e del paesaggio e di Restauro dei parchi e giardini storici alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze
Arch. Marco Martella, scrittore, storico dei giardini, Département des Hauts de Seine