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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Rapporto di minoranza - III° parte

Rapporto di minoranza - III° parte
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Proseguo con la pubblicazione della III° parte del Rapporto di minoranza sul MM della variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina.

Per le immagini, che per motivi tecnici non posso riprodurre qui, rimando alla versione che potete trovare sul sito del Comune di Mendrisio.

Tiziano

II.D La prima proposta pianificatoria (maggio 2012) del Municipio

Di questa proposta ci preme sottolineare solo alcuni aspetti rivelatori della visione municipale, già analizzata nelle pagine 10-11.

Come si evince dal piano riprodotto l'Esecutivo intendeva mantenere il potenziale edificatorio pari a 7'250 mq di SUL, da svilupparsi all'interno di un settore edificabile delimitato, più precisamente sul pianoro che si sviluppa nella parte alta del fondo mappale 3043, con la possibilità di trasferire parzialmente gli indici dal comparto A ai comparti C2, E, F e G nella misura massima del 50%.

Inoltre era prevista una nuova struttura – atelier di 3'000 mq di SUL richiesta dall'USI a fianco del palazzo Canavée con un'altezza massima per la struttura pari a 27 metri.

In terzo luogo l'area definita "Recupero del Parco" era ridotta alla porzione del terreno collinare costituito dai terrazzamenti posti al di sotto del muro del belvedere.

Il Rapporto di pianificazione redatto dalla Studi Associati SA risultava così generico e privo di serie giustificazioni e motivazioni circa i nuovi indirizzi per buona parte dei comparti da risultare irrispettoso delle esigenze imposte dalla legislazione pianificatoria vigente, segnatamente per quanto attiene ai piani particolareggiati.

Lo studio MAVO-Castelletti, che avrebbe dovuto colmare le insufficienze riscontrate dal Dipartimento del territorio, non fornisce le informazioni richieste dall'Autorità cantonale (!).

Sia il potenziale edificatorio, sia l'altezza di 27 m della torre per lo stabile dell'Accademia (in contrasto con le indicazioni contenute nello Studio dell'arch. Fabio Reinhart del 1988 – citato in modo parziale dal Municipio in più occasioni –), sia l'area definita "Recupero del Parco" sono un'ulteriore dimostrazione della mancata volontà di considerare il Parco nella sua valenza ed estensione storica secondo il progetto dell'arch. Croci.

Questi elementi denotano l'incultura urbanistica della variante.

II.E L'esame preliminare del Dipartimento del territorio

L'esame preliminare del Dipartimento del territorio (DT) ha evidenziato lacune pianificatorie da correggere e invitato il Comune a prendere alcune decisioni; mi limito alle principali.

Il DT riassume gli intendimenti pianificatori del Municipio nelle sue considerazioni generali: «L'obiettivo prioritario della variante in esame è quello di sostenere la strategia di sviluppo del Campus universitario di Mendrisio […] La volontà manifestata dall'ente pianificante è quella di modificare il Piano in maniera tale da estendere la destinazione pubblica del comparto nella sua parte alta, consentendo in primis lo sviluppo del Campus universitario a lungo termine e favorendo la fruizione pubblica di quest'area di pregio» (p. 2).

L'analisi dipartimentale evidenzia anche la «logica di carattere economico» (p. 5) che sorregge la volontà di confermare il potenziale edificatorio del comparto A; impone la necessità di giustificare e quantificare vincoli, destinazioni d'uso e potenzialità edificatorie dei comparti del PP. Inoltre, il Dipartimento del territorio «chiede al Comune (…) il completamento dell'elenco dei beni tutelati sul piano locale, come pure l'estensione del perimetro di rispetto per il Complesso di Villa Argentina e del vecchio Ospedale» alla necessità di adeguare il piano particolareggiato per quanto attiene ai beni culturali – ville site sui fmn 1169, 1170 e 1171 –, alla modifica dell'art. 64 delle norme di attuazione e al perimetro di rispetto relativo al complesso di Villa Argentina e del vecchio Ospedale: tale perimetro è un'ulteriore conferma che Mendrisio possiede un «comparto singolarmente connotato per la magnificenza» (pagina 9).

L'estensione del perimetro di rispetto, logica e rispondente ai criteri e principi di tutela dei beni culturali, così come l'inserimento delle ville ottocentesche nella lista dei beni culturali locali sono elementi essenziali di una vera pianificazione attenta alle caratteristiche urbanistiche di fine Ottocento del comparto messe in evidenza dagli specialisti dell'ISOS e pertanto devono essere recepite nella variante.

II.F La pubblicazione della variante 2012 e le osservazioni dei cittadini

Durante il periodo di pubblicazione della variante 2012 del Piano particolareggiato di Villa Argentina. 147 cittadini hanno presentato le osservazioni: 140 cittadini (comprese tre associazioni: Comitato Parco di Villa Argentina, Società ticinese per l'arte e la natura, Cittadini per il territorio) hanno preso posizione contro le possibilità edificatorie sul fondo mappale 3043 (limitandole al massimo ad attrezzature al servizio del Parco); solo tre i favorevoli alla proposta di variante (cfr. risposta 31 marzo 2014 del Capodicastero Calderari all'interpellanza 12 marzo 2014).

Nella storia politica di Mendrisio riteniamo che una simile partecipazione costituisca un dato eccezionale che avrebbe meritato di essere totalmente condiviso da parte del Municipio.

II.G Lo Studio «Campus di Mendrisio. Nuove strategie per il futuro sviluppo paesaggistico del Campus dell'Accademia di architettura»

Tale studio è stato fatto allestire congiuntamente dal Municipio di Mendrisio (la quota parte pagata dal Comune di Mendrisio corrisponde a 30'000 franchi - IVA inclusa -, cfr. risoluzione Municipio 11127 del 20.3.2013) e dall'Accademia di Architettura.

Gli autori sono la professoressa dell'Accademia arch. Martina Voser e l'arch. Castelletti.

Il Messaggio municipale 49/2014 contiene alcuni paragrafi copiati da questo Studio (inizio capitolo 3.2 Strategie per il parco) e l'ispirazione di fondo delle concezioni pianificatorie più devastanti per il valore storico-artistico e paesistico del comparto.

In tale Studio si trovano elementi molto pericolosi per la salvaguardia del Parco storico poiché sono in totale opposizione alla Carta dei giardini storici ICOMOS e a una disciplina urbanistica rispettosa del patrimonio storico-artistico.

Per questi motivi lo studio impone un'analisi più dettagliata. Si citano alcuni passaggi rilevanti. Le parti sottolineate uniscono elementi interessanti che condividiamo (ma rimangono come semplici enunciati e non esplicano conseguenze positive e logiche) e parti che mostrano l'incapacità di accostarsi con rispetto alla pianificazione di un comparto connotato per la sua magnificenza. (Pagina 2)

1. Introduzione Scopo della presente ricerca: -. individuare possibili modalità di sviluppo del Campus AAM-USI, partendo dalla sue proprie peculiari caratteristiche e necessità, condividendo le scelte con la Città di Mendrisio; - individuare e rilevare l'esprit du lieu, ovvero lo specifico del luoghi delle aree prese in esame Modalità e metodologia: - Lettura fisica dei luoghi al fine di individuare «strutture» che sottendono alla loro complessità spaziale; - formulazione delle domande a cui riferirsi per poter in seguito rispondere con ipotesi verificabili a diversi livelli: 1. istanze non tanto di carattere paesaggistico quanto piuttosto di tipo urbanistico; 2. Istanze non solo in merito al posizionamento di una possibile espansione del Campus AAM-USI ma anche riferite al miglioramento dei suoi possibili accessi - analisi delle difficoltà proprie del sito dell'AAM-USI inserito in un preciso contesto storico la cui struttura deve convivere con le esigenze di carattere logistico dell'Accademia; (pagina 13)

2. Il luogo

2.5 Parco e Villa Argentina (…) Le componenti a monte, in cui venivano praticati l'agricoltura e l'allevamento, erano parte del disegno proprio del parco volto a integrarsi nel paesaggio circostante. I muri di sostegno e i recinti definiscono in modo chiaro i comparti e il margine del parco. (pagina 15)

2.6 Relazioni con il contesto paesaggistico: sguardi e vedute Malgrado l'aumento della densità degli edifici nel paesaggio del fondovalle e nelle immediate vicinanze del nucleo, si sono conservati i rapporti visivi con la topografia e il paesaggio circostante. Alcuni luoghi attorno al Campus AAM-USI si trovano in posizione privilegiata e vengono valorizzati da questa caratteristica resa meno frequente dallo sviluppo edilizio. (pagina 17)

2. Il Luogo – Le necessità

2.7 Piano regolatore per il comparto di Villa Argentina [vedere la mappa a pagina 14] La variante del maggio 2012 propone di destinare il comparto A (area rossa) ad attrezzature ed edifici pubblici e il recupero dei comparti del parco sottostanti (comparto B e area tratteggiata blu). L’ulteriore definizione di una strategia permette di salvaguardare la relazione con la collina e di valorizzare tutti i comparti dell’estensione originaria del parco in relazione allo sviluppo della città e del Campus AAM-USI. Il comparto A permette attualmente un insediamento residenziale che distrugge la parte superiore del parco e la relazione con la collina. Una modifica del Piano regolatore in Zona per attrezzature e edifici pubblici (AEP) permetterebbe la valorizzazione di tutti i comparti del parco e la relazione con la collina.

2.8 – Nuovi assetti e pianificazione degli interventi necessari per la crescita del Campus AAM-USI Il numero di iscritti presso l'Accademia di architettura è attualmente di 712 studenti e si stima una futura possibile crescita fino a raggiungere un tetto massimo di 750 studenti. (pagina 26)

3. Possibili posizionamenti 3.3. Verifica delle ipotesi di posizionamento

Lo sviluppo del Campus AAM-USI consolida la struttura paesaggistica preponderante basata su recinti. (pagina 27)

3.4 – Strategia generale

La strategia per lo sviluppo paesaggistico dell'Accademia definisce i posizionamenti che, rispettando (!) l'identità del parco di Villa Argentina, chiariscono i rapporti e le funzioni tra gli edifici e i dintorni, garantendo nel contempo i collegamenti con la struttura esistente della scuola e con la città. Riteniamo che, nel parco di Villa Argentina, la presenza di due edifici lungo i bordi destro e sinistro della parte a monte valorizzi (!) la definizione dello spazio del parco stesso. (pagina 28)

4.1 – Ridefinire il parco in tutte le sue componenti

L’attuale estensione del parco risulta orfana dei terreni a monte a causa dell’abbandono delle attività agricole a cui erano destinati. (!!) La necessità di crescita del campus universitario offre l’opportunità di riconquistare l’estensione originale ricollegando le superfici a monte con la villa definendo contemporaneamente la direzione dello sviluppo del campus universitario stesso (pagina 29)

4. Strategie 4.2 Recinti, muri e terrazzamenti: identità di un territorio La definizione spaziale dei luoghi con recinti e muri è un carattere ricorrente del contesto paesaggistico di Mendrisio e costituisce uno strumento tipologico per la ricostruzione e ridefinizione degli spazi del parco e dell’intero Campus AAM-USI

In merito alle citazioni sopra riportate è necessario osservare succintamente che:

1. la metodologia/modalità scelta denota un limite culturale che caratterizza tutto lo studio poiché la scissione tra "istanze di carattere paesaggistico" e "istanze di tipo urbanistico" sono un non-senso pianificatorio come insegna – tra i molti altri – il prof. Salvatore Settis, ospite nell'anno accademico 2014-2015 dell'Accademia di architettura. Anche l'affermazione secondo cui "un preciso contesto storico la cui struttura deve convivere con le esigenze di carattere logistico dell'Accademia" andrebbe ribaltata se si comprende il valore storico-artistico e culturale del luogo particolarissimo che è il comparto di villa Argentina: semmai le esigenze logistiche universitarie devono sottomettersi alle esigenze di rispetto della sostanza del patrimonio storico e paesistico del luogo.

2. Che il semplice passaggio da ZE privata a zona AP/EP proposto dalla variante 2012 permetta di valorizzare i comparti e di salvaguardare la relazione con la collina è un puro esercizio retorico perché la valorizzazione dipende dalla modalità con la quale è fatta e dal suo contenuto.

3. Sostenere (3.4 Strategia generale) che la presenza di due edifici lungo i bordi destro e sinistro valorizzi la definizione dello spazio del parco significa non comprendere la strutturazione spaziale e l'incardinamento prospettico di tipo rinascimentale che l'arch. Croci ha progettato e realizzato nel Parco di Villa Argentina.

4. L'affermazione secondo cui "la definizione spaziale dei luoghi con recinti e muri costituisce uno strumento tipologico per la ricostruzione e ridefinizione degli spazi" è allarmante visto l'esito concreto che ha: confondere muri ottocenteschi in sasso come quelli che delimitano parte del Parco aventi un'altezza massima di qualche metro con muri di almeno 10 metri di un edificio moderno con relativa volumetria è un'operazione intellettuale che suona come una presa in giro del buon senso, della storia dell'architettura, dell'urbanistica e della storia dell'arte dei giardini.

5. Infine l'esempio di definizione degli spazi del Campus riportato a pagina 32 dello studio rafforza tutte le critiche sopraelencate: il parco storico di Villa Argentina è un semplice spazio a disposizione dell'Accademia per la sua espansione. Esempio di definizione degli spazi tratto da «Campus di Mendrisio. Nuove strategie per il futuro sviluppo paesaggistico del Campus dell'Accademia di architettura» L'incapacità di comprendere il valore storico-artistico, architettonico e paesistico del Parco permette a Municipio e Accademia di ridurlo a terra di conquista e a parcellizzarlo cancellando la memoria storica del progetto dell'arch. Antonio Croci che discende dalla secolare tradizione dei giardini e parchi rinascimentali.

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