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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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ICOMOS: la perizia sul Parco degli esperti della sezione svizzera dell'ICOMOS - II parte

Pubblico la seconda parte del parere del Gruppo di lavoro Giardini storici della sezione svizzera dell'ICOMOS sul valore storico-artistico e paesaggistico del Parco di Villa Argentina e sulla variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina.

Variante che, ricordo, è stata proposta dal Municipio all'unanimità (3 PPD: Croci Calderari Rossi+ 2 PLR: Maffi Peternier + 1 Insieme a sinistra: Comi + 1 Lega: Robbiani) e approvata dalla maggioranza del CC di Mendrisio; contrari solamente i Verdi.

Questo parere degli esperti conferma la valutazione del Dipartimento dell'ambiente del 1985 - che portò alla tutela integrale di Villa e Parco (46'000 mq), ma solamente dal 1985 al 1989 !! come se un bene culturale lo è a termine ... - e le motivazioni da sempre avanzate dal Comitato Parco di Villa Argentina.

Dopo questa lettura consiglio di fare un passo successivo: andare a leggere i post pubblicati quest'anno e negli scorsi anni nei quali ho riprodotto:

1. le considerazioni del Municipio di Mendrisio sulla parte alta del Parco ("semplice prato privo di valore paesaggistico....") poi smentite qualche anno dopo ma manipolate a dovere per renderle conformi agli appetiti dell'Accademia di Mario Botta

2. quelle culturalmente aberranti dello studio di Martina Voser (arch. del paesaggio e prof. all'Accademia) - Nicola Castelletti sullo sviluppo paesaggistico del Campus universitario.

Confrontate le loro argomentazioni e quanto proposto dall'ICOMOS: un esercizio indispensabile che mostra il vero scontro in atto qui a Mendrisio, tra:

- da una parte Cultura, Storia dell'arte dei giardini e dell'architettura, Principi di tutela e conservazione del Patrionio culturale, difese dal Comitato, dall'ICOMOS e per qualche anno dal Cantone

- e dall'altra Potere / Pseudocultura architettonica (Municipio/Accademia con studio Voser-Castelletti cofinanziato da Municipio e Accademia).

La cultura perde sempre, generalmente. Comunque è nostro compito, qui e ora, denunciare Municipio e Accademia e chiamare coloro che devastano il territorio e distruggono la memoria storica col loro nome: vandali.

Tiziano

B. Presa di posizione in attesa del cambiamento dell'azzonamento del Parco di Villa Argentina, Mendrisio

Motivo

La parte sud-est del parco di Villa Argentina si trova nella zona A (Piano particolareggiato di Villa Argentina PP2, R2 Residenziale estensiva). La petizione Un magnifico Parco per un magnifico Borgo, inoltrata nel 2009 e sottoscritta da 2870 abitanti di Mendrisio, chiedeva una zona di pianificazione (per impedire nuove costruzioni) e la creazione di una zona di svago al posto della zona edificabile A del Piano particolareggiato di Villa Argentina PP2. La petizione è stata accettata in parte dal Municipio, che vorrebbe acquistare la parte sud-est del parco di Villa Argentina e prevede un'edificabilità pari a 3'000 m2 SUL per costruzioni pubbliche, secondo l’affermazione del Comitato Parco di Villa Argentina. Uno studio dell'Accademia di architettura di Mendrisio è a disposizione. Il cambiamento della zona è stato approvato dal Consiglio comunale di Mendrisio e l'incarto adesso è a Bellinzona per l’approvazione da parte del Consiglio di Stato. La STAN (Società ticinese per l'arte e la natura) e membri del Comitato Parco di Villa Argentina hanno presentato nello scorso novembre all'Autorità cantonale un ricorso contro la decisione del Consiglio comunale di Mendrisio per il cambiamento della zona in oggetto. Il Comitato Parco di Villa Argentina si è rivolto a ICOMOS Svizzera chiedendo un parere sul significato storico del parco di Villa Argentina e sulla revisione del piano delle zone nel Parco di Villa Argentina.

Il presente parere è stato adottato dal Gruppo di lavoro ICOMOS per la conservazione dei giardini storici a seguito di un esame delle fonti, della storia e della situazione attuale del parco, dell'istanza per il cambiamento delle zone a disposizione e dopo una visita sul luogo.

La storia della pianificazione

L'intera proprietà di Villa Argentina è stata messa sotto protezione cantonale nel 1985. La giustificazione per la protezione trova fondamento nella rara conservazione integrale della Villa e del Parco come esempio di spazio disegnato del 19° secolo nel Mendrisiotto. Nel 1988 un privato acquistò l’intera proprietà dalla comunità di eredi Bernasconi e vendette la Villa con la parte bassa del parco nel 1989 al Comune di Mendrisio. Nello stesso anno la restante parte non ceduta al Comune di Mendrisio e ancora in possesso del privato fu tolta dalla protezione cantonale. Pochi anni fa è stata eretto, da parte dell'Accademia di architettura di Mendrisio, un nuovo edificio nel Pleasure-ground, allineato con il vecchio muro di recinzione, al posto dei fabbricati rurali di produzione e dell’orto, a suo tempo tutelati. Nel corso di questa nuova costruzione sono state ristrutturate le aree adiacenti del Pleasure-ground nello spirito del nuovo edificio. Da parte dell'Accademia di architettura vi è l’intenzione di utilizzare il Parco di Villa Argentina come Campus e, per mezzo di una nuova costruzione nell'area un tempo coltivata a orti, indirizzare l'uso del parco in questa direzione, a scapito dell'uso del parco da parte della popolazione locale. Il Parco di Villa Argentina è nell'elenco dei giardini e parchi storici svizzeri.

Genesi

Parco e Villa sono stati realizzati attorno al 1876 dall'architetto Antonio Croci (1823-1884) per il committente Giovanni Bernasconi (1830-1899). Giovanni Bernasconi fu uno dei tanti emigranti che lasciarono il Ticino. Egli fece fortuna nel commercio di pelli in Argentina, conseguendo grande successo. Abitando ancora in Argentina, passo dopo passo, acquistò diverse parcelle a Mendrisio con l'intenzione di creare la sua futura residenza. Antonio Croci (1823-1884), nato a Mendrisio, aveva studiato architettura a Milano. Da giovane architetto aveva lavorato probabilmente in Turchia e Russia. Costruì presumibilmente moschee e sinagoghe, collaborò al Castello Valrose a Nizza, costruì la chiesa San Giorgio a Ernen VS, il parco e la Villa Argentina e la sua casa Carlasch a Mendrisio. La sua casa viene descritta come il suo capolavoro per quanto riguarda la poesia e la composizione.

Il parco delle origini e di oggi

La proprietà di Giovanni Bernasconi era composta dalla Villa, da diversi edifici dipendenti (parzialmente ancora esistenti), dal Pleasure-ground, dal vigneto, da due zone adibite a orti, dalla selva castanile e da un altro orto (campo agricolo di produzione propria) visibile nell'immagine aerea del 1945 coperto da alberi (presumibilmente si trattava di un prato con alberi da frutto). Nella parte sud-ovest del parco, un'area boschiva incornicia la vista. Con l'eccezione della nuova costruzione dell'Accademia di architettura degli ultimi anni, costruita a scapito di fabbricati rurali di produzione e dell’orto, la composizione del giardino resta integra. Tipico per un parco di quell'epoca, esistono ancora oggi le parti del giardino che servivano alla produzione agricola per l’uso proprio. Il parco fu creato nello spirito dell'eclettismo e in diversi stili di giardino. Le varie zone del giardino sono state organizzate abilmente e correlate tra loro. Il giardino di produzione e il giardino ornamentale sono stati collegati con strutture ricreative e piccole architetture nel vigneto, nell'orto (campo agricolo di produzione propria) e nella selva castanile. La Villa, il Pleasure-ground, il vigneto e il frutteto così come il muro dell’altro orto sono stati collegati con un asse imponente e ascendente, attrezzate con viste prospettiche, grotte, sentieri, padiglione (belvedere) e pergole. Partendo dalla Villa, l'asse dimostra una successione continua passando attraverso il Pleasure-ground, la volta tipo grotta, il muro del giardino con cancello e il percorso a rampe incrociate attraverso il frutteto e il vigneto. Alla fine del percorso (asse) si trovava il padiglione (Berceau) fiancheggiato da una pergola di una lunghezza di circa 110 m. Nello sfondo finale dell’asse si trova ancora il muro di recinzione e dietro l'orto (campo agricolo di produzione propria) un bosco a ovest completa la vista. Dalla posizione della pergola si gode un'ampia vista sul paesaggio. Una simile assialità è unica nel Cantone Ticino. Circa la metà delle strutture ricreative di quest'asse sono state rimosse durante gli ultimi venti anni. L'asse è ancora evidente nel vigneto e nel frutteto, nei muri di cinta e nel rilievo del terreno. Riferimenti a questa tipologia di assialità si trovano in Lombardia e Toscana. Nella selva castanile si trovano ancora rimanenze di vialetti con selciato di ciottoli di fiume e una fontana dell’allora arredamento del parco. Anche qui si trovano riferimenti nei boschi dei giardini rinascimentali della Toscana. La selva castanile è recintata come bosco e viene utilizzata oggi come parco pubblico. I muri di cinta attorno al vigneto, il frutteto e l'orto e il campo agricolo di produzione propria sono in parte ancora esistenti. La manutenzione di queste aree si limita oggi a tenere i terrazzamenti, le superfici prative e le altre superfici con vegetazione liberi dalla crescita dello strato arbustivo. Il Pleasur-ground presenta un deficit nella manutenzione dovuto a troppe poche ore di lavoro e da non appropriati cambiamenti. Le rimanenti componenti architettoniche del parco sono fortemente trascurate e in parte sono sbarrate per motivi di sicurezza. Le recenti piantagioni nel Pleasur-ground lasciano sperare.

Valore di conservazione

L'intero parco con i suoi giardini, oggi ancora esistenti, è dal punto di vista della conservazione del patrimonio dei giardini storici degno di protezione. Il disegno (concetto) del giardino è di gran pregio dal punto di vista dell’arte dei giardini. I cambiamenti degli stili, l'annodamento del giardino ornamentale con le zone di produzione e l'asse prospettico, che partendo dalla Villa si estende fino al bosco fuori della proprietà, sono stati sapientemente inseriti nella conformazione topografica esistente e allineati all’effetto di profondità del parco. La diversità stilistica e il suo uso conferiscono all'opera una particolare leggerezza. Parco e Villa sono una delle poche testimonianze architettoniche conosciute del talentuoso architetto Antonio Croci. Nel confronto con altri parchi di Ville private nel Ticino della stessa epoca, il Parco di Villa Argentina seduce grazie alla sua estensione odierna, all’ancora leggibile asse del giardino, unico in Ticino, alla molteplicità dei vari giardini e alla conservazione integrale del parco con l'eccezione dell’ultimo forte intervento della nuova costruzione pochi anni orsono. L'intera proprietà è testimonianza dell‘emigrazione ticinese nel 19. secolo. Ad eccezione dell'ultimo intervento architettonico, il parco con la piantagione marginale e con la lungimirante vista è ben integrato nel contesto circostante. Il contesto circostante visibile oltre i muri di cinta non disturba, rispettivamente si completa con i temi nel giardino.

Il Piano Particolareggiato in oggetto

Circa metà del Parco di Villa Argentina – il vigneto, il frutteto e l’orto (campo agricolo di produzione propria) – attualmente nella zona A del Piano Particolareggiato PP2 (R2, Residenziale estensiva) dovrebbe diventare zona A1 (Area recupero parco) e l'area dell'orto zona edificabile A2. Nella zona A2, secondo l'affermazione del Comitato Parco di Villa Argentina, è previsto un'edificabilità di una superficie utile lorda di 3'000 m2 per edifici e impianti pubblici. La prevista costruzione, come già la costruzione per l'Università di fianco al Pleasur-ground di pochi anni fa, viene di nuovo eretta, secondo il piano a disposizione, sul filo di un muro di cinta.

Raccomandazioni

1. L'inserimento del vigneto, del frutteto e dell'orto (campo agricolo di produzione propria) in zona parco pubblico è consigliata. Il parco viene così protetto da future edificazioni.

2. Il cambiamento dell'orto da zona A del PP2 (R2 Residenziale estensiva) in una zona edificabile A2 con una superficie utile lorda di 3‘000 m2 rende possibile la completa distruzione dell’area un tempo adibita a orto. L'unità economica della proprietà perde un altro pezzo. L'accesso alla parcella, con il cambiamento in una zona A2, richiede un ampliamento di una parte dell’attuale passaggio pedonale in una strada di servizio. La disposizione della facciata sud del nuovo edificio parallelo al muro di cinta esistente devasta il muro di cinta confinante col vigneto e col frutteto; le zone limitrofe alla nuova costruzione saranno presumibilmente trasformate nell’interesse della nuova costruzione e nel suo uso odierno. Il vigneto e il frutteto godono oggi anche di una vista libera in ogni direzione e con la nuova costruzione troverebbe di fronte una facciata alta e imponente. La vista sul Monte Generoso sarà ridotta e bloccata da una nuova facciata o cade sul nuovo tetto piano. Il vigneto e il frutteto diventano il giardino della nuova costruzione. L'intero asse del parco viene disturbato dalla nuova situazione trasversale. Si raccomanda di voler rinunciare al cambiamento in una zona A2 (Superficie edificabile).

3. Secondo il valore di conservazione qui sopra riscontrato si giustifica un cambiamento dell'orto (zona A2) in zona A1 (Area recupero parco).

4. È consigliato di rimettere il vigneto, il frutteto, l'orto e l'orto (campo agricolo di produzione propria) compresa la selva castanile sotto tutela monumentale cantonale e di restaurarli e mantenerli secondo i criteri della conservazione dei giardini storici. Il solo mantenimento del Pleasur-ground della Villa Argentina banalizzerebbe massicciamente il giardino che diventerebbe uno tra i tanti esistenti.

5. È consigliato aumentare le ore di lavoro per la manutenzione del Pleasure-ground, per diserbare i sentieri, per sostituire la mancante pavimentazione dei vialetti e mantenere gli elementi d'arredo del parco come anche la creazione della struttura vegetale degna del parco. È consigliato di elaborare un progetto di manutenzione programmata (Parkpflegewerk), di restaurare diversi elementi dell'arredo e guidare la manutenzione con un concetto di cura e di sviluppo.

Per la parte soggetta al cambiamento di zona è anche da elaborare un progetto di manutenzione programmata e un credito per la sistemazione e manutenzione è da prevedere.

Brigitte Frei-Heitz Vorsitzende der ICOMOS-Arbeitsgruppe Gartendenkmalpflege

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