salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Più spazi verdi. Fra l’opportunità di veder sorgere nuove case e la possibilità di tenersi stretto il vecchio campo di calcio (tutto intero), la gran parte dei balernitani ha scelto la seconda opzione. Lo ha fatto schierandosi dalla parte dell’ex rettangolo di gioco; e in modo chiaro, netto, anzi schiacciante. Sono stati 918 i cittadini che hanno detto ‘no’ alla proposta del Municipio e della maggioranza del Consiglio comunale. Doppiando, con comodo, i favorevoli, in totale 442. Un esito, quello raccolto nel fine settimana, che ha sorpreso (per l’ampiezza) persino i promotori del referendum. Il popolo sovrano, quindi, ha deciso.
E il Comune rispetterà il suo volere: l’antico terreno di gioco non sarà messo sul mercato immobiliare, ma continuerà ad arricchire il patrimonio pubblico.
Nessuno, insomma, toglierà il cartello Aep (attrezzature pubbliche) dal terreno per metterci un ‘vendesi’.
Lo studio pianificatorio sul comparto di via Corti – e con esso i 35 mila franchi avallati l’ottobre scorso da 14 consiglieri comunali, contro 8 contrari –
finirà definitivamente in un cassetto dell’amministrazione. « Il progetto – come ci conferma il sindaco Gian Paolo Grassi – è caduto completamente. E per il momento sul tavolo non ci sono
alternative sul destino del vecchio campo di calcio ». Un epilogo previsto, comunque, ci dice ancora Grassi. Del resto, fa notare il vicesindaco Luca Pagani, « il tema si è dimostrato da
subito non unanime, tanto da portarlo davanti al Legislativo per allargare la consultazione e approdare, poi, con il lancio del referendum, di fronte alla popolazione ».
In una giornata come quella di ieri – di Elezioni cantonali – non si può, però, pensare al responso uscito dalle urne di Balerna solo come a un voto
tematico. Sul campo, è il caso di dirlo, non c’era solo una scelta territoriale, ma anche una scelta di partito: da una parte, in effetti, hanno fatto quadrato il Plr e il Ppd, che
sostenevano la strategia comunale, dall’altra, hanno compattato Ps (Balerna futura) e Verdi, che insieme avversavano la vendita. Un confronto che ha premiato questi ultimi. « Di fatto –
ci fa notare Fabio Canevascini (Ps Balerna Futura), uno dei promotori del referendum, evidentemente soddisfatto – la minoranza municipale e consiliare è riuscita a trascinare con sé la
maggioranza della popolazione ». E non è poco, fa capire Canevascini. Del resto, anche i consiglieri comunali e i cittadini coagulatisi attorno al Comitato a sostegno della riqualifica di
via Corti erano consapevoli che sarebbe stato arduo battere i referendisti. « Delusi? È l’esercizio della democrazia – commenta il coordinatore Nicola Fattorini (Plr) –. Era difficile
contrastare un fronte trasversale, che riuniva socialisti, verdi e le persone legate al vecchio campo sportivo. Campo che, fisicamente, ha giocato un ruolo: il voto di oggi – ieri per chi
legge, ndr – esprime anche una manifestazione d’affetto, un legame sentimentale che ha saputo mobilitare la gente. Noi ci siamo dati da fare (anche più che in occasione del referendum sul
centro civico), ma va detto altresì che sicuramente ci sono degli aspetti che sono sfuggiti alla politica, e non al popolo ».
E tra questi aspetti campeggia senz’altro la voglia di prati verdi, la volontà di conservare quei pezzi di territorio scampati alla cementificazione in una
regione, il Mendrisiotto, densamente edificata. « È indubbio che le problematiche locali, come l’inquinamento e la mancanza di spazi liberi non favoriscano i piani di riqualifica –
ammette Fattorini –. D’altro canto, non si prevedeva di realizzare o costruire chissà che cosa. Per noi la politica è programmazione; e questo studio avrebbe permesso di ripensare una
zona ora un po’ dismessa. Con un piano di quartiere avremmo ristrutturato un comparto intero ».
Per la maggioranza dei balernitani, però, alla fine ha pesato di più la valenza di quei 7’500 metri quadri (quelli che si intendevano alienare) del dossier
pianificatorio. « Quello consegnato dai cittadini è un segnale molto chiaro nei confronti del Municipio, anche per i passi futuri in altre tematiche simili » ribadisce Canevascini. Un
segnale per certi versi inaspettato, almeno in queste dimensioni. « Durante la raccolta delle firme – riconosce Alberto Benzoni (Verdi), con Canevascini tra i fautori della consultazione
popolare – credevano di potercela fare. Poi quando abbiamo visto che, ancor prima di conoscere l’esito della nostra iniziativa, si costituiva un comitato pro riqualifica composto da
persone note, e che, inoltre, c’era un particolare accanimento, con qualche colpo basso, abbiamo immaginato che l’esito sarebbe stato tirato. Invece... ».
Vinta la battaglia, adesso si pensa all’avvenire. « I cittadini – annota Canevascini – ci hanno dato la possibilità di mantenere un terreno in mani
pubbliche. Un terreno che potrà essere ridefinito e ridisegnato per attività e esigenze pubbliche » . « Certo – prosegue Benzoni – non possiamo garantire che resterà adibito al gioco del
calcio o che non sarà mai costruito. Ma rimarrà un bene comunale ». Un bene, sottolinea a sua volta Giancarlo Gerosa, municipale socialista, che verrà declinato nell’interesse della
collettività. Se davvero il mercato vorrà edificare nuovi insediamenti, si lascia intendere ancora, a due passi dal vecchio campo vi sono delle superfici private.
Per una volta, insomma, sui benefici economici (di una eventuale vendita) hanno avuto la meglio i valori dell’ambiente e del cuore.
In cifre
Sul quesito nel fine settimana a Balerna si sono espressi 1.382 votanti, ovvero il 60.72 per cento (gli aventi diritto sono in tutto 2.276). A sostenere la
politica del Municipio e della maggioranza del Consiglio comunale – e quindi la vendita dei due terzi del vecchio campo di calcio a privati – sono stati in 442, ovvero il 31,9 per cento.
A appoggiare il referendum e i suoi promotori, e con essi a avversare la vendita del campetto, sono stati invece 918 cittadini, in percentuale il 66.4 per cento. Le schede bianche sono
state 20, le nulle 2. Insomma, un risultato schiacciante.