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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Gli sciacalli e il Parco di Villa Argentina

Pubblico un articolo che avevo preparato negli ultimi giorni della campagna elettorale ma che, a causa del mio PC che non funzionava, non ero riuscito a pubblicare in tempo; non ha perso nulla della sua attualità.

Vedremo se i nuovi equilibri politici in Municipio porteranno benefici alla nostra terra: lo spero.

Tiziano

 

Si avvicinano le elezioni a Mendrisio e mi vengono in mente alcune idee:

- gli ipocriti e gli sciacalli politici che escono allo scoperto o tramano dietro le quinte;

- si fanno sentire (e si faranno sentire nel prossimo futuro) personaggi tristissimi culturalmente e miseri spiritualmente o palloni-gonfiati politicamente che non hanno mosso un dito in questi anni di battaglia che il Comitato Parco di Villa Argentina ha condotto da solo contro un Esecutivo cieco e sordo, che è riuscito perfino a  sottoscrivere un documento pieno di arroganza e di menzogne, vale a dire il vergognoso rapporto preliminare (mai pubblicato sul sito internet del Comune, come invece fatto per altri rapporti preliminari!) contenente "perle" che rimarranno negli annali della malafede culturale e politica (quel documento è stato trascritto e lo trovate in questo blog: così potrete rendervi conto della miseria intellettuale che lo caratterizza);

- un Esecutivo che arrogantemente ha sempre chiuso la porta in faccia al Comitato Parco di Villa Argentina, in particolare rifiutando di farlo partecipare alla pianificazione del comprato di Villa Argentina (non è difficile capire il perché: loro voglio colate di cemento, per scopi pubblici! = vale a dire per l'Accademia, come detto dal consigliere comunale Marco Romano il 5 settembre del 2011, cfr. verbale della seduta)

- un Esecutivo affetto da cementofilia acuta e che non concepisce l'esistenza di spazi verdi, culturalmente e paesaggisticamente validissimi e unici, come patrimonio che arricchisce e rende unica una città, ma solo come costi;

- un Esecutivo che si è rifiutato di porre una zona di pianificazione (come per il comparto di San Martino, riempito di costruzioni oscene) a tutela di un bene;

- vanagloriosi che non hanno saputo spendere una parola per il Parco di Villa Argentina o per il patrimonio architettonico che sta scomparendo a causa della speculazione edilizia - che in futuro si faranno belli di un Parco che non conoscono e di cui non capiscono nulla perché non hanno mai voluto sforzarsi di approfondire un tema così vasto e senza tempo, ma che sono riusciti già parzialmente a distruggere questo comparto costruendo uno stabile dell'accademia smisurato e profondamente irrispettoso dei luoghi, un vero monumento all'ignoranza paesaggistica e culturale (cfr. la colta e profonda ma anche non semplice relazione dell'arch. Fabio Reinhart, citata in modo fuorviante dall'esecutivo comunale, a più riprese);

- un terreno  oggetto di speculazione edilizia, tolto dalla protezione cantonale che tutelava tutto il comparto di Villa Argentina (di oltre 46'000 mq);

- un progetto di sei palazzine elaborato dall'arch. Giorgio Giudici (giunto a Mendrisio perché non contento di aver demolito e lasciato demolire il tessuto urbano ottocentesco di Lugano che caratterizzava quella bellissima città coi suoi quartieri di ville e parchi, per sostituirlo con elementi architettonici seriali banali e impersonali che rendono Lugano simile a tantissime altre banalissime città di tutto il mondo), palazzine che non rispettavano neppure le norme del piano particolareggiato (PPVA)  ma che sarebbero passate grazie a una commissione (anch'essa prevista dal PPVA) compiacente creata ad hoc con i soliti prof. ed esperti addomesticati

- una petizione sottoscritta da 2'870 cittadini dei quartieri di Mendrisio, Arzo, Tremona, Genestrerio, Salorino-Somazzo, Rancate e Capolago (vi erano altre centinaia di firme di cittadini di altri Comuni del Mendrisotto che non abbiamo conteggiato per dare maggior peso politico alla petizione tenendo conto solo di abitanti della nuova Mendrisio del 2009);

- un gruppo di cittadini che sono riusciti a finanziare un Progetto di massima di valorizzazione del parco di rara bellezza e profondo rispetto della storicità del luogo, passato sotto silenzio grazie a una televisione pubblica troppo affacendata in altre faccende e che non è capace di testimoniare di un avvenimento più unico che raro e e a giornali compiacenti con un certo potere.

 

La battaglia per il Parco di Villa Argentina ha un valore simbolico che trascende il valore culturale di quell'area e assume un profondissimo valore etico e politico; per questo nel prossimo futuro il Comitato Parco di Villa Argentina si batterà con il medesimo impegno per impedire a politici e palloni gonfiati vari di cementificare il Parco con le loro strutture: giù le mani da un patrimonio culturale, storico e paesaggistico di tale valore!

Tiziano

 

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