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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Hermann Hesse, il Ticino, la cultura, il turirsmo

Hermann Hesse: patrimonio dell'umanità[1]

«Il mondo ormai ci concede poco, sembra spesso non essere fatto

 altro che di frastuono e di paura, ma l'erba e gli alberi crescono ancora.

E quando un giorno la terra sarà completamente ricoperta di blocchi di cemento,

 continueranno a esistere i giuochi delle nuvole, e qua e là ci saranno uomini

che con l'aiuto dell'arte terranno aperta la porta che si affaccia sul divino»[2].

Nel 2012 è stato celebrato il cinquantesimo anniversario della morte di Hermann Hesse, premio Nobel per la letteratura nel 1946 e cittadino onorario di Montagnola.  Sui luoghi (giardino e Casa Rossa) in cui visse lo scrittore con la moglie Ninon dal 1931 al 1962 incombe una domanda di costruzione che prevede l’edificazione di dieci abitazioni unifamiliari e di una plurifamiliare[3].

Universalità dell'opera di Hermman Hesse

L'opera letteraria di Hermann Hesse è universalmente letta e conosce da sempre un costante successo di vendite. Le sue opere sono state tradotte in più di sessanta lingue e ne sono state vendute più di centocinquanta milioni di copie [4] in tutto il mondo: una tangibile testimonianza del seguito avuto e che ha tuttora (nell’area di lingua tedesca sono vendute annualmente circa 300'000 copie delle sue opere).

I suoi scritti appartengono ai classici della letteratura mondiale poiché si fondano su alcuni valori universali, validi al di là delle epoche storiche e delle culture, il cui nucleo è costituito dalla strenua difesa della persona e dal profondo rispetto tanto della natura quanto della vita, considerata come ritmo cosmico. Hesse definisce così la motivazione profonda all'origine della sua opera: «I miei scritti poetici sono nati tutti indipendentemente da propositi e da tendenze. Ma se io in un secondo tempo cerco in essi un senso generale, vi trovo in ogni caso questo: […] una difesa (a volte anche come un grido d’allarme) della personalità, dell’individuo. Il singolo, irripetibile uomo con i suoi retaggi e le sue possibilità, le sue doti e le sue inclinazioni, è un delicato fragile essere che può aver bisogno di un avvocato!»[5]. In un mondo in cui prevalevano o si stavano affermando da una parte un estremo individualismo e dall'altra collettivismi e totalitarismi ideologici fondati sull'odio di razza o di classe, il nostro autore ha fatto sentire la sua voce indipendente, proponendo la difesa della persona nella sua sacra unicità: un messaggio radicalmente controcorrente nella prima metà del Novecento e tuttora assai valido.

Opere letterarie e luoghi di ispirazione

Per Hermann Hesse la natura, la campagna e i giardini sono sempre stati luoghi d'invito a più funzioni: alla meditazione, alla contemplazione, alla rigenerazione spirituale, all'attività fisica, al piacere, al riposo. Tra il 1919 e il 1962 la natura e il paesaggio della regione di Lugano e del Comune di Montagnola così come il giardino di Casa Camuzzi e poi, per trentun anni, il giardino con il vigneto e l'orto della Casa Rossa sono stati per Hesse fonti di ispirazione per le opere più importanti, che gli hanno poi valso l'ottenimento dei più prestigiosi premi letterari europei e mondiali.

In particolare giardino e orto della Casa Rossa sono stati luogo d'ideazione di opere essenziali e il lavoro di cura che Hesse dedicò loro è stato dettagliatamente descritto, ad esempio in Ore nell’orto, un poema steso nell'estate del 1935. Secondo la testimonianza del figlio Bruno Il gioco delle perle di vetrofu concepito «durante i momenti di giardinaggio, a contatto con la terra»[6]; questo romanzo entusiasmò Thomas Mann che propose Hesse per il premio Nobel per la letteratura, che gli fu conferito nel novembre del 1946.

Ogni lettore di Hermann Hesse può trovare molteplici legami tra la terra ticinese, che egli prese come dimora per oltre quarant'anni, e le sue opere universalmente amate.

Il turismo in Ticino e il museo Hesse   

La Fondazione  che gestisce il museo dedicato a Hermann Hesse nella torre della Casa Camuzzi a Montagnola, creata grazie anche al sostegno del figlio Heiner Hesse, consente lo svolgimento di un vasto programma con letture, mostre e numerose manifestazioni su diversi temi a egli inerenti, presentati in Svizzera e all'estero in collaborazione con numerosi musei e istituzioni culturali. Le molte attività culturali proposte meriterebbero maggiore attenzione da parte delle autorità federali, cantonali e comunali e sicuramente un maggiore sostegno finanziario: infatti il Museo ha una funzione culturale di primo piano ma ha anche un richiamo turistico[7] che andrebbe seriamente preso in considerazione. Su quest'ultimo aspetto il professore dell'USI Claudio Visentin ha elaborato nel 2007, su mandato del Comune di Collina d'Oro, uno studio dedicato al Museo e al turismo ad esso legato. Le informazioni raccolte sono assai interessanti, tanto più se pensiamo alla critica situazione conosciuta dal nostro Cantone nel settore turistico; i recentissimi dati forniti dallo studio dell'Osservatorio del turismo dell'USI indicano un calo di turisti germanici pari al 50% in venti anni: il Ticino è divenuto «una destinazione tre le tante». Evidentemente la distruzione sistematica del tessuto storico delle città ticinesi e il deturpamento del paesaggio che caratterizzano questi ultimi decenni conducono alla banalizzazione del paesaggio e al conseguente calo di attrattiva turistica. Queste tendenze devono essere contrastate, se si vuole richiamare nuovi turisti, attirati in primo luogo da paesaggio, natura, arte e cultura. Su questo aspetto si soffermano gli interessanti articoli L’importanza del turismo culturale di Marco Horat (La Regione, 20.10.2012), Turismo letterario: a Londra con Dickens di Luciana Caglio (Azione, 29.10.2012) e Turismo culturale: inseguendo l’evento di Claudio Visentin (Azione, 10.12.2012).

Nello studio del 2007 il prof. Visentin afferma che: «Peculiare al "turismo letterario", rispetto ad altre forme di turismo culturale, sembra essere la capacità dello scrittore prediletto di rappresentare la chiave di lettura del territorio circostante. Solo in presenza di elementi che rimandano allo scrittore stesso, l'interesse si risveglia e si estende poi anche ad altre attrazioni»[8]. Anche l'autorità comunale si espresse in un comunicato stampa e in un opuscolo informativo: «La Passeggiata a partire dal Museo lungo i luoghi di Hermann Hesse attrae ¾ dei visitatori e li soddisfa praticamente tutti; però solo ¼ di loro manifesta il desiderio spontaneo di visitare le altre bellezze del nostro territorio. […]»[9]. Da queste considerazioni dovrebbero discendere coerenti decisioni locali, regionali e cantonali atte a sviluppare il turismo di qualità, salvaguardando luoghi particolari e il paesaggio, definito «bene comune» dalla nuova Legge sullo sviluppo territoriale.

Dopo il totale snaturamento del parco-giardino dell'area della Casa Rossa (nel caso di costruzione di edifici, come permesso dal piano regolatore in vigore) ci si può chiedere cosa penseranno i turisti che percorreranno la passeggiata giungendo in via Hermann Hesse. Lungo il tratto più significativo della passeggiata non vi sarà più nulla a ricordare Hesse e il legame fisico e spirituale tra la sua opera e il luogo d'ispirazione.

La tutela di un bene culturale avente valore universale

Il patrimonio culturale è un elemento fondamentale sia dell'identità di una regione e dei suoi abitanti (e dell’intera umanità), sia della sua attrattiva turistica.  

Un luogo, per essere incluso nella lista del Patrimonio dell'umanità, deve avere un valore universale eccezionale e deve soddisfare almeno uno dei dieci criteri naturali e culturali stabiliti dall’UNESCO. Alcuni criteri di selezione contenuti ci sembrano essere appropriati al caso di Hesse: III. apportare una testimonianza unica o almeno eccezionale su una tradizione culturale o una civiltà vivente o scomparsa; VI. essere direttamente o materialmente associato a avvenimenti o a tradizioni viventi, a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale. In quel documento si ricorda anche che per essere considerato di valore universale eccezionale un bene deve ugualmente rispondere alle condizioni d'integrità e/o di autenticità e deve beneficiare di un sistema adatto di protezione e di gestione per assicurare la sua salvaguardia.

Evidentemente la proprietà, in cui Hermann e Ninon Hesse vissero fino agli anni Sessanta, oggi non si presenta nel medesimo aspetto. La morfologia del terreno è comunque la medesima, la Casa Rossa pur modificata emerge sempre sulla collina e anche il terreno poco sotto la Casa Rossa, situato in zona agricola, mantiene la sua disposizione terrazzata. Nelle vicinanze vi è il bosco, oggi come allora. 

Con Hermann Hesse siamo in presenza sia di un'opera universale ed eccezionale, sia di un legame essenziale tra creazione letteraria e luogo d'ispirazione: questo luogo anche se in parte modificato è ancora presente e ben leggibile nelle sue principali componenti. Evidentemente di fronte all'ipotesi dell'elaborazione del dossier per chiedere il riconoscimento da parte dell'UNESCO della Casa Rossa, del suo giardino-parco e della proprietà terrazzata poco distante, è essenziale che il Comune di Collina d'Oro, il Cantone e la Confederazione vogliano con convinzione e determinazione salvaguardare l'area in questione. Spesso si sostiene che mancano gli strumenti giuridici per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale: in realtà ciò che manca sono la volontà politica, la coscienza civile e l'amore culturale.

L'opera di Hermann Hesse, il suo lascito artistico e spirituale così come i luoghi direttamente associati – Casa Rossa e area circostante – che l'hanno ispirato meriterebbero di essere salvaguardati grazie alla creazione di un parco letterario e culturale, sull'esempio dei Parchi Letterari creati in Italia dedicati a numerosi autori, per esempio Carducci (Castagneto Carducci, Toscana), Verga e Quasimodo (Catania e Modica, Sicilia), o sull’esempio di quanto ha svolto e svolge la fondazione internazionale che si occupa del giardino e della casa di Claude Monet a Giverny (salvati anch’essi dalla distruzione e dall’abbattimento!). Inoltre l'edificio a valle della Casa Rossa potrebbe essere affittato a turisti, sull'esempio delle dimore storiche gestite dalla  Fondation Vacances au cœur du patrimoine, creata nel 2005 da Heimatschutz/Patrimoine suisse.

Sarebbe un atto lungimirante da parte della Confederazione e delle autorità cantonali e comunali ticinesi e ne guadagnerebbe tanto la cultura quanto il disastrato settore turistico.

 

Tiziano 

 



[1] Riassunto dell’articolo apparso sulla rivista della STAN, Il Nostro Paese, n. 312, aprile-giugno 2012 (pp. 14-25)

[2] Hermann Hesse, Ebbrezza di progresso e febbre di speculazione fondiaria (da "Bericht an freunde", 1959), in La maturità rende giovani, Ugo Guanda editore, Parma, 2011, pag. 82.

[4] Dati tratti dal sito della Calwer Hermann-Hesse Stiftung (www.hermann-hesse.de).

[5] Hermann Hesse, La natura ci parla, Oscar Mondadori, Milano, 1990 .

[6] Sito del Museo e Fondazione Hermann Hesse Montagnola, pagina "Casa Rossa e la passione per il giardinaggio".

[7] Secondo i dati forniti dallo studio del prof. Visentin e dal sito del museo i turisti o escursionisti che visitano il museo sono tra i 15'000 e i 20'000 all'anno, di cui il 92% proviene da fuori Cantone Ticino;

[8] Claudio Visentin, Musei d’autore: il caso Hesse, in La rivista del turismo, n. 3, 2008;   

[9] Comunicato stampa dell’11 marzo 2008 del Municipio di Collina d’Oro, TURISMO CULTURALE IN COLLINA D’ORO.

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J
Quale fondatore posso indicare in dettaglio come sono stati spesi i Fr.730.000.- che ho investito per la creazione del museo e la sua promozione a livello mondiale dal 1.4.1997 quando ho affittato<br /> la Torre Camuzzi per farne la sede del Museo Hesse, fino al 1.10.1998 quando una commissione ad interim ha preso le redini in seno all'Associazione per gestire la donazione di 1 milione di marchi<br /> del mecenate Richard Borek il quale non ha mantenuto i suoi impegni e quindi la stessa commissione ad interim si è trovata in difficoltà e criticata dal sottoscritto e da altri finanziatori del<br /> museo ha affrettatamente optato per la cessione del museo all'attuale Fondazione Hesse, rifiutando due sponsorizzazioni, una di centomilafranchi di un amico svizzero e l'altra di 1 milione e 350<br /> mila dollari provenienti da un mecenate americano che aveva visitato la mostra degli acquerelli di Hesse curata dal sottoscritto e la prima direttrice del museo Karin Adrian von Roques a New York<br /> con una intervista al World Channel che aveva affascinato il mecenate. Per quanto attiene alle donazioni alla Fondazione non sono in grado di indicare come sono stati spesi, non certamente in<br /> ristrutturazioni della Torre Camuzzi essendo in affitto. Posso indicare quanto dichiarato dall'attuale direttrice Regina Bucher nelle varie interviste radiofoniche e televisive o pubblicate sui<br /> giornali, ossia che le spese gestionali sono ingenti (14 impiegati) e che per il programma culturale attingono ad interessi sul capitale e a sponsorizzazioni esterne private e pubbliche.
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P
<br /> <br /> Grazie mille per le sue spiegazioni perché in effetti sui primi anni di attività il sito della Fondazione è silente.<br /> <br /> <br /> <br />
J
Innanzitutto una precisazione a salvaguardia della memoria storica: il Museo Hermann Hesse è stato ideato e fondato dal sottoscritto Jean Olaniszyn con la partecipazione di Heiner Hesse, inaugurato<br /> il 2.7.1997 dal Presidente del Governo del Cantone Ticino, il compianto On. Giuseppe Buffi.<br /> Per quanto concerne il progetto (scempio) edilizio nel parco di Casa Rossa a Montagnola, i membri della Fondazione Hesse che ha ripreso la conduzione del Museo nel 2000 con la direttrice Regina<br /> Bucher, non si sono certo prodigati per la salvaguardia del luogo tanto amato da Hesse (vedi al proposito il sito www.savehermannhesse.com). In merito ai finanziamenti per il Museo benvengano nuovi<br /> aiuti, tenendo conto che ci sono stati nel passato importanti donazioni, vedi Jost Reinhold (1 milione di franchi), Andreas Reinhold (Fr.500.000.-), il Comune di Collina D'Oro (Fr.200.000.-), senza<br /> dimenticare l'apporto iniziale del sottoscritto con la mia famiglia e i miei sponsor per oltre Fr.700.000.- che ha permesso la nascita del Museo Hesse di Montagnola e la sua promozione a livello<br /> mondiale prima dell'avvento dell'attuale Fondazione. Jean Olaniszyn, ideatore e fondatore del Museo Hermann Hesse di Montagnola
Rispondi
P
<br /> <br /> La ringrazio per le precisazioni. <br /> <br /> <br /> Molto interessante la cifra degli aiuti ricevuti (nel sito del museo non figura nulla): lei saprebbe indicarmi come sono stati spesi: ristrutturazione della Torre, allestimento mostre,<br /> ecc.? <br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />