Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

Pubblicità

Falò: la distruzione del territorio tra retorica ipocrisia e incultura

Giovedì 9 gennaio la trasmissione Falò ha dedicato la serata al tema del territorio, con le solite immagini sugli scempi commessi nel Luganese: una sola immagine di sfuggita di Mendrisio: ma perché non vengono a fare un servizio a Mendrisio e vedere cosa sta facendo la speculazione di chi comanda?
Nell'insieme la puntata è sembrata a me - ma anche a molti conoscenti - un inno all'Accademia di architettura di Mendrisio che ci dovrebbe salvare da questa distruzione. Purtroppo la salvezza non verrà mai né dagli architetti né dai politici-affaristi che dominano oggi. Del primo filmato la sola cosa interessante era quanto ha detto il turista italo-americano: pienamente ragione. Ora, di tutta la serata si salva solo l'arch. Roberto Briccola (prof. dell'Accademia) per le parole intelligenti che ha detto. Il resto è solo RETORICA E IPOCRISIA. Ora che non c'è più Tita Carloni che con la sua cultura e amore per il territorio ha lasciato un vuoto,  Botta si permette di sostenere idee che la sua attività contraddice da anni (e le reazioni del pubblico sul forum RSI di Falò lo stanno a dimostrare): ma perché i giornalisti di Falò non partono dalle battaglie di PIERO BIANCONI per il territorio, persona senza conflitti di interessi, che cose molto più intelligenti le disse quarant'anni fa? Meglio gli idoli di oggi che i Maestri di ieri, purtroppo.
perché non si parla delle distruzioni che l'Accademia sta facendo a Mendrisio? ha distrutto un'area del Parco di Villa Argentina (tutto da tutelare secondo l'ISOS) con quell'osceno stabile dell'accademia, fuori scala se si va a leggere la relazione dell'arch. Fabio Reinhart ; ora la volontà di coprire la corte interna dell'ex-Ospedale della Beata Vergine snaturando quel monumento protetto dal Cantone, togliendogli la sua essenza, poi un pezzo dell'area del medesimo comparto con la costruzione del Teatro dell'architettura  addossato al monumento storico ex-OBV: tutto ciò in contrasto con quanto dice l'Inventario federale ISOS. Purtroppo nel neufeudalesimo regnante - termine usato dai migliori politologi e analisti in auge - i ristretti gruppi di potere politico-intellettuale operano secondo un pensiero unico che va dall'economia alla (pseudo)cultura.
Solo la rivolta dei cittadini - di cui parlò Hessel e il nostro Tuor in una mitica puntata di Falò - può ribaltare la situazione.
Propongo una citazione del premio Nobel per la medicina Konrad Lorenz che aiuta a capire cosa sta avvenendo e per colpa di chi. Del resto l'arch. Luigi Snozzi nella serata dibattito su Teleticino ha detto pochi mesi fa che il 97% degli architetti non possono essere salvati visto il loro modo di operare.
Città antica e sobborghi moderni (Konrad Lorenz)

<<Basta confrontare con occhi spassionati il vecchio centro di una qualsiasi città tedesca con la sua periferia moderna, oppure quest’ultima, vera lebbra che aggredisce le campagne circostanti, con i piccoli paesi ancora intatti. Si confronti poi il quadro istologico normale con quello di un tumore maligno, e si troveranno sorprendenti analogie! Se consideriamo obiettivamente queste differenze e le esprimiamo in forma numerica, anziché estetica, constateremo che si tratta esattamente di perdita di informazione.

La cellula neoplastica si distingue da quella normale principalmente per aver perduto l’informazione genetica necessaria a fare di essa un membro utile alla comunità di interessi rappresentata dal corpo. Essa si comporta come un animale monocellulare o, meglio ancora, come una giovane cellula embrionale: è priva di strutture specifiche e si riproduce senza misura e senza ritegni, con la conseguenza che il tessuto tumorale si infiltra nei tessuti vicini ancora sani e li distrugge. Tra l’immagine della periferia urbana e quella di un tumore esistono evidenti analogie: in entrambi i casi vi era uno spazio ancora sano in cui erano state realizzate una molteplicità di strutture molto diverse, anche se sottilmente differenziate fra loro e reciprocamente complementari, il cui saggio equilibrio poggiava su un bagaglio di informazioni acquisite nel corso dei secoli: laddove nelle zone devastate dal tumore o dalla tecnologia moderna il quadro è dominato da un esiguo numero di strutture estremamente semplificate.

Il panorama istologico delle cellule cancerogene, uniformi e poco strutturate, presenta una somiglianza disperante con la veduta aerea di un sobborgo moderno e con le sue case standardizzate, frettolosamente disegnate da architetti privi ormai di ogni cultura>>..

Lorenz ha colto nel segno: ARCHITETTI PRIVI di OGNI CULTURA. Come i POLITICI. Come scriveva già Piero Bianconi.

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post