salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
MM N. 49 /2026 Messaggio Richiesta di un credito di CHF 1’200'000.00 per il restauro delle Lavanderie e per la manutenzione straordinaria della Dépendance di Villa Argentina a Mendrisio
Signor Presidente, signor sindaco, signore e signori municipali, colleghe e colleghi,
la Legge sulla protezione dei beni culturali del 1997 stabilisce all’art. 23 che: «il proprietario di un bene culturale protetto ha l’obbligo di conservarlo nella sua sostanza, provvedendo alla manutenzione regolare».
La Lista Civica voterà quindi evidentemente a sostegno di questo messaggio che stanzia un credito per il restauro delle lavanderie e per la manutenzione della Dépendance che sono, assieme a Villa Argentina e alle ex cucine, i quattro fabbricati (per usare il termine tecnico del sommarione di qualche decennio fa) superstiti del Complesso monumentale di Villa Argentina e del suo Parco.
Nella decisione di tutela di Villa e Parco del 12 agosto 1985 l'allora Dipartimento dell'ambiente fece riferimento a sedici subalterni, di cui due edifici abitativi, sette edifici accessori e una serie di altri manufatti minori anch’essi importanti culturalmente, in parte andati distrutti.
Ci soffermiamo sul bene culturale Lavanderie, perché rappresenta un caso esemplare e non isolato, purtroppo.
Finalmente giunge questo messaggio: è da vent’anni che siamo in attesa.
Infatti, i tanti estimatori del Parco e della Villa, tra i quali i membri del Comitato Parco di Villa Argentina e i 2870 cittadini firmatari della petizione Un magnifico Parco per il Magnifico Borgo, così come il Gruppo di lavoro giardini storici dell'ICOMOS Suisse, e tanti altri attendevano da tempo un segnale di rispetto verso questo nostro patrimonio storico e paesaggistico così ricco di insegnamenti per la nostra epoca che banalizza e standardizza tutto all'insegna dell'incultura del territorio. Il primo passo è stato fatto con la Villa, oggetto comunque, per fortuna, meno degradato rispetto ad altri.
Ho detto, in precedenza, vent’anni. Infatti, nell'ottobre del 2006 un gruppo di studenti guidati dal prof. Bernhard Furrer (già presidente della Commissione federale dei monumenti storici e purtroppo recentemente mancato) e dalla professoressa Giacinta Jean consegnò il Progetto preliminare di restauro conservativo per le Ex Lavanderie di Villa Argentina. Nel gennaio 2007 i due professori e gli studenti presentarono il progetto di restauro conservativo che all'epoca prevedeva un Preventivo dei costi pari a 426'300 franchi, preventivo stabilito sulla base del Codice dei Costi di Costruzione (CCC) utilizzato per allestire preventivi, liquidazioni, controllo dei costi. Un preventivo di cui si occupò personalmente il prof. Furrer.
La domanda di costruzione del 2017 degli architetti Tropeano e Sassi non si discosta da questo primo accurato lavoro di analisi dello stato di conservazione e progetto di restauro.
Tanto il Messaggio in discussione quanto la Relazione tecnica Sassi-Tropeano riproducono, senza citare la fonte, intere frasi del Progetto dei professori Furrer e Jean, fatto che troviamo increscioso.
La licenza edilizia risale al 2017 e la decisione di stanziamento del sussidio cantonale al 2018. Il preventivo dei costi è ora quantificato in 739'000 franchi. Della domanda di costruzione non condividiamo la formazione di un’apertura all’interno del padiglione est per collegare il ristorante Vignetta con il Parco perché un collegamento esiste già a meno di 50 metri. Distruggere anche solo una minima parte di un manufatto storico senza nessuna ragione culturale, ma per semplice comodità, non è cultura. Nella relazione tecnica nulla si dice circa eventuali tinteggi: confidiamo che siano colori neutri.
Da oltre venti anni le lavanderie si trovano in uno stato di abbandono indecoroso a causa dell'inazione dei municipi che si sono succeduti. Non troviamo giustificabile aver atteso vent'anni dal progetto Furrer-Jean e neppure avere atteso otto anni dalla decisione di concessione del sussidio cantonale.
Lasciare degradare in una misura così elevata un bene protetto oltre ad essere un attentato alla cultura, che contraddice molti dei discorsi pro-cultura che si sentono in questa sala, è anche profondamente antieconomico: infatti in presenza di manufatti, peggio ancora se beni culturali, più si attende a intervenire con una manutenzione ordinaria, più aumentano i costi. Siamo in presenza quindi di un danno alla cultura materiale ma anche all'erario comunale.
Altro danno culturale e finanziario lo fate volendo spendere 40'000 franchi per teloni artistici temporanei con cui volete nascondere, per 8-10 mesi, queste lavanderie in attesa del restauro. Parlo di danno perché vi è urgenza di fermare il degrado di altri manufatti storici: ci riferiamo, per esempio, al vialetto in ciottoli che si trova nella selva castanile. Ogni anno si staccano molti ciottoli e così diventate, a causa della vostra inazione, esecutori materiali indiretti del degrado di manufatti del Parco storico. Alle nostre segnalazioni sono seguite le solite vostre risposte di rinvio nel tempo. Auspichiamo che possiate intervenire subito per fermare quel degrado.
Infine, condividiamo quanto sostenuto dai due relatori Romanini e Baragiola circa la necessità di accompagnare la “nuova apertura con una regolamentazione precisa e vincolante”.
Ringraziamo per l'attenzione.
Tiziano Fontana, Lista civica per Mendrisio