salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Riproduciamo l'articolo apparso sul Corriere del Ticino del 24 giugno 2011 di Giuliano Gasperi e Claudio Meier limitatamente alla questione del PR di Lugano e alla presa di posizione del sindaco Giudici. Il dibattito a Lugano è importante per tutto il Ticino. Si sta giocando una partita fondamentale: è una vera battaglia culturale e politica.
In particolare è importante l'aspetto concernente la modifica del Piano regolatore che dovrebbe - finalmente - essere fatta secondo una visione unitaria: è proprio quanto è mancato fino ad ora a Lugano (e in tutto il Ticino): una seria pianificazione del territorio al di là delle ristrette, egoistiche e limitate visioni comunali.
E' importante anche quanto dice il sindaco di Lugano in merito al Piano Scairolo; il discorso è molto simile per la pianura di San Martino: se passano
le varianti di PR oggetto di ricorsi, dopo la realizzazione della staziole TILO e lo svincolo dell'autostrada vedremo la cementificazione avanzare in modo sconsiderato (cfr. articolo de
L'Informatore pubblicato al momento della presentzione delle varianti, sul quale torneremo).
"Città di Lugano - Un Piano regolatore unico
Parte la procedura per un nuovo documento che riunirà i PR dei vari quartieri. Il sindaco: «Dovremo tener conto degli spazi liberi e capire se e come riempirli»
Se ne parla ormai da qualche anno e ora sta iniziando a diventare realtà: il Municipio ha deciso di avviare le procedure per allestire un Piano Regolatore unico per tutti i quartieri di Lugano.
Entro fine luglio il Dicastero pianificazione, ambiente e mobilità, preparerà un documento con le linee guida per integrare gli attuali PR «secondo principi di unitarietà e qualità urbanistica». Partendo da queste proposte, l'Esecutivo deciderà i successivi passi pianificatori. Per il Comune l'occasione è duplice: da una parte unire in modo ordinato i PR esistenti, dall'altra immaginare quale città si vuole nel futuro e mettere le basi per concretizzarla. Per fare ciò, secondo il sindaco Giorgio Giudici, sarebbe utilissimo «materializzare» il PR su tre dimensioni. «È una cosa che fino ad oggi è mancata e che ci aiuterebbe a capire meglio che impatto hanno i volumi sul contesto». Si avrebbe uno sguardo migliore anche sulla densità edilizia, che per alcune zone il sindaco riconoscere essere un problema. «I PR di Bré, Viganello e Pregassona ad esempio hanno permesso di creare dei 'pollai'; sono stati fatti da pianificatori senza sensibilità architettonica. Il nuovo PR invece dovrà tenere conto degli spazi liberi e aiutarci a capire se e come riempirli». A proposito di spazi liberi, qual è il limite alla crescita di Lugano? «È legato alla capacità delle infrastrutture viarie di sopportare lo sviluppo. Pensi che nel Pian Scairolo, sfruttando al massimo il potenziale edificatorio dei singoli PR comunali (ora è in preparazione quello intercomunale, ndr) si potrebbe raddoppiare ciò che esiste oggi! Già perché ogni Comune, come nel resto del distretto, ha pianificato per conto proprio. Per questo le aggregazioni sono opportune». Meno opportuno, a detta del sindaco, sarebbe invece il blocco edilizio per 3-5 anni proposto dalla Lega. «Non se ne parla: non è fermando lo sviluppo che si trova il giusto equilibrio nella pianificazione. Poi non c'è la base legale». In attesa del PR unico, è ipotizzabile una zona di pianificazione per evitare interventi edilizi irrispettosi del nuovo concetto? «Sì. Avendo stabilito i criteri base si potrebbe verificare di volta in volta se le domande di costruzione li rispettano».
Lista dei Beni Culturali
Il Municipio ha deciso (a
maggioranza, contraria la Lega) di mantenere il messaggio sui Beni culturali cittadini da proteggere, approfondendolo e confrontandosi con la Commissione della Pianificazione che nel suo
rapporto aveva reintrodotto 33 oggetti esclusi a suo tempo dall'Esecutivo.
Confronto che, pare di capire, non c'è stato prima. «In realtà no - spiega Giovanna Masoni Brenni - Il sindaco ed io eravamo andati in Commissione parecchi mesi fa e non era stato detto che
c'era l'intenzione di ripescare questi oggetti. Adesso questo confronto ci sarà, come è giusto che sia secondo i principi democratici. Cominciamo noi, all'interno del Municipio, a fare
un'analisi più dettagliata, nei singoli oggetti, di tutte le proposte del rapporto: poi andremo a parlarne con la Commissione e magari troveremo un punto d'incontro». Sembra che l'ostacolo sia
prima di tutto di natura finanziaria, ovvero l'impatto dei vincoli sui proprietari privati ed eventuali rivendicazioni o espropri. «C'erano in effetti state - continua Masoni - opposizioni
molto forti sollevate da alcuni privati durante la procedura di consultazione, legate a motivi sia di natura finanziaria che di equità di trattamento o di coerenza». Nel frattempo cosa
succederà a quei beni che la Commissione ha reinserito e che sono già oggetto di domande di costruzione, come Villa Elisa? «Su quelli siamo tutelati perché possiamo fare una sospensiva che può
durare fino a due anni, che ha fondamento e base legale». Intanto parte il nuovo PR. «Lì il discorso è più ampio, ma non c'è nessuna ragione per lasciar cadere l'unica proposta che oggi è
concreta e puntuale, ovvero la variante sui beni culturali, che dà una prima risposta a un problema molto acuto». "