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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Osservazioni sul Rapporto preliminare del municipio di Mendrisio (Parte III)

Proseguiamo con la pubblicazione della III° Parte delle osservazioni sul Rapporto preliminare del municipio di Mendrisio.

 

 

 

II. Parco urbano e area verde

Oltre all’indiscutibile valore storico e artistico del comparto di Villa Argentina stabilito dal Cantone nel 1985, si aggiunge oggi il valore inestimabile che le aree verdi urbane hanno ancor più acquisito in un territorio che ha conosciuto un’urbanizzazione devastante.

 

Lo “Studio strategico Alto Mendrisiotto insieme con energia, dialogo e passione descrive molto bene il processo di urbanizzazione conosciuto dal territorio della nostra regione (riprendiamo solo alcune parti; ve ne sono altre ugualmente significative):

 

·        L’avanzata del cemento e dell’asfalto non solo ha ridotto le superfici libere ma ha pure condotto all’impoverimento del territorio, sia per la perdita di originalità delle nuove costruzioni, sia per la scomparsa di punti di riferimento e simboli della vita sociale ed economica del paese” (p. 70).

  •   “(…) il comprensorio ha conosciuto una fase di forte crescita urbana. L’uso del suolo si è tradotto nel suo sfruttamento completo: il territorio concreto è diventato una triste rappresentazione astratta della crescita economica. Questo processo ha determinato e determina ancora oggi la forma dell’insediamento nel Mendrisiotto. Un territorio frammentato a livello istituzionale costituisce una porta aperta per una continua crescita incontrollata e priva di qualità dell’agglomerato, a scapito delle risorse territoriali e ambientali esistenti” (p. 183);

 

  •    “Tra gli elementi di maggiore criticità del comprensorio emerge il dato ambientale. Il Mendrisiotto è teatro negli ultimi decenni di un processo di crescita non sostenibile (…) (p. 182);

 

  • “(…) tra il 1985 e il 1997 sono scomparsi ben 140 ha di territorio agricolo (ovvero il 14%) mentre le superfici d’insediamento sono aumentate al ritmo di oltre 2 mq ogni dieci minuti. A far le spese di queste trasformazioni è stato soprattutto il paesaggio. Anche il traffico si è fatto incessante e con esso si è deteriorata la qualità dell’aria. Questi diversi elementi hanno messo in evidenza i limiti degli attuali strumenti di gestione del territorio, impostati secondo criteri e preferenze locali e per questo incapaci di rispondere alle sfide di una realtà sempre più regionale ed interconnessa. Ciò che preoccupa in prospettiva sono le riserve di terreni edificabili già oggi esistenti che consentirebbero il raddoppio della popolazione lanciando l’Alto Mendrisiotto verso i 44'000 abitanti” (p. 65);
  • un conto è tuttavia affermare che le riserve ci sono, un altro è immaginarsi questo territorio completamente edificato e con una popolazione di oltre 44'000 abitanti. (…) Dietro queste cifre si nasconde dunque un problema di sostenibilità, in termini di qualità di vita, di traffico e di ambiente ma anche di risorse disponibili (vedi ad esempio il problema dell’acqua).” (p. 76).

Considerato questo quadro, descritto dall’Autorità comunale, è necessario intervenire laddove vi sono ancora aree verdi particolarmente pregiate, purtroppo inserite in zona edificabile, come la particella che ci occupa, per dezonarle e preservarledall’avanzata del cemento”.

È opportuno comunque non confondere, come fa il municipio, un parco urbano, che ha specifiche funzioni e specifici destinatari, con percorsi escursionistici o da trekking (nel Rapporto preliminare si legge a p. 4 “(…) i parchi di Mendrisio sono le aree verdi del Monte Generoso e del Monte San Giorgio, ben visibili da ogni punto della città e facilmente raggiungibili anche a piedi in una manciata di minuti” [!!]).

 

Evidentemente il parco di Villa Argentina ricostituito come richiesto nella mozione diventerebbe un parco con funzioni urbane specifiche, valorizzandone meglio le potenzialità:

  • luogo di svago raggiungibile con estrema facilità da famiglie con bambini, anziani, scolaresche,
  • luogo di relazione tra le cinque realtà che possono interagire in quell’area: Scuole comunali, Accademia, Casa anziani, Istituto Torriani, popolazione e, infine,
  • luogo di memoria storica, paesaggistica e culturale.

 

Il comparto di Villa Argentina è unico, sia per la sua ragguardevole estensione, sia perché si inserisce a PR in un contesto di zone aventi la specifica destinazione di attrezzature pubbliche: questa fortunata collocazione suggerisce implicitamente la sua tutela da insediamenti speculativi.

 

Preservare quest’area ancora risparmiata è una contropartita alla scomparsa di aree verdi e alla forte e caotica urbanizzazione conosciuta a valle dell’antico borgo di Mendrisio, in particolare nell’area di San Martino.

 

Il parco urbano aiuta a pensare in modo diverso la città, ribalta i vecchi parametri di sviluppo, sostituisce il concetto di crescita urbana con quello di manutenzione della città, valorizzandone il territorio.

 

 

 

 

Documenti usati per l'allestimento delle osservazioni (+ quelle citate nelle nore):

 

  • Risoluzione 12 agosto 1985 del Dipartimento dell’ambiente;

·        Arch. Fabio Reinhart,  “In merito alle possibilità edificatorie e ai modi di edificazione nell’area di Villa Argentina a Mendrisio”, 20 settembre 1988 + tavole allegate;

·         ICOMOS, Elenco dei giardini storici della Svizzera: vedi www.icomos.ch;

·         Arch. Niccardo Righetti, “Considerazioni generali e modalità d’intervento per la conservazione, il ripristino e il rifunzionamento del Parco di Villa Argentina e delle sue adiacenze”, 28 ottobre 1991; 

·         Arch. Niccardo Righetti, “Relazione sulla proposta di massima per la sistemazione esterna - Parco di Villa Argentina e del ricovero Torriani”, ottobre 1993;

·        Fotografie aeree del comparto di Villa Argentina (Ufficio federale di topografia, 1933 e 1945).

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