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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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"Rapporto preliminare sulla mozione "Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina"" ovvero la verità del municipio (parte I)

Come anticipato nell'articolo precedente procediamo alla pubblicazione della prima parte (pagine 1-4)  del "Rapporto preliminare sulla mozione "Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina" " del 6 maggio 2010.

 

Consigliamo di leggere attentamente il testo per poi confrontarlo con le osservazioni che pubblicheremo in seguito. 

 

(abbiamo sottolineato   le frasi sulle quali torneremo, perché particolarmente significative dell'attitudine municipale;  

 

[il rapporto fu trasmesso dal municipio agli organi di informazione e a tutti i consiglieri comunali: procedura insolita per un rapporto preliminare allestito per una commissione ad hoc]). 

 

 

 

" Rapporto preliminare sulla mozione "Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina"

Mendrisio, 6  maggio 2010

Al Lodevole Consiglio comunale di Mendrisio, Signori Presidente e Consiglieri,

 

A' sensi dell'art. 67 cpv. 2 lett. a Loc, il Municipio vi trasmette il proprio rapporto preliminare sulla mozione "Ricostituiamo il parco di Villa Argentina", presentata durante la seduta del Consiglio comunale del 16 novembre 2009 e trasmessa all'esame di un'apposita Commissione speciale. Con il presente documento l'Esecutivo intende fornire degli spunti di riflessione alla Commissione speciale per permetterle di esaminare compiutamenteil tema circa la costituzione di un nuovo parco pubblico nel quartiere di Mendrisio.

 

Premessa

La mozione intitolata "Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina" richiama la petizione sottoscritta nella primavera 2008 [recte: 2009] da 2'870 persone residenti nell'allora Comune di Mendrisio e intitolata "Un magnifico parco per il magnifico Borgo".

Mozione e petizione hanno come obiettivo di acquisire il mappale n. 3043 RFD Mendrisio /sezione Mendrisio "per metterlo a disposizione della cittadinanza quale area verde pregiata di svago, unitamente al resto del Parco di Villa Argentina, già di proprietà pubblica", tramite una variante di PR alfine di inserire, per il mappale in esame, un vincolo AP-EP.

Per questo la mozione chiede da subito l'istituzione di una zona di pianificazione e l'avvio di uno studio pianificatorio da sottoporre al Consiglio comunale per inserire il sopraccitato fondo in zona AP-EP con vincolo di zona verde-svago.

L'eventuale modifica del Piano regolatore comunale, postulato nell'atto parlamentare, è di competenza del Legislativo. Pertanto il Municipio non formulerà nel presente rapporto preliminare un suo preavviso definitivo sull'istituzione di un nuovo vincolo pianificatorio sul mappale n. 3043 RFD Mendrisio/Sezione Mendrisio. Come già annunciato, il documento vuole fornire degli spunti di riflessione alla Commissione sui seguenti temi: assetto pianificatorio del mappale, la delimitazione del parco secondo il rilievo ICOMOS, i parchi urbani all'interno della città, la zona di pianificazione e le sue conseguenze finanziarie, nonché il riassunto delle conclusioni della perizia, commissionata dall'Esecutivo, sul valore del terreno

Il Municipio, come anche richiesto nella prima riunione della Commissione speciale, vuole dapprima riassumere brevemente i principi del Piano particolareggiato Villa Argentina, assetto pianificatorio che regola il diritto edilizio del terreno oggetto della mozione.

 

Il Piano particolareggiato Villa Argentina (PP2)  

Il Piano particolareggiato di Villa Argentina (PP2, anche indicato PPVA) e le rispettive norme d'attuazione (NAPPVA) sono stati approvati dal Consiglio di Stato nel 1996.

 

Il PP2 è suddiviso in diversi comparti speciali. Il parco è integrato nei comparti:

B: Villa Argentina

C1: Fondazione Torriani

(...)

Il piano particolareggiato riserva, infatti, il comparto A ad edificazioni private, limitandone l'occupazione al pianoro situato alla sua estremità.

 

Da rilevare che proprio l'arch. Reinhart, profondo conoscitore ed estimatore del parco e della sua storia, ha proposto la possibilità di edificazione di parte del comparto A quale "parte integrante del complesso paesaggistico-architettonico" (vedi documento "In merito alle possibilità e ai modi di edificazione nell'area di Villa Argentina a Mendrisio", Reichlin-Reinhart, 20 settembre 1988, pag. 11).

 

Dal punto di vista delle possibilità edificatorie del comparto A, si rivela come la superficie edificabile sia limitata alla parte alta, suddivisa in due aree di 65 m di larghezza separate tra di loro nella parte centrale di ca. 30 m2.  La superficie utile lorda ammessa è di 7'250 m2, mentre l'altezza massima è di 9.80 m alla gronda e di 12.00 m al colmo. 

Nelle aree edificabili sono rappresentate delle linee di costruzione (NAPPVA art. 5.2.2) che rappresentano "l'insieme dei punti sui quali devono obbligatoriamente essere costruite le facciate". L'edificazione è quindi vincolata in modo molto restrittivo alle ipotesi di facciate progettate dallo stesso arch. Reinhart e riportate nel già citato rapporto del 1988.

D'altra parte, l'art. 7.1.1 delle stesse norme (NAPPVA) recita che "il comparto A è edificabile unicamente all'interno dell'area tratteggiata  ... . Esso deve tenere conto degli aspetti paesaggistici e delle indicazioni contenute nello studio pianificatorio: "In merito alle possibilità e ai modi di edificazione nell'area di Villa Argentina a Mendrisio", Reichlin-Reinhart, 20 settembre 1988, "il cui contenuto è indicativo e non vincolante"; e ancora "il progetto potrà contenere proposte di edificazione diverse da quelle indicate nello studio pianificatorio".

 

Se da un lato si indica la possibilità di scostarsi dal disegno dell'arch. Reinhart (art. 7), la rappresentazione grafica non lascia alcun margine di manovra rispetto alle volumetrie immaginate dallo stesso architetto. Qualsiasi progetto che non rispetta i limiti di edificazione rappresentati graficamente dovrà quindi beneficiare di una deroga da parte del Municipio per poter essere approvato in fase di licenza edilizia.

La possibilità offerta al Municipio di "avvalersi del parere di una commissione di esperti alla quale sottoporre il progetto unitario ... per una verifica dei presupposti di natura architettonica" (NAPPVA art. 7.1.4), ne riconosce la probabile esigenza.  

 

Da quanto sopra si evince che le condizioni per edficare nella parte alta del comparto A del PP2 sono alquanto severe ed impongono non solo una progettazione di qualità, ma vincoli volumetrici tali da essere quasi obbligati a progettare edifici simili a quanto proposto nel documento pianificatorio.

 

Con questo breve riassunto, il Municipio spera di aver dato un prezioso spunto alla Commissione sull'attuale situazione che regge il diritto edilizio del mappale 3043 RFD Mendrisio/sezione Mendrisio.

Al testo della mozione è pure allegato un intervento del Direttore del Dipartimento del territorio, il Consigliere di Stato Marco Borradori, sul tema dei giardini e parchi storici: un patrimonio da conoscere e da proteggere. Prendendo spunto da tale articolo, il Municipio intende precisare il rilievo dello studio ICOMOS circa il parco di Villa Argentina.

 

 

La delimitazione del Parco secondo il rilievo ICOMOS e secondo l'arch. Reinhart

Come già illustrato la mozione intitolata "Ricostituiamo il Parco di Villa Argentina"  richiama la petizione sottoscritta nella primavera 2008 [recte: 2009] da 2'870 persone residenti nell'allora Comune di Mendrisio e intitolata "Un magnifico parco per il magnifico Borgo".

  

Mozione e petizione hanno come obiettivo di acquisire il mappale n. 3043 RFD Mendrisio /sezione Mendrisio "per metterlo a disposizione della cittadinanza quale area verde pregiata di svago, unitamente al resto del Parco di Villa Argentina, già di proprietà pubblica".

 

Un proposito che, come formulato nell'ambito di queste due azioni, ha un "pathos" tale che non può che coinvolgere la cittadinanza per la carica emotiva quasi di commozione legate alla sua formulazione.

Da un lato si richiama, infatti, la magnificenza del parco e si fa leva sul desiderio e la necessità di ricostituire un'entità che in qualche misura è nel frattempo stata dispersa, divisa o sottoposta ad una grave minaccia di distruzione. Di certo vi è la magnificenza, la bellezza e l'attaccamento della popolazione per il parco e la villa Argentina la cui integrità non è mai stata minacciata o contestata

Prova ne sia che l'elenco dei giardini storici della Svizzera (ICOMOS) supportato anche dal Dipartimento del territorio,  entrambi menzionati e chiamati in causa a più riprese dai mozionanti, descrivono e censiscono dettagliatamente solamente il "vero" parco che circonda la Villa (esclusa quindi la parte alta, oggetto della recente domanda di costruzione). Citiamo un estratto della scheda ICOMOS dove nella voce "componenti" si può leggere: "il parco è delimitato sulla parte anteriore alla Villa da un muretto di recinzione composto da [...] Sul retro e sul lato muri di pietra e malta di recinzione".



Ad ulteriore comprova di questo fatto, anche la rappresentazione grafica, sia nel parco di Villa Argentina, che della Casa Torriani, indica il limite del parco lungo il primo muro retrostante gli edifici. Per la parte di sedime a monte del muro di delimitazione sul retro degli edific non viene spesa una sola parola di menzione che la possa mettere in relazione con il parco, anche solamente in misura secondaria.



Salvaguardia del Parco e della Villa, che è stata definita dall'arch. Fabio Reinhart, massimo estimatore ed esperto dell'opera dell'arch. Croci, come "eccezionale e irripetibile per la storia urbana di Mendrisio". Eppure anche nel suo documento del 20 settembre 1988  In merito alle possibilità e ai modi di edificazione nell'area di Villa Argentina a Mendrisio" si pone grande enfasi alla qualità del costruito e al suo rapportarsi con lo spazio circostante e alla natura "corale" dell'insieme parco-edificio. L'arch. Reinhart si esprime poi sulla possibile edificazione di un complesso di edifici che osiamo definire "eclettici" affermando che "l'intervento posto a monte del parco fornisce una risposta valida" [...] e sottolineando inoltre che "In questo modo il parco non solo sarà salvaguardato, ma si arricchirà di una architettura coerente e in linea con la tradizione dei giardini e dei parchi europei e capace oltretutto di stabilire un rapporto adeguato con l'opera di Croci".  



Questa disquisizione non vuole negare a priori la possibilità di mantenere verde quest'area, ma semplicemente di valutarla come tale, senza sovrapporle il "parhos" del parco di Villa Argentina e tantomeno dell'opera dell'arch. Croci.



Fatta quest'operazione di onestà intellettuale si può valutare quest'area con i criteri e i parametri di una comune area verde ed interrogarsi, senza sensi di colpa e patemi d'animo, sull'effettivo valore concreto e sulla qualità di questo sedime come "semplice"  area di svago.  "

 



[fine prima parte della citazione della Relazione preliminare municipale; la prossima seguirà]

 



Arrivati a questo punto i cittadini che hanno sottoscritto la petizione e i consiglieri comunali che hanno sottoscritto la mozione potrebbero / dovrebbero sentirsi ingannati dai promotori della petizione, che hanno giocato col "pathos" e hanno arbitrariamente esteso l'area del parco a una "comune area verde".

 

Verrebbe da dire che fortunatamente  il municipio ha compiuto "un'operazione di onestà intellettuale", dimostrando  che il mappale in questione è effettivamente "una comune area verde". 

 

I fatti non stanno così, come vedremo.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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