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salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti

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Creiamo il

Pubblico qui di seguito l'articolo inviato al "Corriere del Ticino" che non me l'ha pubblicato perché "troppo lungo" (!) e a "La Regione" che l'ha ritenuto troppo lungo e l'ha trasformato in un'intervista pubblicata lunedì di settimana scorsa: questa è la stampa scritta del nostro Cantone. Bei dibattiti culturali sanno promuovere!

Capisco che mio bisnonno fondò giornali per poter pubblicare quello che voleva!

Nulla di nuovo sotto il cielo.

Tiziano

Creiamo il «Parco letterario Hermann Hesse»[1]

Nel 2012 si è celebrato il cinquantesimo anniversario della morte di Hermann Hesse (premio Nobel per la letteratura nel 1946 e cittadino onorario di Montagnola); contemporaneamente è stata presentata una domanda di costruzione che prevede l’edificazione di dieci abitazioni unifamiliari e di una plurifamiliare[2] nel parco della Casa Rossa, in cui lo scrittore e la moglie Ninon vissero dal 1931 al 1962.

Due fatti in contraddizione tra loro che rivelano l'incoerenza dei nostri tempi.

Opere letterarie e luoghi di ispirazione

Per Hermann Hesse la natura, la campagna e i giardini sono sempre stati luoghi d'invito alla meditazione, alla contemplazione, alla rigenerazione spirituale, all'attività fisica. Tra il 1919 e il 1962 la natura e il paesaggio della regione di Lugano e del Comune di Montagnola così come il giardino di Casa Camuzzi e poi, per trentun anni, il giardino con il vigneto e l'orto della Casa Rossa sono stati fonti di ispirazione per le sue opere più importanti, che gli hanno poi valso l'ottenimento dei più prestigiosi premi letterari europei e mondiali (Il gioco delle perle di vetro fu concepito «durante i momenti di giardinaggio, a contatto con la terra» (testimonianza del figlio Bruno)[3]; questo romanzo entusiasmò Thomas Mann che propose Hesse come premio Nobel per la letteratura, poi conferitogli nel novembre del 1946).

La tutela di un bene culturale avente valore universale

Il patrimonio culturale è elemento costitutivo sia dell'identità di una regione e dei suoi abitanti, sia della sua attrattiva turistica.

Per salvaguardare i luoghi in cui visse Hesse e che lo ispirarono si deve partire dal valore universale della sua opera, al fine di chiedere il riconoscimento da parte dell'UNESCO quale patrimonio dell'umanità di quello che potrebbe essere chiamato  «Parco letterario Hermann Hesse», costituito dalla Casa Camuzzi con il suo parco, dalla Casa Rossa con il suo giardino-parco e dalla proprietà terrazzata poco distante.  A tale scopo è essenziale che il Comune di Collina d'Oro, il Cantone e la Confederazione vogliano con convinzione e determinazione tutelare l'area in questione, comprendendone il valore culturale e artistico universale insieme con l'attrattiva turistica[4].

Un luogo, per essere incluso nella lista del Patrimonio dell'umanità, deve avere un valore universale eccezionale e deve soddisfare almeno uno dei dieci criteri naturali e culturali stabiliti dall’UNESCO. Due criteri di selezione ci sembrano essere appropriati al caso di Hesse: «III. apportare una testimonianza unica o almeno eccezionale su una tradizione culturale o una civiltà vivente o scomparsa; VI. essere direttamente o materialmente associato a avvenimenti o a tradizioni viventi, a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale». Per essere considerato di valore universale eccezionale un bene deve ugualmente rispondere alle condizioni d'integrità e/o di autenticità e deve beneficiare di un sistema adatto di protezione e di gestione per assicurare la sua salvaguardia.

Evidentemente la proprietà in cui Hermann e Ninon Hesse vissero fino agli anni Sessanta oggi ha mutato aspetto. La morfologia del terreno è comunque la medesima, la Casa Rossa pur modificata emerge sempre sulla collina e anche il terreno poco sotto, situato in zona agricola, mantiene la sua disposizione terrazzata. Nelle vicinanze vi è il bosco, oggi come allora. Con Hermann Hesse siamo in presenza sia di un'opera universale ed eccezionale, sia di un legame essenziale tra creazione letteraria e luogo d'ispirazione: questo luogo anche se in parte modificato è ancora presente e ben leggibile nelle sue principali componenti. Unitamente a questi beni le autorità politiche e culturali dovrebbero anche considerare Casa Camuzzi, dove Hesse scrisse i capolavori del periodo precedente (1919-1931) al suo trasferimento nella Casa Rossa.

Spesso si sostiene che manchino gli strumenti giuridici e le risorse finanziarie per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale: in realtà ciò che manca sono la volontà politica e la coscienza civile e culturale.

Non dobbiamo dimenticare poi che da un punto di vista finanziario la modifica della legge federale sulla pianificazione del territorio, accolta lo scorso 3 marzo da popolo e Cantoni, stabilisce nuovi strumenti atti a sostenere progetti di valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico; nella medesima direzione si inserisce il messaggio del Consiglio di Stato Modifica della legge sullo sviluppo territoriale - Compensazione di vantaggi e svantaggi derivanti dalla pianificazione del territorio attualmente all'esame del Gran Consiglio (ci si augura che tale innovativo messaggio governativo sia evaso positivamente e in tempi brevi).

L'opera di Hermann Hesse, il suo lascito artistico e spirituale così come i luoghi direttamente associati – Casa Camuzzi con il suo parco, Casa Rossa e area circostante – che l'hanno ispirato sono inscindibilmente legati e pertanto meritano di essere salvaguardati e valorizzati grazie a un coerente circuito culturale e turistico (museo e dimore) sull'esempio dei Parchi Letterari creati in Italia dedicati a numerosi autori (Verga e Quasimodo in Sicilia ecc.), o su quello della fondazione internazionale che si occupa del giardino e della casa di Claude Monet a Giverny (salvati anch'essi dalla distruzione e dall'abbattimento!). Inoltre, l'edificio a valle della Casa Rossa potrebbe essere affittato a turisti, sull'esempio delle dimore storiche gestite dalla  Fondation Vacances au cœur du patrimoine, creata nel 2005 da Heimatschutz/Patrimoine suisse/STAN.

 

Tiziano Fontana,

membro del Consiglio direttivo della Società ticinese per l’arte e la natura (STAN)

 

[1] Rielaborazione dell’articolo Hermann Hesse: patrimonio dell’umanità apparso sulla rivista della STAN, Il Nostro Paese, n. 312, aprile-giugno 2012 (pp. 14-25)

[2]Vedi  il sito http://savehermannhesse.com

[3] Sito del Museo e Fondazione Hermann Hesse Montagnola, pagina "Casa Rossa e la passione per il giardinaggio".

[4]  Vedi lo studio specifico del 2007 del professore dell'USI Claudio Visentin dedicato al Museo Hesse di Montagnola (20'000 visitatori nel 2012).

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