salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Di parcodivillaargentina.over-blog.it
Paesaggi e luoghi: Jaccottet e De Blasi
Due mostre attualmente in corso invitano a una riflessione sul paesaggio.
A Riva San Vitale la Casa patriziale ospita, su iniziativa dei "Cittadini per il territorio", le opere del fotografo Donato De Blasi. Egli si accosta al tema, il fiume Laveggio, attraverso due approcci: uno sguardo diretto su di esso e uno indiretto, con l'attenzione rivolta al contesto attraverso il quale il corso d'acqua scorre.
Queste fotografie fanno capire che come il fiume non è pensabile senza il suo intorno, così ogni essere umano esiste grazie alla relazione con il mondo circostante, in un'interdipendenza reciproca. È solo nel confronto con il contesto, umano o naturale, che un luogo o una persona manifestano la loro unicità. E più il contesto è compromesso o sfigurato più il soggetto è limitato e impedito nell'essere se stesso e nello sviluppare le sue potenzialità.
Merita una visita anche la mostra che il Dicastero museo e cultura di Mendrisio dedica a Philippe Jaccottet, ospitandola a Casa Croci (in cui visse l'architetto che ne fu pure il progettista come fu ideatore di Villa Argentina e del suo Parco), luogo particolarmente in sintonia col messaggio del poeta svizzero francese. Attraverso la sua opera egli ci conduce nei paesaggi fisici e interiori con una leggerezza unita a una profondità rare, in quest'epoca di superficialità e frenesia.
Come scrive Francesco Scarabicchi nel saggio contenuto nel catalogo, Jaccottet ci accompagna nel «tentativo di riconoscere quel che avviene una sola volta nella storia del mondo, sia neve o suono, uomo o animale, stagione o borgo, albero o pietra».
Un'affermazione di Jaccottet, proposta in una sala, mi richiama alcuni nostri luoghi speciali: il Laveggio, il Parco di Villa Argentina, la Campagna Adorna ancora verde, Meride: «incontriamo, attraversiamo sovente dei luoghi, quando altrove non ve ne sono più. Cosa è un luogo? Una sorta di centro, messo in relazione con un insieme. Non uno spazio isolato, perso, vano. In quel punto, in passato, si innalzavano degli altari, delle pietre». Anche nel nostro Mendrisiotto incontriamo ancora e amiamo luoghi unici perché carichi di significato e di forza benefica.
Eppure con sempre più furore il nostro patrimonio culturale e naturale è distrutto e il territorio si riempie di non-luoghi o di spazi puramente funzionali.
Queste due mostre aiutano a prendere coscienza che ognuno è chiamato, qui e ora, a scegliere: salvaguardare i luoghi e i paesaggi, o rendersi partecipe, come spettatore o esecutore, della loro distruzione.
Tiziano Fontana, consigliere comunale i Verdi (indipendente)
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