salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Franscini, Cattaneo e la nostra democrazia
Stefano Franscini e Carlo Cattaneo possono ancora ispirarci oggi? La democrazia è sul cammino del dispotismo?
Due recenti conferenze hanno fornito illuminanti risposte a questi interrogativi. Una organizzata dal Circolo di cultura di Mendrisio col prof. Lacaita (presidente della Commissione scientifica del Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo cattaneo) dedicata a due delle personalità più insigni della vita culturale e politica del Ticino dell’Ottocento e l’altra dall'associazione culturale Club Plinio Verda tenuta dal prof. Ciliberto (professore della Scuola Normale Superiore di Pisa) e moderata dal dott. Tuor.
Per quest’ultimo la democrazia corre il pericolo di cadere in una nuova forma di dispotismo. Infatti oggi si manifestano alcune pericolose dinamiche: il primato della dimensione privata su quella pubblica; l’atomizzazione dei cittadini; l'affermazione di oligarchie, non solo economiche; la decadenza dei fondamenti e dei «contrafforti» (Tocqueville) della democrazia.
Ora, il regime democratico vive solo se sono garantiti e si manifestano determinati aspetti: partecipazione, dimensione pubblica, uguaglianza, conflitto temperato da regole e leggi, circolazione delle cariche pubbliche, responsabilità. Oggi, questi valori comuni, pratiche civili, ordinamento giuridico e istituzionale sono in crisi, esattamente come lo sono anche le forme di organizzazione di massa classiche: partiti politici, sindacati, associazioni.
In particolare i partiti non sono più capaci di trovare una mediazione tra i numerosi interessi particolari, così che questi ultimi si impongono brutalmente sull’interesse generale.
La degenerazione del sistema democratico è legato a quella della classe dirigente (politica, economico-finanziaria, culturale). Solo la rigenerazione di questa ultima può garantire una rifondazione della democrazia.
Ecco allora che le chiare analisi del prof. Ciliberto si intrecciano a quelle altrettanto penetranti del prof. Lacaita dedicate a Stefano Franscini e a Carlo Cattaneo.
Entrambi furono propugnatori del progresso civile nel nostro Cantone, dell'«incivilimento» della società e della popolazione ticinese.
Mossi da grandi visioni ideali seppero realizzare progetti fondamentali per il singolo così come per la comunità in cui vissero, partendo sempre da approfondite analisi e conoscenze della realtà (Franscini si batté per introdurre la scienza statistica in Svizzera, che oggi certe forze politiche vorrebbero smantellare perché ritenuta inutile e per contenere la spesa pubblica!).
Queste due personalità sono ancora oggi un esempio vitale da più punti di vista: rigore; etica privata e pubblica; profonda cultura; apertura mentale; visione a lungo termine; dedizione disinteressata al bene comune; amore per l'approfondimento di ogni tema affrontato.
Contrastare la «corruzione» (Macchiavelli) dell'ordinamento politico in corso è oggi una necessità per chi ha a cuore la democrazia, come ha spiegato il prof. Ciliberto, ed è possibile solo se ogni cittadino si impegna, con la stessa fiducia di Franscini e di Cattaneo, nello sforzo di «incivilimento».
Tiziano Fontana, consigliere comunale i Verdi (indipendente)