salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Per una corretta gestione del
Parco pubblico di Villa Argentina a Mendrisio
L'area del Parco di Villa Argentina di proprietà pubblica è iscritta come bene culturale d'importanza cantonale e protetta ai sensi della legge sui beni culturali.
La manutenzione del Parco suscita preoccupazione in numerosi cittadini. Il degrado tocca due suoi elementi costitutivi:
Negli ultimi anni – dall'autunno 2011 – sono state messe a dimora latifoglie e conifere sul lato confinante con il Parco della Casa anziani Torriani così come un gingko biloba e conifere sul lato rivolto verso lo stabile dell'Accademia, laddove sorgeva la monumentale picea abiens pendula major, sciaguratamente tagliata dopo la costruzione dello stabile dell'Accademia (insediamento che ha comportato la distruzione di una parte significativa del Parco, quella su cui sorgevano serre, locale caldaia, letturini, edifici e portici).
Ora, queste nuove piantagioni (gingko e altre essenze) non sono pertinenti né al contesto botanico né all'impianto del parco storico di Villa Argentina e pertanto andrebbero eliminate, a meno che si voglia stravolgere coscientemente sia il disegno architettonico e paesistico dato nell'Ottocento dal progettista arch. Antonio Croci sia il connubio della componente rinascimentale-barocca con quella del giardino all'inglese, che ha caratterizzato il Parco di Villa Argentina almeno fino agli inizi del 2000.
Per capirne la mancata integrazione rimando a due documenti.
Il primo, puntuale, è costituito dal dettagliato studio Parco di Villa Argentina e del ricovero Torriani - Relazione sulla proposta di massima per la sistemazione esterna dell’ottobre 1993, redatto dall’arch. paesaggista Niccardo Righetti. Un documento di fondamentale importanza – in particolare per la parte dedicata allo studio del valore botanico e storico-culturale del Parco – che però il Municipio di Mendrisio ha "dimenticato" in un cassetto dal lontano 1994.
Il secondo, di carattere più generale, è rappresentato dalla Carta dei giardini storici (Carta di Firenze), adottata nel 1982 dal Comitato internazionale dei giardini storici ICOMOS-IFLA. Questo documento mira alla salvaguardia dei giardini (definiti «monumenti viventi») e stabilisce che «(…) l'autenticità di un giardino storico concerne sia il disegno e il volume delle sue parti sia la sua decorazione o la scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono». Inoltre «La scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire periodicamente deve tener conto degli usi stabiliti e riconosciuti per le varie zone botaniche e culturali, in una volontà di mantenimento e ricerca delle specie originali» (art. 12).
È proprio la Relazione dell’arch. Righetti che ci aiuta a comprendere come rispettare gli articoli della Carta dei giardini storici sopra citati e quindi a rispettare le caratteristiche intrinseche di questo luogo che gode la fortuna di essere parzialmente di proprietà pubblica e che dovrebbe offrire vero ristoro alla popolazione urbana sottoposta a troppi influssi negativi.
Per questi motivi i Verdi di Mendrisio hanno presentato in Consiglio comunale una mozione intesa a chiedere una manutenzione del Parco secondo i dettami della Carta dei giardini storici.
Tiziano Fontana, consigliere comunale i Verdi (indipendente)