salvaguardare il Parco di Villa Argentina (Mendrisio) come bene comune; riflettere sul territorio e sul paesaggio del Mendrisiotto e sulla qualità di vita dei suoi abitanti
Lo scorso 20 maggio 2025 abbiamo inoltrato al Municipio la seguente interrogazione (a breve pubblicheremo la risposta municipale, che contiene alcune grossolane frottole, con commento: siamo stufi di risposte allestite da funzionari che manipolano la realtà).
Mendrisio, 20 maggio 2025
Parco di Villa Argentin
Gentili Sindaco e municipali,
diversi cittadini che frequentano abitualmente il Parco di Villa Argentina ci hanno segnalato diversi aspetti critici; altri sono emersi recentemente e sono legati a segnalazioni promosse dai membri del Comitato Parco di Villa Argentina e sui quali si erano trovate soluzioni tecniche indispensabili che ora non sembrano rispettate.
1) a seguito dell’istanza di intervento 18 aprile 2024 promossa dal Comitato Parco di Villa Argentina inviata all’Ufficio dei beni culturali, che chiedeva un intervento urgente contro il degrado e l’incuria dei muri storici situati nella parte superiore del parco - e beni culturali di interesse cantonale -, e a seguito del sopralluogo avvenuto in data 26 giugno 2024, il Capo Ufficio dei beni culturali arch. Endrio Ruggiero aveva scritto alle parti presenti (per l’UTC di Mendrisio arch. Mitka Fontana; per il Comitato Parco di Villa Argentina arch. del paesaggio FSAP Heiner Rodel e Tiziano Fontana) quanto segue:
«vi ringrazio per il sopralluogo di questa mattina che ha permesso di sincerarsi dello stato di conservazione di taluni manufatti ed in particolare di discutere della problematica legata alla pulitura del muro del Belvedere dall’edera e da altre piante infestanti che rischiano di comprometterne la stabilità.
Si è stabilito che si provvederà, in tempi brevi e ragionevoli, alla manutenzione straordinaria di due settori secondo le modalità discusse (taglio del fogliame sporgente a diminuzione del carico, taglio al piede delle radici, attesa dell’essicamento delle piante infestanti e rimozione controllata delle radici dalle murature).
Occorrerà prevedere, prima e dopo, puntuali interventi di consolidamento delle murature con pietrame e malta a base di calce con colore e tessitura simili all’esistente; in particolare va risarcita al più presto la lacuna presente a sud e provvedere al consolidamento della copertina sul passaggio inferiore.
Confermiamo altresì che tali lavori possono beneficiare di sussidi ai sensi della Legge sulla protezione dei beni culturali (LBC)».
Le modalità sopra descritte furono suggerite dall’arch. del paesaggio FSAP Heiner Rodel che specificò che tali interventi solitamente sono realizzati nel periodo invernale (per ragioni evidenti anche ai non esperti) e sono da eseguire con la massima cura per evitare ulteriore degrado della sostanza storica protetta.
Nel novembre 2024 ci era stato annunciato che l’UBC aveva approvato il progetto di intervento e sosteneva finanziariamente l’operazione, che sarebbe stata svolta da un’azienda specializzata.
Trascorsi ben tredici mesi dalla segnalazione e cinque mesi dalla conferma del progetto approvato anche dall’UBC, negli scorsi giorni sono stati avviati gli interventi sui muri protetti procedendo non solo al taglio al piede delle radici ma anche alla rimozione della vegetazione, soprattutto edera, con relative parti murarie coinvolte (cfr. fotografie 1). Un’operazione che non tiene conto di quanto discusso e indicato con estrema chiarezza dall’Ufficio dei beni culturali.
2) all’esterno del parco della villa, di fronte alla parte collinare, è scomparso / stato rimosso, da alcuni mesi da quanto comunicatoci, il cartello presente da decenni che indicava il divieto di far passeggiare i cani e di giocare al pallone all’interno del parco della Villa; ora si vedono diversi padroni di cane che lasciano fare ai loro amici a quattro zampe i bisogni nelle aiuole attorno alla villa e nei prati più estesi, laddove giocano i bambini anche delle scuole dell’infanzia e delle scuole elementari (cfr. fotografie 2);
3) nel prato più esteso si vedono ragazzini giocare al pallone utilizzando come porta la grotta, che viene colpita da pallonate sia al suo interno che al suo esterno;
3) nell’area del Parco dove sorgeva il diroccato rurale, oggetto negli scorsi anni di interventi da parte degli studenti di un corso di progettazione dell’Accademia di architettura, si stanno ultimando strutture per orti da parte degli studenti con l’utilizzo di pneumatici quali parti delle strutture lignee (cfr. fotografie 3);
4) uno dei tre pini neri presenti a fianco della villa, oggetto negli scorsi anni di interventi per contrastare insetti nocivi, presenta svariati rami secchi: il suo degrado desta allarme, anche perché è uno dei pini storici ben descritti dall’arch. del paesaggio Niccardo Righetti nella sua mirabile relazione del 1993 (cfr. fotografia 4).
5) sopra la caverna, oggetto culturalmente rilevante del parco disegnato dall’arch. Croci nell’Ottocento, è stata posata negli scorsi anni una siepe che, a detta di esperti, nuoce al manufatto a causa delle radici, oltre che costituire un non-senso culturale per chi ha presente la spiegazione dell’arch. Righetti. Del resto per oltre trent’anni quel luogo è rimasto libero da siepi senza che avvenissero incidenti.
Fatte queste premesse chiediamo:
1. A) per quale motivo si stanno eseguendo lavori ai muri ottocenteschi senza rispettare le indicazioni dell’UBC: in particolare perché non sono stati eseguiti i tagli nel periodo invernale come suggerito, in modo da poter rimuovere in primavera, con le dovute attenzioni, la vegetazione nel frattempo seccata? B) chi sta eseguendo gli interventi? C) chi è il responsabile della manutenzione del parco all’interno dell’UTC? D) per quale motivo non è ancora stata «risarcita la lacuna presente a sud», vale a dire il foro rotondo nel muro?
2. per quale motivo è stato rimosso il cartello all’esterno del muro perimetrale? Sarà riposizionato, come in passato? Si vigilerà affinché i cani e il gioco del pallone non siano più svolti all’interno del parco storico (come avviene in tutti i parchi storici delle città europee)?
3. non ritenete fuori luogo perché inquinanti – oltre che diseducativi visto che si vuole coinvolgere le scuole elementari - l’utilizzo di pneumatici nell’area orto? Intendete farli rimuovere?
4. è stata fatta svolgere una perizia sullo stato di salute del pino nero indicato al punto 4? È possibile fermare il suo degrado?
5. per quale motivo è stata piantata una siepe sopra la caverna? Chi ha deciso la sua piantumazione? Siete consapevoli dei danni che potrà arrecare, a lungo termine, alla struttura della caverna sottostante?
Tiziano Fontana, CC Lista civica, redattore dell’atto
Antonia Bremer Bernasconi, CC Lista civica
Giampaolo Baragiola, CC L’Alternativa, a titolo personale