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8 aprile 2018 7 08 /04 /aprile /2018 22:53

Pubblico uno scritto - poema di Giorgio Nebbia dedicato al giorno dell'Acqua, il 22 marzo.

Il 22 marzo è la mia giornata e quest'anno voglio parlare di me: sono la goccia di acqua. Di gocce simili a me ce ne sono in numero sterminato, tutte intorno a voi, nel mare davanti a Genova o Palermo o Trieste, ma siamo tutte in continuo movimento e ciascuna di noi ha una sua storia. Io sono in questo momento nel mare, ma sta sorgendo il Sole e il suo calore scalda me e tutte le mie compagne. Questo calore mi trasforma dallo stato di goccia liquida allo stato di vapore e mi disperdo perciò nell'aria. C'è una forza che mi spinge verso l'alto, nell'atmosfera, ma ben presto mi sento circondata da aria fredda che mi costringe a tornare, dallo stato di vapore, allo stato di goccia d'acqua, che è poi lo stato più naturale per me, che mi piace di più.
Come goccia sono più pesante dell'aria e scendo rapidamente; molte mie compagne, e qualche volta anch'io, ricadiamo di nuovo nel mare, ma oggi cado sul suolo di una zona interna dell’Appennino. Benché sia così piccina, arrivo sul terreno con una forza di caduta enorme al punto da disgregare le rocce e da sollevare tutto intorno la polvere; non per vantarmi (e non ci sarebbe da vantarsi) nella mia caduta sul suolo scavo un cratere quasi come una bomba. Il terreno su cui sono caduta è inclinato e io scendo in basso, verso quella che voi chiamate pianura e costa, trascinandomi dietro un po' della polvere disgregata dal terreno.
l mio cammino finisce dopo poco, in un lungo tubo buio; sento una grande forza che mi trascina, voi umani le chiamate pompe, e una di queste mi attira e mi spinge; per un po' di tempo non vedo niente, ma poi ritrovo la luce uscendo da un rubinetto e mi ritrovo fra le mani di un bambino che si sta lavando. La cosa mi piace fino a un certo punto perché il bambino si toglie lo sporco dalle mani con una roba schiumosa, quella che voi chiamate sapone, e io mi ritrovo tutta inquinata.
Dopo qualche istante sono trascinata, con tante mie compagne, lungo lo scarico del lavandino e qui le cose cominciano a mettersi male; lo scarico è collegato con altri tubi e altri tubi ancora e qui sono circondata da tantissime mie compagne ancora più sporche e inquinate di me; tutto intorno a noi, povere gocce d'acqua, ci sono porcherie, residui di cibo, sostanze schiumose, avanzi di fibre che, mi dicono, vengono dalle macchine che voi chiamate lavatrici. Voi umani scrivete delle belle poesie sull'acqua e anche un vostro santo ha detto che l'acqua è vostra sorella, ma all'atto pratico ci trattate davvero male. Alla fine arrivo in un aggeggio che chiamano depuratore e, con vari maltrattamenti, separano da me almeno una parte delle sporcizie con cui ho viaggiato nelle ultime ore.
Finalmente un tubo mi rigetta nel mare; ero così contenta di viaggiare nell'aria e sul suolo, ma adesso mi rendo conto di avere passato una brutta avventura; speriamo vada meglio la prossima volta. Dopo qualche giorno di nuovo il calore solare mi fa evaporare dal mare e questa volta vengo trascinata da un vortice di vento che mi porta in alto e lontano. Nel mio stato di vapore guardo sotto di me e vedo altri grandi mari e terre e questa volta trovo uno strato freddo a grande altezza e finalmente torno allo stato liquido di goccia e scendo verso il suolo.
Nella mia precedente caduta sulla terra nessuno si è occupato di me e mi hanno anzi maltrattata con le lavatrici e le fogne e i depuratori, ma adesso, mentre sto scendendo, vedo tante mani alzate verso di me ci sono tanti bambini e la loro pelle è colorata di scuro, molto diversa da quella bianca del bambino che mi ha usato per lavarsi le mani. La mani di questi bambini mi toccano, mi accarezzano, come se fossi un regalo del cielo; da quel che capisco, da mesi non vedevano una goccia di acqua e ne avevano disperato bisogno per preparare il cibo, per bere, per irrigare i campi da cui trarre i raccolti, per abbeverare i magri animali che vedo intorno a me. Questi umani almeno mi dicono grazie e mi raccolgono come una cosa preziosa; ogni piccola goccia di acqua come me viene messa entro vasi e stanno tutti attenti perché nessuna di noi cada a terra o vada persa.
Chi sa perché voi umani siete così diversi nei confronti della umile e preziosa goccia di acqua. Mi piacerebbe che la prossima volta che scendo su una delle vostre terre, piene di automobili e di pompe e lavatrici e tubi, mi salutaste con affetto o almeno con rispetto. Se qualche volta qualcuna di noi scorre troppo rapidamente verso la pianura e allaga i vostri campi non è colpa nostra; siete voi che avete maltrattato il suolo dimenticando che noi gocce d'acqua abbiamo le nostre regole e forze e possiamo arrivare nella vostra vita senza danni se imparate a conoscere come ci muoviamo sul suolo, nel sottosuolo, fra gli alberi e dentro le foglie.
L'acqua è vita e noi gocce d'acqua la vita portiamo a tutti voi terrestri, di pelle bianca o colorata.

 

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29 marzo 2018 4 29 /03 /marzo /2018 22:21

Mendrisio, 11 marzo 2018

INTERPELLANZA

Piazza del Ponte II

 

Signor Sindaco e signori Municipali,

il protrarsi della vicenda di Piazza del Ponte e dell'edificio ex Jelmoli suscita stupore e incredulità tra la popolazione, che nutre sempre meno fiducia nelle autorità visto il mancato rispetto della volontà popolare espressa sia tramite la sottoscrizione della petizione del novembre 2007 Per una Piazza del Ponte degna del suo nome, sia con il referendum del 2016 contro la variante pianificatoria.

 

Nel frattempo vi sono due elementi che meritano chiarimenti.

La licenza edilizia per la demolizione dell’edificio ex-Jelmoli è datata 23 febbraio 2016 (cfr. MM 10/2016); pertanto sono scaduti i due anni di validità della licenza stessa.

Inoltre, rispondendo alla mia interpellanza del 24 settembre 2017 avete riferito, in merito al concorso per l'abbattimento dell’edificio ex-Jelmoli, che «con la decisione di annullamento di una gara a procedura libera, la legge permette l’attuazione di una procedura di gara a invito (LCPub art 11). L’UTC e il progettista ha raccolto informazioni sull’idoneità di alcune ditte e nel corso del prossimo mese sottoporranno i nominativi al Municipio, alfine di procedere all’apertura di una nuova gara d’appalto, questa volta ad invito. L’aggiudicazione verosimilmente avverrà 3 mesi dopo l’apertura del concorso»

 

Considerato quanto sopra desidero sapere:

- la licenza edilizia per la demolizione dell'edificio ex Jelmoli è stata rinnovata?

- l'appalto per la demolizione dello stabile è stato assegnato?

- quando avrà luogo la demolizione dell'edificio ex Jelmoli?

 

Ringraziando per l'attenzione porgo i migliori saluti.

 

Tiziano Fontana, CC i Verdi

 

 

La risposta del Municipio, data durante il Consiglio comunale del 20 marzo, è stata:

per 1): si

per 2): no

per 3): non sappiamo ancora (ecc.)

 

Leggeremo, appena pronto il verbale della seduta, la risposta completa; va riconosciuto al Municipio un'idea geniale: per sviare i mass media - spesso superficiali e pronti ad abboccare a quanto il Potere vuole far passare come messaggio - dalle imbarazzanti risposte all' interpellanza, l'Esecutivo ha proiettato il rendering della sistemazione provvisoria della Piazza, così ha spostato l'attenzione sulla sistemazione (chiamando in causa ancora una volta il Cantone ...); un buon giornalista avrebbe dovuto chiedere al Municipio come mai le due procedure di concorso - una libera e l'altra su invito - sono andate a vuoto e con quali differenze rispetto al preventivo allestito dall'Ufficio tecnico comunale e/o da terzi (abbiamo chiesto in Commissione della gestione chi ha allestito il preventivo; sappiamo che la Comal SA ha allestito la domanda di costruzione per la demolizione dello stabile). Vedremo fra qualche mese.

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12 marzo 2018 1 12 /03 /marzo /2018 23:17

Dal 28 febbraio al 14 marzo è in pubblicazione la notifica di costruzione, da parte dell'Università della Svizzera Italiana, per la posa di una scultura metallica che, stando alla Memoria descrittiva, è "un elemento attrattivo ed espositivo".

Camminando lungo via Alfonso Turconi venerdì 9 marzo ho notato che vi era una struttura metallica tubolare, così come altre persone che l'hanno segnalata; ieri sono stato in UTC a visionare l'incarto e ho chiesto spiegazioni per capire se la notifica riguarda una struttura provvisoria e se quanto già realizzato corrisponde all'oggetto della notifica: in UTC hanno notato che la "scultura-struttura reticolare" è già stata posata e che non è specificato se si tratta di una struttura provvisoria o no.

L'Accademia dopo aver dimenticato di posizionare le modine per la domanda di costruzione degli atelier - sono stati costretti a farlo dopo una segnalazione dell'arch. Antonini vicepresidente della STAN - ora erige la struttura metallica prima del termine di pubblicazione della notifica: l'Accademia fa quello che vuole, infischiandosene delle leggi. Un plauso.   

Dopo aver fatto sparire i cancelli ottocenteschi, nascosto un'intera ala dell'edificio ex OBV -  bene culturale cantonale e federale ! -  con la biblioteca di legno e non aver sostituito gli alberi maestosi presenti per un secolo,  ora si prosegue nella banalizzazione di quel luogo un tempo maestoso con una struttura del genere ...  

Che senso di precarietà., incompletezza e banalizzazione rispetto alla perfetta sistemazione originale e alla monumentale bellezza dell'edificio ottocentesco.

Tiziano

Scultura davanti al fu Ospizio/Opsedale della Beata Vergine
Scultura davanti al fu Ospizio/Opsedale della Beata Vergine
Scultura davanti al fu Ospizio/Opsedale della Beata Vergine
Scultura davanti al fu Ospizio/Opsedale della Beata Vergine
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28 febbraio 2018 3 28 /02 /febbraio /2018 21:45

                             Mendrisio, 27 febbraio 2018

 

INTERROGAZIONE

 

Quale politica per salvaguardare

edifici potenzialmente degni di essere tutelati

come beni culturali di interesse locale ?

 

Signori Sindaco e Municipali,

 

dall'analisi comparativa tra i principali Comuni del Cantone Ticino, Mendrisio risulta essere il più arretrato in materia di salvaguardia dei beni culturali di interesse locale.

I Municipi di Lugano, Bellinzona e Locarno, hanno avviato da anni procedure di varianti pianificatorie intese a salvaguardare edifici o quartieri degni di protezione, rispondendo così a sollecitazioni – mozioni e interrogazioni – di consiglieri comunali di diversi partiti.

A Mendrisio il gruppo dei Verdi ha presentato nel 2013 la mozione «Per la protezione del patrimonio architettonico del nuovo Comune di Mendrisio» tramite la quale si chiede l’elaborazione dell'elenco di edifici di pregio architettonico, storico, culturale e artistico degni di protezione, vista la distruzione in atto da tempo nei dieci quartieri in generale e a Mendrisio in particolare, dove ciononostante troviamo ancora esempi rimarchevoli da considerare. Proprio per fermare questa dinamica al punto 4 abbiamo chiesto che «in attesa del consolidamento legale dell'elenco e delle varianti del PR eventuali domande di costruzione che condurrebbero alla distruzione di beni considerati da tutelare dall'ISOS o da altri documenti pianificatori sono sospese». Nessuna variante pianificatoria per i beni culturali è però stata avviata.

 

La lacuna giuridico-pianificatoria riguardante i beni culturali di interesse locale sta conducendo a situazioni di concreta minaccia a edifici potenzialmente degni di essere protetti. Le domande di costruzione per demolire edifici di pregio storico-architettonico o per modificare la sostanza storica di ville e parchi si susseguono a ritmo sostenuto.

 

Ultimo esempio la licenza edilizia del 13.12.2017 per la demolizione degli stabili (ex garage Malacrida) esistenti sul fmn 1777 RFD Mendrisio.

Nella motivazione a sostegno del rilascio della licenza sostenete che l'Ufficio dei Beni Culturali e la Commissione dei beni culturali non hanno ravvisato una sostanza monumentale tale da giustificare una tutela a livello cantonale ai sensi della Legge sulla protezione dei beni culturali e che non avete alcuno strumento per opporvi alla demolizione dello stabile. Affermate anche che non ha «alcuna rilevanza» il fatto che è pendente dal 2013 in Consiglio Comunale la mozione «Per la protezione del patrimonio architettonico del nuovo Comune di Mendrisio».

Eppure, proprio nel caso dell'ex garage Malacrida vi erano due aspetti da tenere presenti:

  1. nell'Avviso cantonale n. 102755 del 20 ottobre 2017 allegato alla licenza edilizia è riportato il preavviso dell'Ufficio dei beni culturali (UBC) che sottolinea il valore tanto architettonico quanto urbanistico del garage con abitazione; ne riprendo alcuni passaggi: «Dalle prime analisi condotte dal nostro ufficio risulta che il garage con abitazione (…) è un edificio interessante dal punto di vista architettonico (…). Esso è stato inserito nel Censimento dei beni culturali (scheda A30047). (…) Teniamo inoltre a segnalare che il singolare edificio, per la sua tipologia e la qualità architettonica, è stato a più riprese assegnato quale argomento di studio agli studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, a dimostrazione che si tratta di un'opera di valore. Anche dal punto di vista urbanistico la costruzione è significativa (…)».
  2. in questi casi vi sono articoli di legge che permettono a un Esecutivo di non rilasciare licenze edilizie, tra i quali quelli previsti dalla Legge edilizia e dalla Legge sullo sviluppo territoriale (come per esempio la decisione sospensiva, art. 62 Lst).
     
    Il caso specifico di cui sopra, simile a molti altri, conduce a una riflessione generale:
    se il Municipio rilascia una licenza edilizia per la demolizione o lo modifica della sostanza storica di un edificio giuridicamente non tutelato ma potenzialmente degno di essere salvaguardato come bene culturale di interesse locale, di fatto esso autorizza la distruzione o lo snaturamento sostanziale dell'edificio in questione e in tal modo impedisce al Consiglio Comunale di svolgere il proprio compito istituzionale assegnato dalle leggi in materia di protezione dei beni culturali e di Piano regolatore. Infatti, l'art. 20 della Legge sulla protezione dei beni culturali (LBC) specifica al cpv. 2 che «il Legislativo comunale decide quali immobili di interesse locale proteggere».
     
    Fatte queste considerazioni desidero sapere:
     
  1. Per quale motivo nel caso specifico dell'ex garage Malacrida non avete voluto utilizzare gli articoli della legge edilizia e della Lst, malgrado vi fossero elementi di valutazione culturale più che sufficienti per (almeno) sospendere la domanda di costruzione?
  2. Non ritenete necessario elaborare una strategia particolare per le procedure edilizie concernenti edifici potenzialmente da inserire nell'inventario dei beni culturali di interesse locale ma che non sono ancora legalmente protetti?
  3. Il Piano direttore comunale (PDc) attualmente in fase di elaborazione non ha alcun vincolo giuridico per i privati: pertanto come intendete gestire le procedure edilizie che minacciano edifici che possono essere potenzialmente salvaguardati come beni culturali nel lasso di tempo che vi sarà tra l'elaborazione e l’adozione del PDc e l'avvio delle varianti di PR (per esempio una sui beni culturali)?
  4. Il Dipartimento del territorio in questi ultimi anni sta sistematicamente richiamando i Municipi dei Comuni inadempienti ad allestire varianti pianificatorie dedicate ai beni culturali di interesse locale: Mendrisio ha ricevuto una tale richiesta da parte del Dipartimento del territorio?
     
    Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.
     
     

Tiziano Fontana, CC i Verdi

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18 febbraio 2018 7 18 /02 /febbraio /2018 18:10

Pubblico l'articolo apparso sul Corriere del Ticino di giovedì 15 febbraio.

Ho inviato il medesimo scritto al settimanale l'Informatore che ha ripreso alcuni passaggi in un articolo dedicato a Università, ex OBV e Parco: ho scritto alla redazione con l'invito di pubblicarlo integralmente per rispetto ai 2870 cittadini che hanno sottoscritto la petizione del 2009, ma finora niente: vedremo se hanno paura del libero confronto oppure se avranno il coraggio di pubblicarlo.

Tiziano

Il Parco di Villa Argentina

 

In questi giorni la variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina è formalmente entrata in vigore.

Fortunatamente non è la variante approvata dalla maggioranza del Consiglio comunale durante la seduta del 13 luglio 2015, bensì quella modificata dal Consiglio di Stato nel 2017, a seguito della parziale approvazione dei ricorsi di sette membri del Comitato Parco di Villa Argentina e della Società ticinese per l'arte e la natura (STAN). Si tratta quindi di una versione migliore di quella voluta da Municipio (all'unanimità) e dalla maggioranza del Consiglio comunale.

Il Consiglio di Stato infatti, accogliendo parzialmente i ricorsi, ha imposto al Comune alcuni punti importanti: 1) la proposta di estensione della protezione quale bene culturale di interesse cantonale su una vasta porzione (più dei due terzi) della parte superiore del parco di Villa Argentina (corrispondente al fondo mapp. 3043 oggi di proprietà privata che comprende: area collinare con il muro del belvedere, area pianeggiante retrostante, altri muri perimetrali originali): questo primo aspetto è per noi essenziale e riprende in parte la tutela completa del Parco adottata nel 1985; 2) l'estensione del perimetro di rispetto cantonale a tutela del complesso di Villa Argentina e del Vecchio Ospedale; 3) alcune modifiche puntuali dell’articolo 7 delle Norme di attuazione per il comparto B (parco-giardino attorno alla villa, tutelato come bene culturale di interesse cantonale fin dal 1987) e per il comparto F (l'USI-Accademia dovrà rispettare gli indici e i parametri edilizi previsti per quel settore, senza godere di eccezioni come invece proposte dal Municipio e accettate dalla maggioranza del Consiglio comunale); 4) tutela dei muri perimetrali della parte collinare.

Queste sostanziali modifiche sottomettono alla Legge sui beni culturali qualsiasi intervento nel comparto di Villa Argentina: una garanzia per diminuire il più possibile la minaccia di interventi sconsiderati in quest'area di grandissimo valore culturale, artistico, paesaggistico e sociale.

Possiamo allora dire che finalmente il Parco storico di Villa Argentina è salvo da interventi distruttori, come 2'780 cittadini di Mendrisio hanno chiesto sottoscrivendo la petizione «Un magnifico Parco per il Magnifico borgo» nella primavera del 2009?

Purtroppo possiamo rispondere che lo è solo in parte.

Infatti, il Consiglio di Stato ha confermato la volontà di Municipio e maggioranza del Consiglio Comunale di permettere di edificare nel comparto A1 (area del mapp. 3043 di proprietà privata confinante con l’Istituto per minorenni Paolo Torriani) uno o più edifici per l'espansione del Campus universitario/dell'Accademia. In quest'area il Governo ha però, almeno, imposto la tutela dei muri di cinta del comparto, onde escludere la loro completa demolizione (permessa invece dalla proposta pianificatoria municipale). Ricordo che proprio su parte di quell'area destinata a essere cementificata dall'Università della Svizzera italiana con un intervento di sbancamento collinare, che sarà devastante paesaggisticamente vista la morfologia del terreno, il Comitato Parco di Villa Argentina ha proposto con il bellissimo progetto dell'arch. paesaggista Heiner Rodel l'insediamento di orti comunali e scolastici con il mantenimento di un edificio di servizio di modeste dimensioni avente la medesima volumetria del rudere agricolo ancora oggi esistente.

Il Consiglio di Stato nella sua decisione ha evitato anche di confrontarsi con il contenuto della presa di posizione degli esperti del Gruppo di lavoro per la conservazione dei giardini storici della sezione svizzera dell'associazione ICOMOS (associazione internazionale di esperti che hanno elaborato la Carta dei giardini storici), prodotta dai ricorrenti quale ulteriore mezzo di approfondimento e valutazione della variante e del valore del Parco storico. Procedendo in tal modo non ha scritto una bella pagina di cultura del territorio e di difesa dei beni culturali.

Ora, con l'iter pianificatorio terminato, sono necessari due passi decisivi: che il Consiglio di Stato consolidi la proposta di estensione della tutela quale bene culturale di interesse cantonale sulla parte superiore e collinare del Parco, come indicato nella sua decisione del 2017; che il Comune di Mendrisio acquisti il fondo mappale 3043.

 

Tiziano Fontana, coordinatore Comitato Parco di Villa Argentina

 

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14 gennaio 2018 7 14 /01 /gennaio /2018 23:01

Ripropongo un articolo che mi aveva pubblicato il settimanale AGRICOLTORE TICINESE il 23 gennaio 2012. Non ha perso attualità.

Tiziano

Sviluppo territoriale, terre fertili e Campagna Adorna
Agricoltore Ticinese, 23-01-2012

Le dinamiche mondiali, nazionali e regionali suggeriscono una svolta radicale nell’approccio al territorio e alle terre non ancora edificate, in particolare a quelle agricole (inserite però in zona edificabile), che rischiano di essere cementificate in pochi anni.
A livello mondiale constatiamo in primo luogo il “problema della crescente invivibilità del nostro pianeta”, denunciato per esempio dal prof. Giovanni Sartori sul Corriere della Sera, con la “rarefazione delle risorse naturali” (siccità, desertificazione, popolazioni affamate e via dicendo). In secondo luogo il problema dell’accaparramento delle terre agricole (il cosiddetto land grabbing) in Asia, Africa, America Latina ed Europa dell’Est, aggravatosi negli ultimi due anni in seguito alla crisi dei prezzi dei generi alimentari (2007-2008): un fenomeno denunciato da tempo da diverse organizzazioni non governative, quali Grain, Oxfam, Swissaid. Gli attori di questa corsa all'acquisto o all'affitto di terre fertili sono sia gli Stati, come la Cina e l’Arabia Saudita, con lo scopo di sfamare le proprie popolazioni, sia le imprese multinazionali, le banche e i fondi d’investimento, per motivi speculativi. Di conseguenza il valore commerciale della terra sta aumentando vertiginosamente, così come il prezzo del cibo: da qui le rivolte di popolazioni affamate e disperate. Questi due problemi, invivibilità del pianeta Terra e accaparramento delle terre coltivabili, sono correlati e rendono di fatto le terre fertili un bene di valore inestimabile, perché sempre più conteso, mercificato e consumato.
A livello nazionale “l'espansione disordinata degli insediamenti e la distruzione dei terreni coltivi sono problemi insoluti della pianificazione del territorio svizzera”: così si esprime l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) nel suo Rapporto sulla Politica agricola 2014-2017, riprendendo la posizione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), secondo cui “il grado di sostenibilità dello sviluppo territoriale in Svizzera non è sufficiente”. Infatti, l'insostenibilità dell'urbanizzazione degli ultimi trent’anni è oggi riconosciuta da tutti: “in Svizzera, secondo le analisi dell’ARE, si registra una perdita di 76 mq di terreno agricolo al minuto”. Da queste analisi si deduce che finora non vi è stata un'autorità politica, né a livello federale e né a livello cantonale, capace di far rispettare i principi sanciti dalla Costituzione federale (art. 75) che prevede “un’appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e (…) un ordinato insediamento del territorio”. Di fatto le "autonomie" sia cantonali sia comunali il più delle volte hanno seguito visioni particolaristiche e limitate. In Ticino, come in altri Cantoni svizzeri e Paesi occidentali, si cementifica a un ritmo forsennato.
A livello regionale, per restare al Mendrisiotto, lo studio strategico ‘Alto Mendrisiotto insieme con energia dialogo e passione’ afferma che il territorio in questione “(…) è teatro negli ultimi decenni di un processo di crescita non sostenibile (…); tra il 1985 e il 1997 sono scomparsi ben 140 ha [1'400'000 mq] di territorio agricolo (ovvero il 14%) mentre le superfici d’insediamento sono aumentate al ritmo di oltre 2 mq ogni dieci minuti.(…) Ciò che preoccupa in prospettiva sono le riserve di terreni edificabili già oggi esistenti che consentirebbero il raddoppio della popolazione”. Queste analisi accrescono l'importanza del rapporto della Sezione dello sviluppo territoriale (dicembre 2009) concernente la pianificazione del comparto di Valera secondo cui “(…) un elemento non considerato nella proposta, ma meritevole di essere esaminato, è il recupero di superfici agricole che contribuirebbero a rafforzare l'immagine paesaggistica di spazio non costruito”. Ora, alla funzione paesaggistica, svolta da quei terreni, deve essere associata la funzione agricola, che è primaria. Tutta l'area di Valera e della Campagna Adorna dovranno essere preservate da una nuova invasione di cemento e dovranno mantenere la vocazione agricola: i terreni ancora coltivati, ma che si trovano in zona edificabile, dovranno essere dezonati e posti in zona verde. Ci sono zone ormai irrimediabilmente perse ma altre ancora recuperabili, perché inserite in un contesto di pregio, come Valera e la Campagna Adorna, nei cui confronti la politica deve cambiare i propri obiettivi.
In un prossimo futuro le terre fertili acquisteranno un'importanza e un prezzo molto più elevati degli attuali, essendo sempre più rare ma indispensabili alla nostra sopravvivenza. Qualsiasi costo sarà comunque inferiore al valore che una comunità responsabile dovrebbe riconoscere naturalmente al proprio territorio, un bene comune vitale.

Tiziano Fontana

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9 gennaio 2018 2 09 /01 /gennaio /2018 23:16

dedico la poesia IF di Rudyard Kipling a coloro che si battono per il rispetto del Pianeta Terra e degli equilibri ecologici

Tiziano

IF

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c'è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

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26 dicembre 2017 2 26 /12 /dicembre /2017 22:38

Nel giorno di Natale papa Francesco ha ricordato che "oggi, mentre sul mondo soffiano venti di guerra e un modello di sviluppo ormai superato continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale, il Natale ci richiama al segno del Bambino, e a riconoscerlo nei volti dei bambini, specialmente di quelli per i quali, come per Gesù, «non c’è posto nell’alloggio» (Lc 2,7)".

 


 

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6 dicembre 2017 3 06 /12 /dicembre /2017 23:35
gru e speculazione grazie ai Piani Regolatori dei partiti del cemento

gru e speculazione grazie ai Piani Regolatori dei partiti del cemento

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10 novembre 2017 5 10 /11 /novembre /2017 21:11

 

Sezione ticinese di Heimatschutz

Casella postale 1146

via Borghese 42

6601 Locarno

T 091 751 16 25                                                           

Ai Municipi di Balerna e Morbio Inferiore

 

                                                                                    Locarno/TF, 9 novembre 2017

 

OSSERVAZIONI

 

inoltrate dalla STAN, Società ticinese per l’arte e la natura, Locarno, alla Variante di piano regolatore intercomunale nei comuni di Balerna e Morbio Inferiore, comprensorio Bisio – Serfontana.

 

In ordine:

Il termine per presentare le osservazioni scade oggi e pertanto le stesse sono tempestive.

 

In fatto e in diritto:

La STAN limita le sue osservazioni alla componente naturalistica e paesaggistica.

 

Nel Rapporto di Pianificazione si può leggere che: «I Comuni di Balerna e Morbio Inferiore hanno riconosciuto la necessità di aggiornare i rispettivi Piani regolatori per quel che concerne il comprensorio a cavallo dei due comuni oggetto attualmente di una zona di pianificazione. Le potenzialità edificatorie ancora presenti, permesse dai PR in vigore, necessitano infatti di essere riviste e regolate in modo da poter scongiurare il rischio di un disordine urbanistico e funzionale insito nella dinamica di sviluppo delle zone commerciali-industriali, in assenza di una visione strategica d’insieme» e come obiettivi sono posti: «In particolare, la variante persegue i seguenti obiettivi:

  • ridurre gli attuali problemi di viabilità e di posteggi
  • migliorare le condizioni ambientali
  • creare modalità di accesso al comparto più funzionali
  • procedere ad un riordino urbanistico del comparto (riorganizzazione della viabilità interna, gestione dei posteggi, mobilità pedonale e pubblica; ridisegno del verde lungo il fiume Breggia
  • promuovere la collaborazione tra enti pubblici e privati».

 

Come si legge nell'Esame preliminare del Dipartimento del territorio alle pagine 7-9 il comparto in esame è stato fortemente manomesso nelle sue componenti naturali di particolare pregio negli anni Sessanta-Ottanta del Novecento, quando furono realizzati il tracciato dell'Autostrada A2 e dello svincolo di Chiasso e, in seguito, i centri commerciali. Anche l'espansione residenziale ha influito sulle medesime componenti.

Si condivide in linea di massima l'indirizzo espresso nel Rapporto di pianificazione laddove si indica che «iI concetto paesaggistico si fonda sul recupero, il ridisegno e la valorizzazione dell’area verde lungo il fiume Breggia».

 

Si ritiene però che quanto proposto con la variante non vada nella direzione di una reale riqualifica e pertanto si chiede che si riorienti la variante.   

Infatti, l'elaborazione di una variante pianificatoria intercomunale dovrebbe essere un'ottima occasione per rivedere gli orientamenti del passato che hanno condotto alla critica situazione attuale; la nuova variante dovrebbe essere orientata a una riqualifica del territorio e a un ridimensionamento delle aree commerciali per ristabilire almeno parzialmente un equilibrio tra sviluppo urbano ed esigenze ecologiche delle componenti naturali, così da ridimensionare la situazione compromessa con gli interventi invasivi dei decenni passati.

In questo senso si condivide l'analisi critica dello sviluppo urbano del passato contenuta nel Rapporto di Pianificazione: «(…) A questo proposito è utile osservare come nel passato (negli anni sessanta), l’intero comprensorio sia stato interessato da profonde modifiche dovute alla realizzazione dello svincolo autostradale di Bisio che ha comportato anche la correzione incisiva dell’andamento del fiume Breggia. La volontà di procedere a una rinaturalizzazione è da considerare come un recupero della memoria storica della presenza dell’acqua prima degli interventi in negativo da parte dell’uomo (incanalamento / inquinamento). Il progetto vuole pertanto essere un doveroso riconoscimento degli errori fatti come monito per le future generazioni».

Non si condivide però la gerarchia degli interventi proposti né l'essenza della variante che ha il proprio perno attorno allo sviluppo ulteriore delle attività produttive, lavorative, commerciali.

In questa logica la STAN chiede che l'obiettivo centrale della variante diventi la creazione del Parco fluviale con la rinaturazione del fiume Breggia e la riqualifica degli spazi verdi di pertinenza in modo da dare una coerenza a tutto il comparto legandolo al Parco delle Gole delle Breggia.

Come indica anche il Cantone nel suo Esame preliminare la tratta del fiume Breggia che scorre nel comparto oggetto della variante è compresa nella Pianificazione strategica cantonale di rivitalizzazione: questa tratta è ritenuta prioritaria.

Pertanto deve essere radicalmente rivisto lo spazio riservato al fiume poiché quello che risulta dai piani è troppo esiguo. In tal senso si chiede che i due Comuni di Balerna e Morbio Inferiori si coordino con il Cantone.

In merito agli spazi verdi ancora esistenti si chiede in particolare di preservare tutto il settore B Polenta, ponendolo in zona agricola (come attualmente la parte compresa nella zona di protezione S2) e AP con destinazione parco fluviale.

I prati esistenti in questo settore devono continuare a svolgere la funzione di corridoio ecologico, come avviene per la zona a nord che è componente del Progetto di interconnessione del Mendrisiotto e che viene gestita secondo criteri ecologici. Come indicato anche dal Dipartimento del territorio si deve concentrare il nuovo edificato – sempre che le previsioni a quindici anni di cui alla Lst lo giustifichino realmente – nell'area dell'attuale posteggio del Centro Serfontana, tenendo liberi tutti gli spazi oggi a verde esistenti tra la Breggia e Via Ghitello - Via Serfontana.

In questo modo si permetterebbe anche il mantenimento delle zone di protezione del Pozzo Polenta come richiesto dalla popolazione che non ritiene opportuno la dismissione di questa fonte di acqua: quest'ultima andrebbe recuperato attraverso un'operazione di bonifica.

Inoltre si chiede di stralciare qualsiasi possibilità edificatoria riferita al settore C Breggia nella parte della collina Bellavista, rilevante componente paesaggistica dell'intero comparto.  

Dando priorità a queste componenti si realizzerebbe il riorientamento della variante e si  permetterebbe di scongiurare una visione utilitaristica del verde, ridotto a componente secondaria subordinata alle attività commericali ("shopping nel verde": idea presente nel Rapporto di pianificazione).

 

Con osservanza

 

 

Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN)

Sezione ticinese di Heimatschutz

  Il membro di CD:                                            Il Segretario:

 

Paolo C. Minotti                    Tiziano Fontana

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